La Corte Costituzionale ha respinto il tentativo di ampliare l’accesso al suicidio medicalmente assistito alle persone malate che non dipendono da trattamenti di sostegno vitale. Con la sentenza numero 152 del 2026, depositata ieri, i giudici della Consulta hanno dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna, confermando per la terza volta — dopo le sentenze 135 del 2024 e 66 del 2025 — che il requisito introdotto dalla storica sentenza 242 del 2019 rimane un pilastro irrinunciabile dell’attuale assetto normativo.