La trattativa Aran-Sindacati per il rinnovo del Contratto di lavoro 2025-2027 è proseguita il 22 settembre con la discussione di un nuovo testo.
Prima di entrare nel merito, sgombriamo il campo da quanto riportato dalla stampa: non c'è alcun obbligo di devolvere trenta giorni di ferie in caso di aggressioni. Il tema reale è quello delle ferie solidali, lo strumento con cui i lavoratori possono donare ferie ai colleghi che ne hanno bisogno. Un principio di solidarietà e di welfare fondamentale.
Nel corso della riunione sono state affrontate le richieste sindacali, a cominciare dalle carriere, ribadendo la necessità di ricostruire un percorso che sia per una parte semi-automatico e per l'altra certo e strutturato su archi temporali di tre, cinque, dieci, quindici e vent'anni.
Il secondo grande argomento riguarda il tema, ormai noto, dell'algoritmo sull'orario di lavoro. Da trent'anni, in base al decreto legislativo 502/1992 e non al contratto, le aziende possono richiedere ai dipendenti ore extra a fine anno per il raggiungimento di obiettivi, senza però prevedere una retribuzione. Già nei contratti precedenti eravamo riusciti a limitare questo monte ore introducendo un algoritmo basato sui risultati e sui residui del fondo di disagio. Oggi abbiamo chiesto di escludere i residui dal calcolo e di cristallizzare il parametro sul valore del risultato del 2024: in questo modo, un aumento della produttività non comporterà un incremento delle ore richieste dall'azienda, invertendo una logica penalizzante.
Il terzo punto riguarda la chiarezza sulle prestazioni aggiuntive, un tema affrontato anche dall'Agenzia delle Entrate. Dopo una nostra battaglia per abbattere le liste d'attesa, queste ore di lavoro extra erano state rese detassate; tuttavia, il beneficio decadeva se la prestazione veniva svolta in un'azienda diversa da quella di assunzione. Abbiamo chiesto di risolvere anche questa disparità.
Questi sono i tre macro argomenti emersi oggi e, come ribadito, non firmeremo contratti che non siano migliorativi. Il testo ricevuto va nella direzione richiesta sulle grandi tematiche, mentre sulla parte economica si aprirà probabilmente un tavolo tecnico dedicato ai fondi. Il clima resta di collaborazione: da un lato dobbiamo garantire ai colleghi la regolarità della contrattazione e una diversa valorizzazione delle risorse; dall'altro, dobbiamo fare in modo che i contratti si adeguino ai tempi della sanità e alle nuove esigenze dei professionisti. Il tutto nella consapevolezza che il contratto si costruisce tra le parti e che l'Aran svolge un ruolo di sintesi.
La linea dell’Anaao Assomed è chiara e non lascia spazio a fughe ideologiche o strumentalizzazioni. Proseguiamo con queste richieste, affiancate da altri punti non meno importanti: penso al grande lavoro fatto sulle relazioni sindacali, alla ferma volontà di mantenere il divieto del cosiddetto "servizio esterno" per i medici globetrotter, una grande conquista del contratto scorso, fino alle questioni legate alle ferie solidali e a un welfare aziendale ormai sempre più necessario.
La prossima riunione è fissata per il primo ottobre. Siamo convinti che, con un lavoro costante e serio, continueremo l'analisi accurata di ogni singola norma contrattuale. A chi ci chiede se l'accordo sia vicino o lontano, rispondiamo che tutto dipenderà dall'equilibrio finale tra le richieste di aziende e regioni, le nostre istanze e la sintesi tecnica dell'Aran. Dire che siamo lontani sarebbe falso: in questo momento la meta è alla giusta distanza. Vi terremo costantemente aggiornati sugli sviluppi, ma su un punto fermo non transigiamo: firmeremo esclusivamente contratti migliorativi per tutti i colleghi.