La rassegna delle sentenze in sanità settimana dall' 11 al 15 maggio

Riconoscimento anzianità di servizio; monetizzazione ferie; responsabilità: limiti azione di rivalsa; responsabilità: omissione del personale ostetrico; indennità malattie infettive.

08 Maggio 2026

Cassazione Sez. lavoro - ordinanza n. 5525/2026 Dirigente medico, il riconoscimento dell'anzianità a tempo determinato
Un dirigente medico, dopo anni di servizio prestato attraverso una successione di contratti a tempo determinato, viene stabilizzato con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Tuttavia, l'amministrazione di appartenenza si rifiuta di computare gli anni di precariato ai fini del raggiungimento del quinquennio necessario per ottenere la retribuzione di posizione minima e per accedere alla valutazione per la quota variabile.

Consiglio di Stato - Sez. II - sentenza n. 2908/2026 Indennità per ferie non godute: esclusa se il mancato godimento è imputabile all'interessato
Le ferie devono essere godute durante il rapporto di lavoro, mentre il diritto all’indennità sostitutiva in caso di mancata fruizione spetta quando sia certo che la loro mancata fruizione non sia stata determinata dalla volontà del lavoratore e non sia ad esso comunque imputabile. Qualora, in concreto, il mancato godimento delle ferie, da parte di un appartenente al corpo della Guardia di Finanza, è ascrivibile a una scelta libera e consapevole dell’interessato – e non all’amministrazione ovvero ad altre cause a lui non imputabili – non può essere riconosciuto alcun diritto all’indennità sostitutiva.

Cassazione Civile - Sez. III - ordinanza n. 9949/2026 Limiti dell'azione di rivalsa della struttura nei confronti del sanitario
In tema di responsabilità sanitaria, l'art. 9 della L. 8 marzo 2017, n. 24 costituisce disciplina speciale del rapporto interno tra struttura sanitaria (pubblica o privata) ed esercente la professione sanitaria ogniqualvolta la prestazione sia resa mediante l'organizzazione della struttura (sale operatorie, apparecchiature, personale, logistica), sicché il sanitario, anche se libero professionista e contrattualmente obbligato direttamente verso il paziente solvente, opera quale ausiliario ex art. 1228 c.c.; ne consegue che l'azione di rivalsa o di regresso della struttura è ammessa esclusivamente in presenza di dolo o colpa grave del sanitario.

Cassazione Sezione lavoro - sentenza n. 3992/2026 Indennità malattie infettive, il nodo tra rischio reale e assegnazione formale
Il caso riguarda la richiesta di alcuni operatori socio-sanitari di percepire l’indennità per servizi di malattie infettive. I lavoratori, pur operando stabilmente in un contesto ad alto rischio, risultavano formalmente assegnati a una direzione amministrativa e non ai reparti specificamente individuati dalla contrattazione collettiva. Il dibattito giuridico si concentra sul valore del "comportamento concludente" dell’amministrazione e sul principio di parità di trattamento rispetto a colleghi che, svolgendo le medesime mansioni nello stesso reparto, ricevevano l'indennità poiché inquadrati in una diversa articolazione strutturale. 

Cassazione Civile - Sez. III - ordinanza n. 8252/2026 Omissione del personale ostetrico e danno neonatale
Il caso trae origine da un grave quadro di encefalopatia neonatale insorto a seguito di un parto oltre il termine, in cui il monitoraggio cardiotocografico aveva evidenziato segni di sofferenza fetale non tempestivamente gestiti. Sotto il profilo del diritto, la vicenda pone al centro il perimetro dell’autonomia professionale dell’ostetrica e il correlato obbligo di individuare situazioni potenzialmente patologiche per allertare lo specialista

Cassazione Civile  - Sez. III  - sentenza n. 9780/2026 Contratti sanitari, non è sufficiente il verbale di aggiudicazione per essere pagata
Una struttura sanitaria privata assorbe posti letto da un’altra clinica a seguito di una gara pubblica. Eroga le prestazioni sanitarie, ma l'ente pubblico nega il pagamento differenziale per un'annualità specifica, eccependo l'assenza di un contratto scritto. La questione verte sulla natura del rapporto: il verbale di aggiudicazione di una gara può sostituire la firma di un contratto scritto ai fini del rimborso?