Comunicati stampa
09/07/2008

Manovra economica: un nuovo attacco ai medici dipendenti

9 luglio 2008 - L'Anaao commenta le anticipazioni de IL SOLE 24 ORE

Notizie di stampa rivelano che nella preparazione del maxiemendamento con il quale si accinge a chiedere la fiducia per la conversione in legge del DL 112 il Governo, lungi dall'accogliere le richieste avanzate dai medici ospedalieri per l'abolizione di norme punitive della categoria, si prepara ad infierire ulteriormente.

La previsione di fissare nella specifica intesa con le Regioni sul finanziamento del SSN una ulteriore riduzione dello standard di posti letto non tiene conto dell'andamento epidemiologico e demografico del Paese nonché del fatto che, al di là dei buoni propositi, l'ospedale rimane l'unico presidio a completa disposizione della domanda di salute dei cittadini. Utilizzare standards derivati dal mondo anglosassone significa ignorare che già oggi si fa fatica a governare una domanda di prestazioni sempre più complesse ed ad effettuare dimissioni ospedaliere per la assoluta mancanza di strutture territoriali.

Ma ciò che è più grave è l'attacco portato ai livelli economici di una categoria che si sta impoverendo di anno in anno ed alle sue stesse prospettive di carriera. La riduzione stabile della pianta organica prevista ignora il fatto che già da ora gli ospedali lavorano a debito nei confronti dei medici, che rivendicano il pagamento di milioni di ore di lavoro eccedente il debito contrattuale, ed in carenza assoluta di personale infermieristico. Il previsto ridimensionamento dei fondi della contrattazione integrativa, laddove esistano, diventa un naturale corollario del mancato finanziamento del contratto nazionale. E l'intenzione di fissare parametri per l'individuazione delle strutture semplici e complesse invade l'autonomia organizzativa delle Aziende sanitarie e prelude ad una riduzione di legittime aspettative di carriera.

Siamo di fronte ad un insieme di provvedimenti che rappresentano un forte incentivo verso la ulteriore privatizzazione del servizio sanitario atteso che, dati alla mano, la riduzione del tasso di ospedalizzazione realizzata in questi anni nel sistema pubblico si è tradotta in un aumento dei profitti per il settore privato.

Un sistema sanitario povero e per i poveri:questo è il disegno nemmeno tanto velato.
L'attacco ai medici dipendenti è evidente nel silenzio-assenso del Ministro del Welfare che ha  lasciato il compito di tutelare la salute degli italiani e la professionalità degli operatori al ministro dell'Economia.

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