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28/05/2021

Pensionamento Quota 100: revoca dimissioni. Parere FP

Commento di Luca SbaizResponsabile regionale Settore Dirigenza Sanitaria Anaao Assomed Piemonte

Un ente pubblico ha chiesto al Dipartimento della Funzione Pubblica il proprio parere in ordine alla possibilità di revoca delle dimissioni volontarie presentate da un proprio dipendente ai fini dell’accesso al pensionamento anticipato con “quota 100”, di cui all’articolo 14 del decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.

 Funzione Pubblica ha evidenziato che la disciplina della cessazione del rapporto alle dipendenze della pubblica amministrazione riconosce l’istituto della riammissione in servizio.

Tale disciplina, nel prevedere la possibilità per l’impiegato di essere riammesso in servizio e, quindi, riconoscendogli la possibilità di farne richiesta, demanda al parere dell’organo di governo dell’amministrazione la valutazione dell’ammissione della domanda, anche in considerazione della disponibilità nell’organico, a cui comunque è vincolata la riammissione stessa.

La consolidata giurisprudenza formatasi in materia ha chiarito che l’amministrazione ha un’ampia discrezionalità nel valutare l’opportunità della riammissione in servizio del dipendente che ne abbia fatto richiesta, dovendo prevalere l’ottica del buon andamento, dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione pubblica.

Anche l’ARAN, ha aggiunto il Dipartimento della Funzione Pubblica, nei propri orientamenti applicativi (RAL 432 Orientamenti Applicativi del 6.11.2011; RAL 434 Orientamenti Applicativi), ha specificato che la riammissione in servizio non costituisce un diritto per l’ex dipendente, dovendo l’amministrazione agire nella preminente considerazione dell’interesse proprio, ferma la disponibilità del corrispondente posto in organico.

Nella fattispecie, che attiene alle dimissioni volontarie presentate dal proprio dipendente nell’ambito dell’accesso a “quota 100”, si deve tener conto che la norma, al fine di garantire la continuità e il buon andamento dell’azione amministrativa, prevede che il dipendente presenti la domanda di collocamento a riposo all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di 6 mesi. Si tratta di una disposizione che permette alle amministrazioni, attraverso una comunicazione preventiva da parte del proprio dipendente, di adeguare la programmazione alle necessità organizzative degli uffici dovendo garantire l’efficiente organizzazione dei servizi.

Quanto sopra premesso il Dipartimento della Funzione Pubblica ha precisato che, sempre in un’ottica generale, il dipendente che ha formulato le dimissioni volontarie può presentare domanda di riammissione in servizio, residuando, in ogni caso, in capo all’amministrazione la valutazione circa l’accoglimento o meno della richiesta.

La valutazione dell’amministrazione, ha concluso il Dipartimento della Funzione Pubblica, pur nell’ampia discrezionalità ad essa riconosciuta, dovrà comunque essere motivata sulla base di criteri coerenti, al fine di evitare atti irragionevoli e disparità di trattamento (DFP-0026789-P-20/04/2021).

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