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14/03/2022

Riordino IRCCS: resta aperta la questione dei ricercatori biomedici

Il disegno di legge AC 3475 “Delega al Governo per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, di cui al decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 228” reca una delega al Governo per il riordino della disciplina degli IRCCS, in attuazione della riforma prevista nell’ambito del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che, nel campo della ricerca sanitaria, prevede l’obiettivo della riorganizzazione di tali Istituti entro il 31 dicembre 2022, senza oneri a carico della finanza pubblica.

La Riforma rientra tra le azioni individuate nel PNRR per migliorare la situazione strutturale del Paese e, come previsto nella NADEF 2021, costituisce un disegno di legge collegato alla manovra di bilancio 2022-2024.

La componente 2 della Missione 6 Salute, che nello specifico concerne l’ambito dell’Innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale, infatti, prevede espressamente la revisione e l’aggiornamento dell’assetto regolamentare e del regime giuridico di tali Istituti e delle politiche di ricerca del Ministero della Salute, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto fra ricerca, innovazione e cure sanitarie.

In particolare l’articolo 1, lettera n) prevede di procedere, in relazione agli IRCCS e agli IZS, alla revisione della disciplina del personale della ricerca sanitaria prevista dalla legge 205 del 2017 commi da 422-434 (legge di bilancio 2018) nell'ambito delle risorse di cui al comma 424 e nel rispetto dei vincoli di cui al comma 428 della citata legge di bilancio 2018. Peraltro è prevista la facoltà di rimodulare il numero degli anni di servizio del contratto di lavoro a tempo determinato collegandolo alla valutazione positiva di cui al richiamato comma 428.

L’approvazione delle disposizioni di cui all’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, commi 422 e seguenti hanno determinato una complessa situazione nell’ambito degli IRCCS ed IZS; in particolare non è stata prevista una procedura di stabilizzazione del personale precario della ricerca biomedica costituito da medici, veterinari, biologi ed altre figure della dirigenza sanitaria e del comparto. Tale insufficiente procedura ha previsto una impropria collocazione di figure della dirigenza sanitaria nell’area contrattuale del comparto. Ciò ha determinato oggettive problematiche per l’avvio e la conclusione delle procedure previste da tali norme, ma soprattutto ha fortemente demotivato i Ricercatori che si sono visti espulsi dall’area professionale e contrattuale di cui sono oggettivamente parte. Si tratta pertanto, con la proposta formulata, di ricollocare i ricercatori nel contesto omogeneo delle figure sanitarie, con oneri contrattuali ricompresi nel finanziamento già assegnato, a fronte della solo parziale attuazione della piramide.

Si tratta pertanto di inserire nella delega, nella fase di approvazione in corso, la revisione delle procedure di stabilizzazione definitiva del personale rispettivamente nell’area del comparto e della dirigenza per i ricercatori, essendo ciò necessario perché le disposizioni di cui al comma 428 dell’art.1 della Legge 205/17 non danno al riguardo se non una indicazione generica e non applicabile. Poiché requisito per l’accesso alla dirigenza sanitaria al termine del percorso è il conseguimento del titolo di specializzazione come previsto dal comma 431 dello stesso articolo, preso atto che le disposizioni di tale comma non sono state oggetto di applicazione per l’indeterminatezza della previsione stessa, se ne propone una riformulazione che dia certezza applicativa. Per altro verso si devono altresì rivedere i percorsi quinquennali previsti, riducendoli al massimo a percorsi biennali-triennali, procedendo subito alla stabilizzazione. In tal modo si supererebbe il permanente stato di precarietà dei rapporti, dando applicazione concreta alle disposizioni di cui alla legge 205/17, e si restituirebbe alla ricerca biomedica italiana un assetto di stabilità coerente con i livelli qualitativi storici del settore e con il quadro internazionale.

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