Sentenze: le novità 18-22 marzo 2019

Questa settimana:
- Responsabilità: la causa di non punibilità
- Responsabilità: consulenza tecnica
- Responsabilità: unicità del fatto dannoso
- Ritardata conclusione concorso interno

Cassazione Penale – Sezione IV – sentenza 8115/2019. “Non punibilità” secondo la legge 24/2017: quando il medico può beneficiarne. La Corte di Cassazione chiarisce nella sentenza 8115/2019 quando il medico può beneficiare della causa di non punibilità ex art. 590-sexies c.p. e quando invece questa non si applica. E boccia la decisione più sfavorevole adottata da una Corte di Appello.

Cassazione Civile – Sezione III – sentenza 5487/2019. In materia di responsabilità sanitaria, "la consulenza tecnica è di norma consulenza percipiente" a causa delle conoscenze tecniche specialistiche necessarie, non solo per la comprensione dei fatti, ma per la rilevabilità stessa dei fatti, i quali, anche solo per essere individuati, necessitano di specifiche cognizioni e/o strumentazioni tecniche.

Tribunale Imperia – sentenza 21.01.2019. L'unicità del fatto dannoso richiesta dall'art. 2055 c.c., ai fini della configurabilità della responsabilità solidale degli autori dell'illecito, va intesa in senso non assoluto ma relativo, in coerenza con la funzione propria di tale istituto di rafforzare la garanzia del danneggiato, sicché ricorre tale responsabilità pur se il fatto dannoso sia derivato da più azioni o omissioni, costituenti fatti illeciti distinti, e anche diversi, sempre che le singole azioni o omissioni abbiano concorso in maniera efficiente alla produzione dell'intero danno.

Tar Campania – Sezione V - sentenza 1352 del 2019.Danno per ritardata conclusione del concorso interno per la progressione dei dipendenti. La risarcibilità del danno da ritardo è suscettibile di ristoro patrimoniale secondo lo schema della responsabilità c.d. aquiliana. Inoltre, agli elementi strutturali connotanti la tipologia di risarcimento, la richiesta di accertamento del danno da ritardo, se da un lato deve essere ricondotta al danno da lesione di interessi legittimi pretensivi, dall'altro, costituisce una fattispecie sui generis, del tutto specifica e peculiare che deve essere ricondotta nell'alveo dell'art. 2043 c.c., per l'identificazione degli elementi costitutivi della responsabilità ivi prevista.

 

Sentenze: le novità 11-15 marzo 2019

Questa settimana:
- Terapie salvavita e permesso di soggiorno;
- Responsabilità e linee guida;
- Responsabilità struttura sanitaria;
- Specializzandi: no a risarcimento

Tar Lombardia – I Sezione - Ordinanza n. 99/2019
Il confine tra il rilascio del permesso di soggiorno e le terapie salva vita. Un permesso di soggiorno per cure mediche può essere rilasciato allo straniero che si trovi in Italia privo di un permesso di soggiorno a diverso titolo, in caso di sopraggiunta patologia medica, ma soltanto per la durata strettamente connessa alla terapia "salvavita" da seguire, in relazione all'impossibilità di fare rientro nel proprio Paese a causa della patologia stessa (o comunque di impedimenti a lui non imputabili).

Tribunale di Tivoli - sentenza del 14 febbraio 2019.
Il rispetto delle linee guida va sempre rapportato alle circostanze concrete. Nell'ambito della colpa medica, un ruolo peculiare è assunto dalle linee guida dettate dalla comunità scientifica. Esse costituiscono un nucleo di regole di azione per il medico da cui il Giudice può trarre le regole cautelari rilevanti per il giudizio di colpa, quantomeno nei casi in cui occorra apprezzare l'imperizia del personale medico.

Tribunale di Nola - Sezione I - sentenza del 18 gennaio 2019.
La sussistenza della responsabilità della struttura sanitaria in caso di complicanza. Secondo la prevalente giurisprudenza di merito e di legittimità, "la complicanza, quale evento avverso correlato all'atto medico e statisticamente noto, per esentare il sanitario da responsabilità, deve essere o imprevedibile o inevitabile, perché, altrimenti, ove cioè sia prevedibile ed evitabile, non ha rilievo giuridico, pur se, in linguaggio medico, resta comunque definibile quale complicanza.

Tribunale di Roma - Sezione II civile - sentenza n. 3027 del 11/02/2019.
Specializzandi, nessuna differenza economica per gli iscritti ai corsi dopo il 1998 e prima del 2006/2007. Il legislatore, nel disporre il differimento dell'applicazione delle disposizioni contenute negli artt. da 37 a 42 del d.lgs. 368/1999 e la sostanziale conferma del contenuto del d.lgs. 257/1991, ha esercitato legittimamente la sua potestà legislativa, non essendo vincolato dalle norme comunitarie a disciplinare il rapporto dei medici specializzandi secondo un particolare schema giuridico; il riconoscimento, da parte del d.lgs. 368/1999 in favore dei medici specializzandi, di un maggior importo a titolo di adeguata remunerazione costituisce il risultato di una scelta discrezionale riservata al legislatore nazionale e non vincolata o condizionata da obblighi d'adeguamento alla normativa comunitaria.

Sentenze: le novità 4-8 marzo 201

Questa settimana:
- Contagio Epatite C: Diritto risarcimento
-Prescrizione farmaci vietati: colpa medica
-Ambiente chirurgico e strumentario: non corretta asepsi. Risarcimento
- Nascita indesiderata: paga l’assicurazione del medico
-Il mero “dissenso” diagnostico
-Legge 104: leciti i controlli con investigatori

Cassazione Civile – IV Sezione - Ordinanza n. 4995 del 21.02.2019.Il contagio avvenne a seguito di cinque trasfusioni dopo un intervento chirurgico. La Corte d'appello di Brescia, invece, aveva ritenuto non fosse possibile il risarcimento in quanto il test per l'accertamento della presenza del virus dell'epatite C era stato reso disponibile solo nel 1988. Secondo la Cassazione il ministero della Salute era comunque tenuto a controllare che il sangue utilizzato per le trasfusioni o per gli emoderivati fosse esente da virus e che i donatori non presentassero alterazioni delle transaminasi.Cassazione accoglie ricorso.

Tribunale di Roma – Sezione XIII- Sentenza del 16 gennaio 2019.Non corretta asepsi dell'ambiente chirurgico e dello strumentario: risarcisce la clinica e il primo operatore. Né la Casa di cura né il primo operatore durante il parto e dunque responsabile quale capo equipe della gestione della sala operatoria e dell'intervento, hanno dimostrato la corretta asepsi dell'ambiente chirurgico e dello strumentario.

Corte di Cassazione – Sezione III Civile- Sentenza n.4738/2019.Un medico di base è stato condannato a risarcire i danni per una nascita indesiderata (116.273 euro) perché ha prescritto un farmaco non adatto alla contraccezione nonostante le richieste della paziente. La Cassazione (sentenza 4738/2019), contrariamente ai giudici di primo e secondo grado, stabilisce che la copertura del danno rientra nel contratto assicurativo del sanitario.

Tribunale di Rieti – Sezione Lavoro – Sentenza del 22.01.2019.Nell'ipotesi in cui le censure mosse alla perizia, dal ricorrente, non denunciano precise carenze o deficienze diagnostiche, bensì semplici difformità tra la valutazione del consulente circa l'incidenza e l'entità del dato patologico ed il valore diverso allo stesso attribuito dalla parte, si verte, nell'ipotesi di c.d. mero dissenso diagnostico, in cui le contestazioni non evidenziano deficienze diagnostiche o affermazioni scientificamente errate della perizia, bensì fondamentale difformità nella valutazione della condizione sanitaria della parte.

Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – ordinanza n. 4670/2019.Permessi L. 104: leciti i controlli con investigatori.La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 4670 del 2019, ha affrontato il tema del licenziamento di un dipendente che invece di impiegare i permessi di cui alla legge 104, per assistere un familiare malato, li impiegava per svolgere attività personali, confermando così «come una simile condotta sia idonea a ledere definitivamente il vincolo fiduciario indispensabile alla prosecuzione del rapporto di lavoro». È stato ritenuto legittimo tale controllo durante i periodi di sospensione del rapporto al fine di consentire al datore di lavoro di prendere conoscenza di comportamenti del lavoratore che siano rilevanti sotto il profilo del corretto adempimento delle obbligazioni derivanti dal rapporto stesso, che permane nonostante la sospensione.

 

Sentenze: le novità 25 febbraio 1 marzo 2019

Questa settimana:
- Limiti a pubblicazione online dei dati patrimoniali;
- Trasfusioni ed epatite C;
- Individuazione zona carente di assistenza primaria;
- Mancato conferimento incarico

Corte Costituzionale – Sentenza n. 20 del 21 febbraio 2019.Limiti a pubblicazione online dei redditi dei dirigenti PA.Va dichiarata la illegittimità costituzionale dell’art. 14, comma 1-bis, del d.lgs. n. 33/2013 (Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni), nella parte in cui prevede che le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati di cui all’art. 14, comma 1, lett. f), dello stesso d.lgs. anche per tutti i titolari di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, ivi inclusi quelli conferiti discrezionalmente dall’organo di indirizzo politico senza procedure pubbliche di selezione, anziché solo per i titolari degli incarichi dirigenziali previsti dall’art. 19, commi 3 e 4, del d.lgs. n. 165/2001 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche).

Corte di Cassazione – VI Sezione Civile – Ordinanza 4995/2019.La Corte di Cassazione dice si al diritto al risarcimento in caso di epatite C contratta a seguito di Trasfusioni. Il contagio avvenne a seguito di cinque trasfusioni dopo un intervento chirurgico. La Corte d'appello di Brescia, invece, aveva ritenuto non fosse possibile il risarcimento in quanto il test per l'accertamento della presenza del virus dell'epatite C era stato reso disponibile solo nel 1988. Secondo la Cassazione il ministero della Salute era comunque tenuto a controllare che il sangue utilizzato per le trasfusioni o per gli emoderivati fosse esente da virus e che i donatori non presentassero alterazioni delle transaminasi.

Tar Calabria – I Sezione – Sentenza n. 2069 del 6 dicembre 2018.L’individuazione della zona carente di assistenza primaria se non supportata da adeguata motivazione è illegittima. È sempre necessario quel minimum di esplicitazione, anche fattuale (ad es. numerica), delle ragioni che, in applicazione dei criteri stabiliti dalla contrattazione nazionale - o, nei casi previsti, anche in deroga ad essi - e dalle ulteriori fonti di disciplina, giustificano l'individuazione delle zone carenti di assistenza primaria.

Tar Molise Campobasso – I Sezione – Sentenza n. 686/2018. Risarcimento del danno patito per il mancato conferimento dell'incarico provvisorio. Relativamente alla formazione e gestione delle graduatorie per la disponibilità alla copertura di incarichi provvisori di medicina generale o di medicina dei servizi, tesi a garantire la continuità assistenziale, si è in presenza di atti i quali esulano da quelli compresi nelle procedure concorsuali per l'assunzione di dipendenti delle pubbliche Amministrazioni, essendo pacifico che il rapporto coi medici convenzionati, regolato da Accordi collettivi, esula dal pubblico impiego per difetto del requisito del vincolo di subordinazione e rientra nell'ambito della prestazione d'opera professionale svolta con carattere di para-subordinazione.

Sentenze: le novità 18-22 febbraio 2019

Questa settimana:
- Concorso per direzione di distretto;
- Comparto: il tempo di vestizione;     
- Commissioni Mediche e causa di servizio

Tribunale di Rovigo – Sezione Lavoro – Ordinanza 330/2019. Il Giudice del lavoro riammette i medici al concorso per la direzione di distretto. Per il giudice la scelta di bandire il concorso solo per i dirigenti dell'area professionale, amministrativa e tecnica non viola le norme di legge e di contratto. Ma se la decisione della Ulss era di affidare ai dirigenti sanitari le competenze di carattere clinico e agli amministrativi le competenze gestionali, questa doveva essere esplicitata nell’atto aziendale. Per tale motivo il giudice ha ordinato alla Ulss di ammettere al concorso anche i dirigenti sanitari.

Corte di Cassazione – Sezione Lavoro - Ordinanza n. 3901/2019. Infermieri. Il tempo di “vestizione” all’inizio e al termine del proprio turno va retribuito, per motivi di sicurezza ed igiene. A ribadirlo la Corte di Cassazione con ordinanza n. 3901. Nel contratto del comparto è previsto il tempo di vestizione retribuito. La corte in ogni caso afferma che la propria decisione va al di là del rapporto sinallagmatico trattandosi di un obbligo imposto dalle “superiori esigenze di sicurezza e igiene, riguardanti sia la gestione del servizio pubblico sia la stessa incolumità del personale addetto.

Tar Emilia Romagna – Sezione I - Sentenza n. 956/2018. Nelle cause dei servizio, le Commissioni Mediche Ospedaliere sono tenute ad esprimere valutazioni di carattere eminentemente tecnico-sanitario, formulando la diagnosi, determinando il momento della conoscibilità o della stabilizzazione della patologia, valutandone le conseguenze sull'integrità fisica del dipendente e verificandone l'idoneità al servizio, senza dovere fornire alcuna indicazione sulla dipendenza da causa di servizio delle infermità sofferte, in quanto tale ultimo compito spetta al Comitato di Verifica per le Cause di Servizio, il cui parere deve essere richiesto dall'Amministrazione.

Sentenze: le novità 11-15 febbraio 201

Questa settimana:
- Responsabilità: assoluzione per colpa lieve;
- Ferie: monetizzazione;
- Intramoenia e irap;
- Malattia e occasione di servizio

Corte di Cassazione – IV Sezione penale - Sentenza n. 5829/2019. Responsabilità sanitaria: se c’è l’assoluzione per colpa lieve scatta anche quella sugli effetti civili. Per la Cassazione (sentenza 5829/2019), se la sentenza assolve gli imputati indicando solo il lieve grado di colpa accertato in giudizio, deve ritenersi applicata ultrattivamente e in bonam partem la legge Balduzzi e anche gli effetti civili decadono.

Tribunale di Bologna – Sezione Lavoro – sentenza n. 1 del 24 gennaio 2019. Le problematiche di armonizzazione dei contrastanti principi di irrinunciabilità delle ferie e di divieto di monetizzazione delle stesse, sorgono in tutti quei casi in cui il rapporto di lavoro si interrompe improvvisamente senza alcuna programmazione ed il dipendente si trova nella situazione di non aver potuto usufruire delle ferie dell’anno in corso e degli anni passati per ragione di servizio. La circostanza che le ferie pregresse, maturate e non godute dal ricorrente si collocano e sono state maturate tutte in un periodo anteriore alla legge 135/2012, norma che ha vietato la monetizzazione delle ferie maturate e non godute, con la conseguenza che la reiezione della domanda del ricorrente comporterebbe un’applicazione retroattiva della norma in questione, in aperto contrasto con il principio secondo cui  la norma non prevede alcuna retroattività del principio.

Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – ordinanza 32333 del 13/12/2018. Prestazioni in regime intramurario, trattenuta stipendiale operata a titolo di rimborso Irap. In tema di attività sanitaria intramuraria, deve escludersi che l'Imposta regionale sulle attività produttive configuri un parametro per la determinazione degli onorari spettanti ai dirigenti medici, atteso che il disposto dell'art. 4 comma 2, lett. g), del CCNL dell'Area della Dirigenza sanitaria, professionale, tecnica ed amministrativa del SSN 8 giugno 2000, riserva alla contrattazione integrativa la fissazione dei criteri generali relativi all'attribuzione dei compensi ai dirigenti, mentre l'individuazione della predetta imposta come parametro che concorre a determinare le tariffe professionali è riconducibile ad una scelta unilaterale aziendale, in assenza di negoziazione collettiva.

Tar Molise – Sezione I – sentenza n. 1 del 4 gennaio 2019. Al fine di giungere al riconoscimento medico-legale tra malattia e occasione di servizio, occorre dimostrare l'eccezionalità seriale dei compiti svolti rispetto agli ordinari compiti tipici dell'impiego e la loro relazione, anche concausale, con l'insorta infermità.In materia di causa di servizio, nella nozione di concausa efficiente e determinante possono farsi rientrare soltanto fatti o eventi eccedenti le ordinarie condizioni di lavoro.

Sentenze: le novità 4-8 febbraio 2019

Questa settimana:
- Responsabilità: morte neonato;
- Colpa medica e nesso eziologico;
- Specializzazioni : Borse 83-91

 

Corte di Appello di Ancona – Sentenza n. 101 del 24 gennaio 2019. Si alla responsabilità medica per la morte del neonato a poche ore dalla nascita, ma no ad un risarcimento da perdita della vita. La Corte d'Appello di Ancona (sentenza 101/2019), confermando la decisione del Tribunale, afferma la responsabilità dei medici nel post operatorio ma anche che ai genitori che abbiano perso il figlio a distanza di poche ore dal parto non può essere risarcito iure hereditatis il danno da perdita della vita.

Tribunale di Rieti – Sezione Civile - Sentenza 9 novembre 2018. Solo dopo aver riscontrato l'esistenza di un nesso eziologico deve essere affrontato il tema della esistenza della colpa. E’ quanto stabilito dal Tribunale di Rieti.È necessario preliminarmente, dunque, secondo i principi generali di cui all'art. 2697 cod. civ., che il paziente dimostri il nesso di causalità tra l'evento lesivo della sua salute e la condotta del medico, dovendosi dimostrare che il peggioramento delle condizioni di salute è connesso causalmente al comportamento del medico. Solo successivamente all'accertamento del nesso eziologico tra l'evento dannoso e la prestazione sanitaria, andrà valutato il profilo soggettivo della sussistenza di una condotta colposa o dolosa in capo al convenuto.

Cassazione Civile – Sezione III - Sentenza n. 1058 del 17 gennaio 2019. Borse 1983-91: rischio restituzione somme per chirurgia d'urgenza e pronto soccorso, medicina dello sport, medicina legale e delle assicurazioni. Né la chirurgia d'urgenza e di pronto soccorso, né la medicina dello sport, né la medicina legale e delle assicurazioni, né la c.d. "superspecializzazione" in pediatria compaiono formalmente nell'elenco di cui agli artt. 5 e 7 della c.d. Direttiva "Riconoscimento", ovvero la Direttiva 362/75/CEE, né negli artt. 4 e 5 della Direttiva 75/363/CEE. L'art. 5, comma 3, della Direttiva 75/362/CEE, infatti, elenca le specializzazioni comuni a più di due Stati membri. Il successivo art. 7, comma 2, della medesima Direttiva stabilisce l'equipollenza in almeno due Stati membri tra le ulteriori specializzazioni.

Cassazione Civile – Sezione III – ordinanza n. 1064 del 17 gennaio 2019. Iscrizione ai corsi di specializzazione prima del gennaio1982 e possibilità di indennizzo. Per coloro che hanno frequentato il corso di specializzazione a cavallo del termine di recepimento della normativa comunitaria, del 31 dicembre 1982, il diritto indennitario spetterà dal 1° gennaio 1983 solo se il corso medesimo risulti iniziato nel 1982 e dunque non ancor prima della emanazione della data di entrata in vigore della direttiva 82 del 1976.

Sentenze: le novità 28 gennaio 1 febbraio 2019

Questa settimana:
- Unicità del rapporto di lavoro del personale medico;
- Responsabilità: colpa lieve;
- Responsabilità medica: quando le linee guida non bastano

Corte Costituzionale – Sentenza n. 238 del 21/12/2018 La sentenza dichiara la illegittima costituzionale di alcuni articoli di tre leggi regionali della Basilicata. In particolare quelle in materia di incompatibilità in base al quale le tre leggi regionali prevedevano la possibilità di strutture sanitarie private accreditate con il SSN di avvalersi dell’opera di medici in rapporto esclusivo con il SSN. La Corte afferma che la norma “disattende il principio di unicità del rapporto di lavoro del personale medico con il SSN, in base al quale con il SSN può intercorrere un unico rapporto di lavoro e tale rapporto è incompatibile con ogni altro rapporto di lavoro dipendente pubblico o privato e con altri rapporti anche di natura convenzionale con il SSN. Pertanto la norma regionale impugnata laddove prevede che una struttura sanitaria privata accreditata possa avvalersi di medici in rapporto esclusivo con il SSN, disattende dunque il principio di unicità di rapporto di lavoro, in tal modo violando l’articolo 117 della Costituzione.

Corte di Cassazione – IV Sezione Penale – sentenza n. 3206/2019. Eclusa la colpa lieve prevista dalla Balduzzi per il pediatra ingiustamente “attendista”. Il pediatra non può rinviare la visita domiciliare e una volta effettuata non riconoscere la presenza di una violenta infezione in atto, omettendo di indirizzare la famiglia del bambino a un controllo presso il pronto soccorso per esami strumentali e di laboratorio.

Corte di Appello di Catania – sentenza n. 2137/2018. Non sempre per i medici è sufficiente attenersi alle linee guida: se la specificità del caso concreto impone uno standard di diligenza più elevato, il sanitario che non vi si conforma deve rispondere del proprio operato.Ad esempio, il mero rispetto delle linee guida non può "salvare" il medico dalla condanna conseguente all'omessa diagnosi di anomalie fetali, dalla quale è derivata una nascita indesiderata.

Sentenze: le novità 21-25 gennaio 2019

Questa settimana:
- blocco stipendiale e indennità di esclusività;
- Responsabilità: errore medico;
- licenziamento: la valutazione del comportamento del dipendente;
- Borse 1983-1991: rischio restituzione somme per alcune specialità
- Minacce al 118 dopo il no al 169° elettrocardiogramma
- Responsabilità e colpa lieve

Tribunale di Bari – Sezione Lavoro – sentenza n. 3600 del 31 ottobre 2018. Con il conferimento di incarichi di struttura complessa o nuovi incarichi successivi al primo quinquennio di assunzione del dirigente medico, realizzandosi il “conseguimento di funzioni diverse”, è ravvisabile una delle ipotesi derogatorie dell’art. 9 D.L. 78/2010; per la mera progressione nella carriera legata all’anzianità, invece, opera il blocco dell’aumento stipendiale disposto dal legislatore.

Corte di Cassazione – IV Sezione Penale – sentenza n. 412/2019  Errore medico: va sempre considerata la distinzione tra colpa lieve e colpa grave.L'accertamento del grado di colpa del sanitario e la conformità del suo comportamento alle linee guida costituiscono aspetti di primo piano nell'ambito dei giudizi di responsabilità medica. La sentenza 412/2019 ha ricordato che, secondo il diritto vivente, è ancora attuale e valida la distinzione tra colpa lieve e colpa grave per imperizia nell'ambito della fase esecutiva delle raccomandazioni contenute nelle linee guida adeguate al caso di specie.

Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – sentenza n. 604/2019 Rischia il licenziamento il medico che per dedicarsi alla politica trascura i suoi doveri di dipendente perché la sua condotta crea al datore di lavoro problemi organizzativi e perdita d'immagine ed espone i pazienti a rischi.

Corte di Cassazione – III Sezione Civile – sentenza n. 1058/2019 .Borse 1983 - 91, rischio restituzione somme per alcune specialità. Né la chirurgia d'urgenza e di pronto soccorso, né la medicina dello sport, né la medicina legale e delle assicurazioni, né la c.d. "superspecializzazione" in pediatria compaiono formalmente nell'elenco di cui agli artt. 5 e 7 della c.d. Direttiva "Riconoscimento", ovvero la Direttiva 362/75/CEE, né negli artt. 4 e 5 della Direttiva 75/363/CEE.

Tribunale di Lecce - Sentenza n. 3282 del 12 dicembre 2018. Otto mesi di reclusione all'uomo finito sotto processo con l'accusa di aver minacciato di morte un medico del 118.. Il dottore aveva dato disposizione al "Punto di primo intervento" di non sottoporre più il paziente al controllo con l'elettrocardiogramma perchè nell'ultimo anno aveva richiesto questo controllo per 168 volte.

Cassazione Penale - Sezione IV - Sentenza n. 3206/2019 - La Cassazione ha respinto il ricorso di una dottoressa che condannata nei due gradi di merito per omicidio colposo, riteneva di essere scusabile, nonnostante avesse ritardato la visita domiciliare, perchè aveva agito con colpalieve e nel rispetto delle linee guida della comunità scientificoa e il bimbo fosse deceduto per polmonite.

 

Sentenze: le novità 14-18 gennaio 2019

Questa settimana:
- graduatorie: proroga
- graduatorie: scorrimento o concorso?
- truffa allo Stato per dichiarazioni mendaci
- permessi 104;
- malattia: perdita di indennità

Consiglio di Stato – Sentenza n. 3273/2018. Esclusione degli enti del SSN dalle amministrazioni destinatarie della proroga delle graduatorie concorsuali. L'art. 1, comma 565, della Legge n. 296/2006, rispetto ai dipendenti del SSN, ha rimosso i limiti alle assunzioni in precedenza inseriti dall'art. 1, comma 98, della Legge n. 311/2004, mantenendo solamente l'obbligo di riduzione della spesa complessiva del personale, quale misura a contenuto specifico, non sovrapponibile ad altri strumenti di razionalizzazione finanziaria.

Consiglio di Stato - Sezione III - sentenza n. 4078/2018. Quando è legittimo bandire un nuovo concorso in presenza di una pregressa graduatoria valida. La pretesa al riconoscimento del diritto allo "scorrimento" della graduatoria del concorso espletato, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, facendosi valere il "diritto all'assunzione"; mentre ove la pretesa al riconoscimento del suddetto diritto sia consequenziale alla negazione degli effetti del provvedimento di indizione di una nuova procedura concorsuale, la contestazione investe l'esercizio del potere dell'amministrazione, a cui corrisponde una situazione di interesse legittimo e dunque sussiste la giurisdizione del G.A..

Cassazione Penale - Sezione II - sentenza n. 53368/2018. Truffa aggravata ai danni dello Stato per dichiarazione falsa di medico. La falsa dichiarazione resa dal medico ha impedito ai funzionari della USL di valutare l'incidenza della libera professione, ed ha in questo modo inibito il previsto controllo da parte dell'ente pubblico. La falsa dichiarazione ha consentito al sanitario di percepire le indennità di associazione, indennità che sono escluse per il medico che non sia associato, cioè per colui che, svolgendo attività libero professionale strutturata per più di 5 ore a settimana, non può far parte di una associazione.

Cassazione Civile - Sezione Lavoro - sentenza n. 30676/2018. Permessi 104: la Cassazione dà parere positivo se usati per riposarsi. Un datore di lavoro aveva licenziato un proprio dipendente per avere impropriamente utilizzato i permessi concessi per ragioni di assistenza a familiare disabile (permessi ex lege 104/1992). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del datore di lavoro, evidenziando che nelle giornate oggetto della contestazione il lavoratore aveva comunque dedicato il proprio tempo ad attività riconducibili in senso lato al concetto di assistenza, non potendo essere quest’ultimo interpretato in modo restrittivo limitatamente alla sola attività di accudimento.

Tribunale di Torino – Sezione Lavoro - sentenza n. 2113/2018. Perdita indennità di malattia per assenza dal domicilio durante la fascia oraria di reperibilità. Per integrare il “giustificato motivo” di cui all'art. 5, L. 638/83 non è sufficiente allegare e provare di essersi recati dal medico in quanto il giustificato motivo di esonero del lavoratore dall'obbligo di reperibilità a visita di controllo – che esclude la decadenza dal trattamento economico di malattia – pur non identificandosi con il concetto di forza maggiore, presuppone un impedimento assoluto imputabile a causa ineluttabile e si configura solo in presenza di un ragionevole impedimento.

 

 

Sentenze: le novità 7-11 gennaio 2019

Questa settimana:
- Abuso contratti a tempo determinato nella PA;
- Individuazione struttura operativa;
-  La salute del carcerato prevale su esigenze di detenzione;
-  Risarcimento per scomparsa del congiunto: quando è negato;
-  La responsabilità di un intervento è di tutta l'équipe
- Illegittimo imporre acquisto polizze con tassa iscrizione Ordine

Corte Costituzionale – Sentenza n. 248/2018. Abuso contratti a tempo determinato nella Pa. La Corte costituzionale con la sentenza n. 248 è intervenuta sulla adeguatezza delle misure preventive e sanzionatorie presenti nell’ordinamento italiano ed in grado di prevenire e sanzionare debitamente l’abuso dei contratti a termine da parte della pubblica amministrazione, anche alla luce della giurisprudenza comunitaria.La Corte costituzionale si è limitata nella sentenza a dichiarare non fondate le questioni di legittimità costituzionale senza argomentare nel merito la questione e rinviando alle statuizioni della sentenza 5072/2016 della Corte di cassazione a Sezioni Unite e della Corte di giustizia con la sentenza Santoro C-494/16.

Cassazione Civile – Sezione Lavoro – Sentenza n. 28248/2018. Il dirigente del Dipartimento Sanità Territoriale di una Azienda sanitaria provinciale adisce i giudici affinché riconoscano il suo diritto ad essere reintegrato nella funzione di dirigente del Dipartimento di sanità territoriale nuovamente ripristinato. Il ricorrente afferma che l’atto aziendale che disciplina l’organizzazione e il funzionamento dell’Azienda deve comunque rispettare la legge n. 241/1990 ed i principi generali che informano l’azione amministrativa, e che l’annullamento della delibera di soppressione del Dipartimento ha effetti retroattivi e questo anche per quanto riguarda la sua funzione di dirigente del Dipartimento, soppresso e poi ripristinato.La Corte ricorda i seguenti principi di diritto: “Questa Corte ha già avuto modo di affermare il principio, condiviso dal Collegio, secondo cui, con riferimento al Servizio Sanitario Nazionale, l'individuazione con atto del direttore generale della struttura operativa dell'azienda sanitaria locale è atto di macro-organizzazione disciplinato dal diritto privato, a norma del d.lgs. n. 502 del 1992, art. 3, diversamente da quanto previsto per le amministrazioni pubbliche in genere, in coerenza con il suo carattere imprenditoriale, strumentale al raggiungimento del fine pubblico dell'azienda. In tema di rapporto di lavoro privatizzato, gli atti e procedimenti posti in essere dall'amministrazione ai fini della gestione dei rapporti di lavoro subordinati devono essere valutati secondo gli stessi parametri che si utilizzano per i privati datori di lavoro, secondo una precisa scelta legislativa che la Corte costituzionale ha ritenuto conforme al principio di buon andamento dell'amministrazione di cui all'art. 97 Cost..

Cassazione Penale – IV Sezione – Sentenza n. 58363/2018. La salute del detenuto carcerato prevale sui meccanismi di prevenzione del regime carcerario. Su questa base la Cassazione (sentenza 58363/2018) ha respinto il ricorso un medico carcerario che non aveva provveduto al trasferimento di un detenuto anoressico poi deceduto, assolvendo invece il dirigente sanitario della struttura, anche lui chiamato in giudizio.

Cassazione Civile – III Sezione Civile – Sentenza n. 31950/2018. Nessun risarcimento al marito, impegnato in una relazione extraconiugale, per la morte della moglie  In termini generali, il fatto illecito costituito dalla uccisione di uno stretto congiunto appartenente al ristretto nucleo familiare (genitore, coniuge, fratello) dà luogo ad un danno non patrimoniale presunto, consistente nella sofferenza morale che solitamente si accompagna alla morte di una persona cara e nella perdita del rapporto parentale e conseguente lesione del diritto all'intangibilità della sfera degli affetti reciproci e della scambievole solidarietà che ordinariamente caratterizza la vita familiare.Siffatta presunzione semplice può tuttavia, come tale, essere superata da elementi di segno contrario, quali la separazione legale o (come nel caso di specie) l'esistenza di una relazione extraconiugale con conseguente nascita di un figlio tre mesi prima della morte del coniuge (relazione extraconiugale che costituisce evidente inadempimento all'obbligo di fedeltà tra coniugi di cui all'art. 143 c.c.).

Tribunale di Roma – Sezione XIII – Sentenza n. 17586/2018. La responsabilità di un intervento è di tutta l'équipe. Il Tribunale di Roma conferma: degli errori diagnostici intra-operatori sono chiamati a rispondere tutti i medici dell'equipe perché ognuno ha l’obbligo di diligenza che non è limitato alle sue sole mansioni, ma riguarda anche il controllo dell'operato degli altri e degli errori evidenti e non settoriali commessi dai colleghi. I medici possono essere ritenuti solidalmente responsabili del danno a un paziente durante un'operazione chirurgica a prescindere dai ruoli e dai loro compiti individuali.

Tar Piemonte - Sezione I - sentenza n.15/2019. Per Tar Piemonte è illegittimo imporre acquisto polizze con tassa iscrizione all’Ordine. L’Ordine professionale non può obbligare i propri iscritti ad aderire alla polizza assicurativa collettiva pagata attraverso la maggiorazione della tassa annuale di iscrizione all’Ordine. Lo stabilisce una sentenza del Tar Piemonte che ha accolto il ricorso presentato da due tecnici sanitari di radiologia medica contro la deliberazione del Collegio Professionale Interprovinciale Tecnici Sanitari di Radiologia Medica di Torino-Aosta-Alessandria-Asti che istituisce l'obbligo dei singoli iscritti di contrarre una polizza assicurativa collettiva nell’ambito della tassa (maggiorata) per l’iscrizione annuale al Collegio.

 

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