Incarichi più vicini, orario in discussione.
Il 14 luglio si è svolta una nuova seduta plenaria di confronto tra sindacati e Aran, in un clima di grande collaborazione che ormai caratterizza l'intero percorso negoziale fin dal suo avvio. Non era una seduta dedicata a un singolo tema, ma un'occasione per riprendere tutti gli argomenti discussi finora - relazioni sindacali, orario di lavoro e incarichi - ribadendo le richieste già avanzate.
Il testo che emerge da questo confronto appare migliorato rispetto al passato. Sul fronte delle relazioni sindacali, risulta più stringente negli obblighi che il datore di lavoro ha nei confronti delle organizzazioni. Sul fronte degli incarichi, comincia finalmente a rispondere ad alcune richieste storiche: è stato inserito l'incarico dopo tre anni di servizio, un primo passo verso quel "semi-ascensore professionale" che i sindacati chiedevano da tempo. Restano però ancora scoperti due punti importanti: manca l'incarico ai dieci anni, e manca una tutela per chi ha superato i quindici anni di servizio, tutela necessaria per evitare che si creino disparità troppo marcate tra chi lavora in azienda da vent'anni e chi invece è appena entrato. La linea resta chiara: l'appetibilità degli incarichi deve valere per tutti i dirigenti medici e sanitari, senza eccezioni.
Sull'orario di lavoro, l'algoritmo che regola il monte ore resta per ora invariato. La richiesta sindacale è che il tetto massimo di ore che può essere chiesto al dirigente medico e sanitario non debba crescere insieme ai risultati economici dell'azienda. Il meccanismo attuale, va ricordato, mette in relazione il valore del risultato medio aziendale con il numero massimo di ore esigibili dal dirigente, secondo quanto previsto dalla legge 51 del 1992, non dal contratto. Ed è proprio nel contratto che si è riusciti a introdurre un limite a ciò che la legge prevede. La posizione espressa in Aran è netta: il valore del risultato deve essere cristallizzato, perché se il risultato aumenta e l'algoritmo lo segue, aumentano inevitabilmente anche le ore che il dirigente potrebbe dover dare all'azienda, e questo non è considerato accettabile. Su questo punto l'Aran ha dato una risposta positiva. È stata inoltre sollevata la questione dei direttori di struttura complessa, oggi valutati nel calcolo dell'algoritmo solo per la componente economica del monte ore, ma non per il numero di persone che coordinano, un'incongruenza che si chiede di correggere.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema, nuovo, dell'intelligenza artificiale in sanità. Il problema più serio, in questo momento, è quello della regolamentazione: tutto ciò che riguarda il rapporto tra intelligenza artificiale e sanità si trova ancora in una fase piuttosto nebulosa. In Aran è stato espresso con chiarezza il punto di vista sindacale: è giusto individuare fin da ora i contenitori e le fasi della contrattazione su questo tema, ma entrare nello specifico ora, in assenza di una regolamentazione, sarebbe rischioso. Il principio che deve restare fermo, in ogni caso, è che l'intelligenza artificiale non potrà mai sostituire il lavoro del professionista: un punto di partenza imprescindibile.
La parte economica non è ancora stata affrontata e sarà oggetto del prossimo incontro in Aran, previsto per il 23 luglio. Le condizioni che si stanno delineando vengono valutate positivamente rispetto alle richieste avanzate. La strada resta comunque lunga: bisognerà entrare nel dettaglio della parte economica, definendo quanto degli aumenti sarà destinato alla parte fissa, il tabellare, ciò che percepiscono tutti, e quanto alla parte variabile. Ci si propone inoltre di lavorare in modo costruttivo per chiarire gli articoli 89 e 91, relativi alle prestazioni aggiuntive, procedendo articolo per articolo.
Resta fermo un principio di fondo: il contratto non può in alcun modo sostituire la legge, e verranno firmati soltanto contratti migliorativi. Il contratto viene inteso come strumento di lavoro, tanto per i sindacati quanto per la controparte, e l'obiettivo resta quello di renderlo negli anni sempre più fruibile e garante del lavoro svolto. Il prossimo appuntamento è fissato per il 23 luglio, quando si entrerà nel merito della parte economica, con numeri e cifre concrete su cui ragionare.