La rassegna delle sentenze in sanità dal 7 all'11 settembre

Questa settimana: Suicidio assistito, polizza professionale, legge 104, comporto, responsabilità medica, taglio retribuzione posizione

07 Settembre 2026

Corte Costituzionale - sentenza 148 del 24 luglio 2026 Suicidio assistito la Consulta limita le Regioni: non possono sostituirsi allo Stato
La Corte costituzionale ha stabilito che le Regioni non possono adottare norme sul suicidio assistito che siano in contrasto con la legge statale. La decisione riguarda una legge regionale di una regione italiana, che mantiene alcune parti, ma perde quelle che si sovrapponevano o contrastavano con la normativa nazionale. La sentenza chiarisce che lo Stato ha competenze esclusive in materia, e le Regioni devono rispettare questa distinzione. La legge regionale viene quindi modificata, eliminando le disposizioni non conformi.

Corte Costituzionale - sentenza n. 152 del 24 luglio 2026 Fine vita: non fondate le nuove questioni di legittimità costituzionale
La Corte Costituzionale ha respinto il tentativo di ampliare l’accesso al suicidio medicalmente assistito alle persone malate che non dipendono da trattamenti di sostegno vitale. Con la sentenza numero 152 del 2026, depositata ieri, i giudici della Consulta hanno dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna, confermando per la terza volta — dopo le sentenze 135 del 2024 e 66 del 2025 — che il requisito introdotto dalla storica sentenza 242 del 2019 rimane un pilastro irrinunciabile dell’attuale assetto normativo.

Cassazione Civile - Sez. III - ordinanza n. 14046/2026 Polizza professionale: vietata una diversa interpretazione delle clausole limitative del rischio se il testo è chiaro
Un intervento di correzione chirurgica dell'alluce valgo, eseguito in una clinica privata, è degenerato in una grave lesione neurologica all'altezza della prima vertebra lombare a causa di un'anestesia spinale errata. Il paziente ha riportato danni permanenti, azionando la richiesta risarcitoria contro l'anestesista e la struttura. La controversia si è spostata sull'operatività della polizza del medico: l'assicuratore ha eccepito che la garanzia operasse solo a "secondo rischio" o, in mancanza di polizza della clinica, esclusivamente in caso di insolvenza di quest'ultima. Sebbene i giudici di merito avessero ritenuto tali clausole nulle poiché "svuotavano" il contratto, la legittimità ha ribaltato il verdetto.

Cassazione Sezione lavoro - ordinanza n. 20229/2026 Legge 104, puoi rifiutare i turni di notte anche se il familiare che assisti non è grave
Chi assiste un genitore, un coniuge o un figlio con disabilità può rifiutare i turni notturni anche se la persona assistita non rientra nella condizione di gravità prevista dalla legge 104. Non serve una condizione di "gravità" accertata, ma basta la disabilità, unita a un legame di cura effettivo.

Cassazione Sezione lavoro  -  sentenza n. 2261/2026 Tre visite fiscali a vuoto non sempre significano assenza ingiustificata
La Suprema Corte chiarisce i limiti probatori del verbale INPS e conferma la reintegra del lavoratore.
Il medico fiscale suona, ma nessuno risponde. Per il datore di lavoro è la prova tipica e sufficiente di un'assenza ingiustificata, ma per la Cassazione non basta. Con la sentenza n. 22621 del 2 luglio 2026, la Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento del licenziamento per giusta causa di un dipendente ritenuto irreperibile durante tre distinte visite di controllo INPS.

Cassazione Civile - Sez. III - ordinanza n. 9055/2026 Aborto a seguito dell’intervento di amniocentesi
Spetta al professionista e alla struttura sanitaria dimostrare l’esatto adempimento, provando – in ossequio al parametro della diligenza qualificata di cui all’art. 1176, secondo comma, c.c. – di avere eseguito l’amniocentesi in modo corretto, attenendosi, anche in relazione al numero dei prelievi effettuati, alle regole tecniche proprie della professione esercitata.

Cassazione Civile - Sez. III - sentenza n. 13075/2026 Responsabilità medica: escluso risarcimento per complicanze imprevedibili
Di fronte a un evento avverso imprevedibile e inevitabile, come un’embolia adiposa a seguito di un intervento di chirurgia estetica come la liposuzione, viene meno il nesso di causalità tra la condotta dei sanitari e il decesso del paziente. 

Cassazione Civile - Sez. III - ordinanza n. 9949/2026 Limiti dell'azione di rivalsa della struttura nei confronti del sanitario
In tema di responsabilità sanitaria, l'art. 9 della L. 8 marzo 2017, n. 24 costituisce disciplina speciale del rapporto interno tra struttura sanitaria (pubblica o privata) ed esercente la professione sanitaria ogniqualvolta la prestazione sia resa mediante l'organizzazione della struttura (sale operatorie, apparecchiature, personale, logistica), sicché il sanitario, anche se libero professionista e contrattualmente obbligato direttamente verso il paziente solvente, opera quale ausiliario ex art. 1228 c.c.; ne consegue che l'azione di rivalsa o di regresso della struttura è ammessa esclusivamente in presenza di dolo o colpa grave del sanitario.

Corte Appello Napoli - Sez. lavoro - sent. n. 939/2026 Illegittimità del taglio forfettario alla retribuzione di posizione
Un dirigente medico contesta la decurtazione del 30% operata dall'amministrazione sulla quota variabile del trattamento economico accessorio per il triennio 2011-2013. L'operazione, giustificata dall'esigenza di contenimento della spesa pubblica, ha comportato una trattenuta fissa in busta paga basata su criteri unilaterali. I profili di diritto riguardano l'interpretazione delle norme sulla "cristallizzazione" dei fondi per la dirigenza medica e le modalità di riduzione automatica degli stessi in proporzione alla diminuzione del personale in servizio.