Un intervento chirurgico per l’asportazione di cisti ovariche, complicato da un quadro clinico di aderenze diffuse, segna l’inizio di un decorso post-operatorio drammatico. Nonostante le dimissioni e i ripetuti contatti tra la paziente e il medico di fiducia, l’insorgenza di sintomi quali febbre, dolori addominali e astenia viene sottovalutata, portando a una diagnosi tardiva di peritonite da lesione intestinale iatrogena. I profili di diritto che emergono riguardano la persistenza della posizione di garanzia del sanitario anche dopo le dimissioni ospedaliere, l’estensione dell’obbligo di protezione derivante dal contatto sociale e dal contratto d’opera professionale, nonché la configurabilità della colpa grave per l’omissione di esami diagnostici fondamentali a fronte di una sintomatologia persistente e prevedibile alla luce delle difficoltà riscontrate durante l’operazione.