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15/03/2021

Agenzie regionali per l’ambiente: sempre più “autoreferente” la posizione AssoArpa

Le Associazioni datoriali pubbliche dovrebbero fondarsi sul rispetto dei principi costituzionali e delle disposizioni vigenti. Ebbene nel caso delle ARPA si sta da tempo verificando un’abnorme situazione che ha punti di contatto con un altro tipo di associazionismo, con finalità molto diverse.

Si fa da anni la guerra alle categorie sanitarie, previste ineludibilmente dalla legge, per due motivi:
1)         L’inquadramento nella dirigenza sanitaria ex art.15 D.Lgs 502/92
2)         L’attribuzione dell’indennità di esclusività di rapporto prevista dai CCNL vigenti.

Si tratta quindi di una guerra, o talvolta una guerriglia, senza quartiere, senza regole, attuata nel disprezzo dei fondamenti della legalità, finalizzata a favorire qualche categoria cui non si applicano le due regole sopra enunciate, sorda ad ogni richiamo al rispetto dei compiti istituzionali di una dirigenza pubblica quale quella posta a dirigere le ARPA.

Enti finanziati dal Fondo Sanitario Nazionale, facenti parte del comparto della sanità, obbligati alla tutela dell’ambiente e contestualmente della salute.

Il risultato di questa “segregazione razziale”, operata senza ritegno per anni, è stato l’inserimento nel comparto di circa 1700 laureati magistrali appartenenti alle categorie della dirigenza sanitaria, e la progressiva eliminazione delle categorie dei biologi, dei chimici e dei fisici, dall’ARPA, secondo un modello perverso che non ha eguali nella storia recente dell’impiego pubblico.

Ma sono Enti “laterali” e le stesse Regioni li ignorano di fatto e non li controllano, ed essi propugnano uno strano modello organizzativo, che nega la dirigenza sanitaria applicata con successo nell’SSN, e propugna un modello da “caserma”, con caporali di giornata e pochi ufficiali!

Eppure l’ANAAO ha fatto molte proposte di mediazione, con grandi margini di disponibilità per la controparte, ma è rimasta inascoltata. Ora si tratta di ampliare lo scenario del dissenso sindacale poiché anche le forze confederali hanno preso coscienza di una situazione degenerata sotto ogni profilo, che comprende anche l’intimidazione dei lavoratori.

Nell’ultima fase una nuova “ciliegina” sempre impregnata di illegalità: provare ad usare gli ordini delle professioni non sanitarie per fare la guerra a quelli delle professioni sanitarie!

Contro questo scenario da “incubo” vero e proprio l’ANAAO andrà avanti nella propria azione di tutela di leggi e contratti.

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