La rassegna delle sentenze in sanità dal 12 al 16 ottobre 2026

Questa settimana: TSO obbligatorio; responsabilità; Legge Foti – Legge Gelli Bianco; infezioni nosocomiali; mobilità; prestazioni oltre tetto di spesa

10 Ottobre 2026

Corte Costituzionale – sentenza n. 157/2026 - Trattamento sanitario obbligatorio: per convalida e proroga occorre la difesa tecnica
La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 35 della legge numero 833 del 1978, nella parte in cui non prevede che la persona sottoposta a TSO (trattamento sanitario obbligatorio) sia assistita, nella procedura di convalida ed eventuale proroga, da un difensore di fiducia o, in mancanza, da uno d’ufficio.

Tribunale Napoli - Sezione VIII – sentenza n. 1724/2026 - Responsabilità concorrente delle strutture sanitarie e liquidazione del danno parentale per decesso da complicanze emorragiche e ritardo chirurgico
Dopo una polipectomia e successive complicanze, il Tribunale ha accertato il concorso paritario delle condotte colpose dei sanitari delle due strutture

Tribunale di Rimini – Sezione Unica Civile - sentenza n. 481/2026 - Chirurgia estetica e responsabilità sanitaria:
Il Tribunale accerta la colpa grave nell‘esecuzione dell‘intervento e dispone risarcimento e restituzione del corrispettivo. Escluso il danno da consenso informato per mancanza di prova

Cassazione Civile - Sezione III – ordinanza n. 24916/2026 -  Infezioni nosocomiali  la Corte conferma il proprio orientamento  
Responsabilità sanitaria da infezione nosocomiale, incombe sulla struttura l'onere di dimostrare, in modo positivo e puntuale, di aver adottato tutte le misure di prevenzione prescritte dalle normative vigenti e dalle leges artis, nonché di aver applicato i protocolli di prevenzione delle infezioni nel caso specifico

Corte dei Conti - Sezione Giurisdizionale per la Puglia - Ordinanza n. 11/2026  – Legge Foti : applicabilità alla dirigenza medica
La Corte dei conti solleva questione di legittimità costituzionale della nuova definizione legislativa di “colpa grave” nella responsabilità amministrativa, ritenendo che la sua formulazione, riferita principalmente all'attività amministrativa procedimentale e provvedimentale, possa escludere irragionevolmente la responsabilità per colpa grave dei sanitari pubblici per violazione delle leges artis e dei canoni di prudenza, perizia e diligenza, in possibile contrasto con gli artt. 3, 32 e 97, comma 2, Cost.

Cassazione Civile - Sezione lavoro – Ordinanza n. 25711/2026  -La mobilità volontaria del dipendente pubblico richiede sempre il consenso dell'amministrazione di provenienza
Un dipendente sanitario ha adito la giustizia civile per ottenere il trasferimento per mobilità volontaria presso un'altra ASL, contestando il diniego del nulla osta opposto dalla propria amministrazione. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ritenendo legittimo il rifiuto giustificato dalla grave carenza di personale infermieristico nell'ospedale di provenienza e dalla necessità di garantire i livelli minimi di assistenza. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato integralmente il rigetto, chiarificando che la mobilità volontaria integra una cessione del contratto ex art. 1406 c.c. che richiede l'accordo trilatero di tutti i soggetti coinvolti. Il lavoratore vanta un mero interesse legittimo e non un diritto soggettivo al trasferimento. Infine, i giudici hanno stabilito che le clausole del contratto collettivo che comprimono l'assenso dell'ente sono nulle per contrasto con la legge primaria.

Corte Cassazione – Sezione I – ordinanza n. 25451/2026 - Regressione tariffaria: il saldo extra-budget non spetta anche se la comunicazione dello sforamento è tardiva    
Prestazioni oltre il tetto di spesa, Cassazione: nessun diritto al pagamento La Cassazione conferma che lo sforamento del budget impedisce la remunerazione delle prestazioni. La tardiva comunicazione dell‘Asl non determina il diritto al compenso

Tribunale Amministrativo Regionale della Campania -Sezione IV – sentenza n. 3344/2026 -  Ecografia su più distretti corporei: annullato il limite di remunerazione unica per le strutture private accreditate.
Il giudizio amministrativo scaturisce dall'impugnazione di un decreto dirigenziale regionale che limitava l'erogabilità e la remunerazione di alcune prestazioni specialistiche ambulatoriali di diagnostica per immagini. In particolare, per l'ecografia della cute e del tessuto sottocutaneo, la norma regionale imponeva il pagamento di un'unica tariffa pari a € 28,41 a prescindere dal numero di distretti corporei indagati.