Rassegna di giurisprudenza
14/04/2026

La rassegna delle sentenze in sanità settimana dal 13 al 17 aprile

Responsive image Premio di produttività negato in maternità: ASL condannata; nomina dei DSC vincolo graduatoria non equivale a concorso pubblico; responsabilità; l’autonomia del medico e il vincolo di subordinazione

Tribunale Taranto - Sez. lavoro - sentenza 5 marzo 2026 Premio di produttività negato in maternità: ASL condannata
Il Tribunale di Taranto ha stabilito un principio fondamentale per la tutela della genitorialità nel mondo del lavoro, condannando la ASL di Taranto per una condotta ritenuta discriminatoria.
La vicenda riguarda un'operatrice socio-sanitaria (OSS) che era stata esclusa dal pagamento del premio di produttività (o premio di risultato). L'azienda sanitaria aveva giustificato l'esclusione dichiarando la dipendente "non valutabile", poiché era stata assente per l'intero anno a causa di un periodo di interdizione anticipata per gravidanza a rischio e del successivo congedo obbligatorio di maternità.

Cassazione Civile - Sez. Unite - sentenza n. 4735/2026 Nomina dei primari: vincolo graduatoria non equivale a concorso pubblico
Le Sezioni Unite della Cassazione stabiliscono che il direttore generale è vincolato a nominare primario il primo classificato in graduatoria, escludendo la discrezionalità fiduciaria. La decisione riconduce la procedura al diritto privatistico (giudice del lavoro).

Corte Appello Bologna - Sez. II - sentenza n. 804/2026 Omessa diagnosi gravidanza e decesso del feto: incertezza eziologica e perdita di chance
Una paziente, ignara del proprio stato, si rivolge a diverse strutture sanitarie e professioni-sti senza che la gravidanza venga diagnosticata, se non a ridosso del termine. 
Il decesso del feto avviene poco dopo il ricovero, innescando una complessa controversia sulla responsabilità della struttura per omesso monitoraggio. 
Il caso impone l'analisi della natura contrattuale della responsabilità sanitaria e del rigido riparto dell'onere probatorio in capo al danneggiato. 

Corte Appello Milano - sez. lavoro - sentenza 19/2026 Diagnosi e terapia: l'autonomia del medico è pienamente compatibile con la subordinazione
Il ricorso di un medico, dimessosi dalla struttura sanitaria, che chiedeva il riconoscimento del rapporto di lavoro dipendente e il pagamento del Tfr, è stato accolto dalla Corte di appello sulla base della rilevanza complessiva di una serie di indici che in primo grado erano stati apprezzati isolatamente. Il pregio specifico della sentenza della è nel concetto che l'inettitudine di una prestazione come quella medica ad essere assoggettata a disposizioni superiori, in quanto caratterizzata da personalità e autonomia nelle decisioni su diagnosi e terapie dei pazienti, non vale quale elemento di esclusione di un rapporto di lavoro subordinato con la struttura sanitaria.

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