Un professionista sanitario contesta il pagamento di un'imposta sulla produzione, rivendicando l'assenza di un'autonoma organizzazione nonostante la gestione coordinata di tre diversi studi medici e l'impiego di collaboratori esterni. La questione centrale riguarda i criteri per distinguere l'attività puramente intellettuale da una struttura che produce valore aggiunto. Il profilo di diritto esplora il concetto di "responsabile dell'organizzazione" e il delicato onere della prova a carico del contribuente che richiede un rimborso. Resta da capire se la pluralità di sedi e l'entità dei compensi corrisposti a terzi possano trasformare l'apporto del singolo in una realtà fiscalmente organizzata al pari di un'impresa.