Questa settimana: Responsabilità e sovraccarico di lavoro ; responsabilità e consenso informato; permessi 104; Bonus covid agli infermieri
Cassazione Penale - Sez. IV - sentenza n. 17569/2026 Il sovraccarico di lavoro può integrare una scusante capace di escludere la colpevolezza in ambito medico?
Una paziente giunge in Pronto Soccorso con dolore toracico irradiato; l'elettrocardiogramma evidenzia segni inequivocabili di infarto STEMI, ma viene diagnosticata una mialgia dorsale e la donna è dimessa con antinfiammatori. Il decesso avviene tre giorni dopo per insufficienza cardiocircolatoria. I profili di diritto riguardano l'accertamento del nesso eziologico tra omissione ed evento, la distinzione tra giudizio esplicativo (causa reale) e controfattuale (efficacia della condotta omessa), e la configurabilità della "non esigibilità" della condotta dovuta a turni massacranti e stanchezza del sanitario. Si analizza se il sovraccarico di lavoro possa integrare una scusante atipica capace di escludere la colpevolezza in ambito medico.
Cassazione Civile - Sez. III - ordinanza n. 11608/2026 Responsabilità medica e consenso informato
In tema di responsabilità sanitaria, qualora il paziente sia stato sottoposto a un intervento chirurgico con caratteristiche più ampie, complesse o invasive rispetto a quelle indicate nel modulo di consenso informato – e, quindi, diverse rispetto alla prestazione per la quale il consenso era stato espresso – non grava sul paziente l'onere di dimostrare che, se correttamente informato sul diverso e più complesso intervento, avrebbe rifiutato di sottoporvisi; incombe invece sulla struttura sanitaria l'onere di provare che il paziente avrebbe comunque prestato il proprio consenso al trattamento effettivamente eseguito.
Cassazione Sezione lavoro - ordinanza n. 13155/2026 Permessi legge 104: licenziamento legittimo se l'assistenza è solo marginale
La Cassazione civile, sezione lavoro conferma la legittimità del licenziamento per giusta causa in caso di abuso dei permessi ex art. 33 L. 104/1992, quando l’assistenza al familiare disabile risulta solo marginale rispetto al tempo fruito. Pur escludendo una rigida misurazione “oraria” della prestazione assistenziale, la Corte ribadisce che deve sussistere un nesso causale diretto tra permesso e finalità di cura: il suo utilizzo prevalente per esigenze personali integra abuso del diritto e violazione dei doveri di buona fede, rilevante anche senza necessità di assistenza continuativa.
Corte Appello Bari - Sez. lavoro - sentenza n. 86/2026 Bonus Covid agli infermieri, illegittimo tagliare i compensi per coprire l'Irap
La sentenza in commento conferma il diritto di un infermiere a ricevere l’integrazione economica di un premio incentivo legato all’emergenza sanitaria del 2020. Il contenzioso nasce dalla decisione dell'azienda sanitaria di decurtare l'imposta IRAP e gli oneri datoriali dalle somme destinate ai lavoratori, riducendo l'importo finale dei compensi stabiliti dagli accordi regionali. I giudici hanno stabilito che tali tributi gravano esclusivamente sul datore di lavoro e non possono essere traslati sui dipendenti, i quali hanno diritto a percepire il bonus al lordo delle sole tasse personali.