La rassegna delle sentenze in sanità settimana dal 20 a 24 aprile
Questa settimana: Incarico DSC; componenti in quiescenza di commissioni di concorso; licenziamento per malattia e disabilità; Ferie: stipendio pieno anche con indennità e ticket; Ferie: monetizzazione; responsabilità e continuità delle cure; risarcimento e Tabella unica Nazionale
20 Aprile 2026
Cassazione Civile - Sez. Unite - ordinanza 4235/2026 Incarico di direzione di struttura sanitaria - natura privatistica
La sostanziale vincolatività della scelta del Direttore Generale dell'Azienda sanitaria sul candidato risultato primo nella graduatoria redatta dalla Commissione non muta la natura privatistica dell'atto di conferimento dell'incarico dirigenziale, giuridicamente ricondotto agli atti di gestione del rapporto di lavoro, attribuiti alla giurisdizione del giudice ordinario in base all'art. 5, comma 2, d.lgs. n. 165/2001.
Tar Campania Salerno - Sez. III - sentenza 309/2026 Commissione di concorso e membri in quiescenza
La sentenza n. 309/2026 del TAR Campania, Salerno (Sezione Terza), ha accolto un ricorso contro una procedura concorsuale. Il tribunale ha annullato gli atti impugnati, riscontrando l'illegittima presenza in commissione esaminatrice di un membro in quiescenza da oltre un triennio dalla data del bando, in violazione delle norme.
La nomina di membri delle commissioni esaminatrici tra personale in quiescenza è consentita solo se il rapporto di servizio è stato risolto da meno di tre anni prima della data di pubblicazione del bando di concorso. Tale principio, sancito dal regolamento nazionale (art. 9, comma 4, DPR n. 487 del 1994), prevale su eventuali disposizioni regolamentari comunali che non prevedono espressamente tale limite temporale.
Cassazione Sezione lavoro - sentenza n. 8211/2026 Licenziamento per malattia e disabilità: la parità di trattamento diventa discriminazione indiretta
In una complessa vicenda giuslavoristica, una dipendente affetta da una grave patologia cronica (invalidità civile accertata tra il 46% e il 70%) viene licenziata per aver superato il limite massimo di assenze per malattia previsto dal contratto collettivo nazionale. Il caso pone al centro del dibattito giuridico la natura della discriminazione indiretta: ci si chiede se l'applicazione di una norma contrattuale apparentemente "neutra" e uguale per tutti possa in realtà penalizzare ingiustamente i lavoratori fragili.
Cassazione Sezione lavoro - ordinanza n. 5051/2026 Ferie, la Cassazione: stipendio pieno anche con indennità e ticket
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5051 del 6 marzo 2026, ha stabilito che la retribuzione durante il periodo di ferie deve comprendere tutte le voci variabili strettamente correlate alle mansioni svolte, come indennità perequative, compensative, di turno e persino il ticket mensa. Questo principio è derivato dal diritto dell'Unione Europea, che impone di garantire al lavoratore, durante le ferie, una retribuzione comparabile a quella percepita nei periodi di lavoro, evitando qualsiasi disincentivo alla fruizione del riposo. La decisione ha confermato il diritto dei lavoratori a percepire un compenso che includa le indennità fisse e continuative legate alle mansioni svolte, e ha riconosciuto la necessità di un trattamento economico pienamente comparabile a quello ordinario durante il periodo di ferie.
Corte dei Conti Lombardia - sentenza n. 64/2026 Danno neurologico subito da una neonata a causa del ritardo nel parto cesareo
Il caso riguarda il grave danno neurologico subito da una neonata a causa del ritardo nel parto cesareo da parte del personale medico dell’Azienda Ospedaliera. La Procura ha contestato la colpa grave per l’omessa valutazione dei tracciati cardiotocografici patologici.
Il Collegio, pur confermando la sussistenza della colpa grave per imperizia e negligenza, ha affrontato l’impatto della novella legislativa del 2026.
Per evitare conflitti con gli artt. 3 e 24 Cost., la Corte ha ritenuto che la restrizione della colpa grave ai soli atti amministrativi formali (diretta a vincere la “paura della firma”) non possa estendersi a comportamenti materiali dannosi.
Tuttavia, il legislatore ha introdotto un nuovo limite quantitativo alla condanna (30% del danno) che prevale, per ragionevolezza, anche sul limite più alto (triplo dello stipendio) previsto dalla Legge Gelli-Bianco per i medici pubblici.
Cassazione Penale - Sez. IV - sentenza n. 451/2026 Continuità della cura: il monitoraggio post-operatorio diventa un obbligo di garanzia
Un intervento chirurgico per l’asportazione di cisti ovariche, complicato da un quadro clinico di aderenze diffuse, segna l’inizio di un decorso post-operatorio drammatico. Nonostante le dimissioni e i ripetuti contatti tra la paziente e il medico di fiducia, l’insorgenza di sintomi quali febbre, dolori addominali e astenia viene sottovalutata, portando a una diagnosi tardiva di peritonite da lesione intestinale iatrogena. I profili di diritto che emergono riguardano la persistenza della posizione di garanzia del sanitario anche dopo le dimissioni ospedaliere, l’estensione dell’obbligo di protezione derivante dal contatto sociale e dal contratto d’opera professionale, nonché la configurabilità della colpa grave per l’omissione di esami diagnostici fondamentali a fronte di una sintomatologia persistente e prevedibile alla luce delle difficoltà riscontrate durante l’operazione.
Consiglio di Stato - Sez. VI - sentenza n. 2956/2026 Monetizzazione ferie: il divieto non può essere applicato quando il mancato godimento non è imputabile al lavoratore
Con la sentenza sopraindicata il Consiglio di Stato ha riaffermato che il divieto di monetizzazione delle ferie non godute non può essere applicato quando il mancato godimento non è imputabile al lavoratore, come nel caso di collocamento in quiescenza per sopravvenuta inidoneità al servizio per infermità.
Cassazione Civile - Sez. III - sentenza n. 8630/2026 Il dilemma del risarcimento: tra prassi milanese e nuova Tabella Unica Nazionale
Questa sentenza della Corte di Cassazione chiarisce l'efficacia della nuova Tabella Unica Nazionale (T.U.N.) per la liquidazione del danno biologico derivante da lesioni gravi. La questione centrale riguarda se tale parametro, introdotto nel 2025, possa applicarsi anche a incidenti avvenuti precedentemente o in ambiti diversi da quello stradale e sanitario. La Corte stabilisce che la T.U.N. funge da criterio di riferimento privilegiato per la valutazione equitativa del magistrato, garantendo uniformità di trattamento su tutto il territorio italiano.