Comunicati stampa
26/09/2007

Donne medico: il vero problema è l'organizzazione del lavoro

26 settembre 2007

 

“Occorre che la società civile ed il mondo del lavoro si attrezzino a gestire tutte le diversità tra uomini e donne, giovani e anziani, tra persone con problemi e condizioni diverse”.

Questo il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed, Carlo Lusenti, che, intervenendo sul dibattito delle donne medico, suggerisce di ampliare l'attenzione a quello che considera il vero problema da analizzare e risolvere per garantire a tutti i professionisti, uomini o donne che siano, un ambiente professionale adeguato e cioè l'organizzazione del lavoro che purtroppo oggi non tiene conto delle differenze di genere ed è troppo spesso conformato alle esigenze maschili.

“Gli unici criteri con cui si organizza il sistema – sostiene Lusenti - sono quelli della produzione e non già quelli delle caratteristiche dei professionisti che in esso operano. Questo significa che si possono subire discriminazioni non solo per via del sesso, ma anche per l'età perché viviamo in un sistema che seleziona professionisti soprattutto in base alle caratteristiche che garantiscono un determinato livello di produzione.

Le rigidità dell'orario di lavoro non favoriscono soggetti con familiari a carico e  in particolare le donne: pertanto è necessario rivedere la normativa sui congedi parentali e di maternità, favorire l'istituzione degli asili nido che consentano la piena compatibilità tra lavoro ed obblighi familiari, prevedere che il lavoro notturno a turni tenga conto dell'età e delle condizioni fisiche e familiari degli interessati. In definitiva superare una visione rigida e burocratica e la mancanza di flessibilità e elasticità sui luoghi di lavoro.

Dobbiamo riconoscere che alcuni passi sono stati comunque fatti. E' stata ampliata con la recente legge del 3 agosto la possibilità di accesso al part time che è stata elevata al 10% dei dirigenti in servizio, questa possibilità è stata conquistata a fatica dalla dirigenza medica negli anni passati ed è un diritto che va reso esigibile su tutto il territorio nazionale.

Per risolvere questi problemi però – conclude Lusenti - occorre restituire ai contratti di lavoro e alla contrattazione decentrata la facoltà di intervenire in materia di organizzazione del lavoro oggi pressoché esclusiva prerogativa delle amministrazioni e delle parti datoriali.

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