Ccnl 2022-2024: tutte le cifre di aumenti e arretrati e la guida alla lettura

Facciamo chiarezza su come interpretare i dati 

27 Marzo 2026

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PREMESSA
Riportiamo di seguito alcune precisazioni relative alle tabelle con il calcolo degli aumenti e degli arretrati aggiornati al 31 dicembre 2025, elaborate dall’Anaao Assomed su dati del Ccnl 2022-2024.

Al fine di una corretta lettura, è doveroso precisare che i dati devono essere personalizzati e interpretati, senza aspettarsi cioè che le cifre riportate ai decimali siano automaticamente quelle che ciascuno troverà nella propria busta paga. Questo in ragione della composizione dello stipendio dei medici e dirigenti sanitari, che consta di una componente fondamentale e di una componente accessoria.

Ricordiamo che la componente fondamentale comprende lo stipendio tabellare e alcune indennità (indennità di specificità medica, indennità di posizione fissa, indennità di struttura complessa), emolumenti fissi e uguali per tutti in tutta Italia e proprio per questo - ma relativamente solo a queste voci - possiamo considerare le cifre e i calcoli certi.

La componente accessoria, che corrisponde a circa il 20/25% dello stipendio e degli aumenti, dipende dalle condizioni di lavoro, ossia se si fanno più o meno turni di reperibilità e guardie, se si lavora in pronto soccorso o se si è chiamati durante la pronta disponibilità in straordinario. Una parte di essa poi, è legata alla parte variabile della posizione che dipende dall’incarico che è stato attribuito al singolo e che – assieme alle voci precedenti – è legata ad accordi locali (regionali e/o aziendali). È importante quindi sapere che su questa parte dello stipendio non si può fare un calcolo preciso a livello nazionale, non solo dell'aumento mensile, ma anche degli arretrati. Per questi motivi, non ci è possibile rispondere con correttezza alla domanda “quanto prenderò io di arretrati?”.

Inoltre precisiamo che le cifre riportate nelle tabelle sono al lordo e comprendono anche i contributi previdenziali. Non possiamo però sapere a quanto ammonti il netto, ma solo dare un'indicazione di massima, perché agli arretrati si applica una tassazione separata e cioè una aliquota IRPEF corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del dirigente nel biennio anteriore all'anno in cui gli arretrati sono percepiti. Quindi, se si tratta di arretrati percepiti nel 2026, bisogna considerare il reddito netto del professionista del 2024 e 2025 (compresa l’intramoenia), dividerlo per la metà ed applicare l’aliquota IRPEF (compresa di eventuali addizionali regionali) prevista per quella cifra. Orientativamente la tassazione degli arretrati dovrebbe aggirarsi tra il 33 ed il 35%, ma si tratta di stime.

Ulteriore precisazione è che la parte preponderante degli aumenti contrattuali parte dal 1° gennaio 2024. Infatti – per norma di legge e non per contratto - negli anni 2022 e 2023 la percentuale di aumento è più bassa rispetto a quella del 2024 e corrisponde esattamente all'indennità di vacanza contrattuale che è stata già percepita. Nelle tabelle sono riportati gli aumenti al lordo e al netto di quella voce, cioè sottratta l'indennità di vacanza contrattuale 22/24. Tale voce dal cedolino del mese di marzo sparirà e la relativa cifra andrà a far parte dell’aumento mensile totale.

Si ricorda, infine, che gli arretrati nelle tabelle sono calcolati al 31 dicembre 2025 e non comprendono la quota parte relativa ai mesi di gennaio, febbraio e marzo 2026, che si andrà ad aggiungere al totale degli arretrati indicati nelle tabelle.