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13/06/2022

Intramoenia: ordinanza della Cassazione sui compensi

Corte di Cassazione – Sezione civile – Ordinanza n. 8779 del 17 marzo 2022

Commento a cura di Robert Tenuta, Direttivo Nazionale Dirigenza Sanitaria Anaao Assomed

Alcuni sanitari di un’Asl lombarda hanno agito in giudizio al fine di ottenere il rimborso delle somme trattenute da parte dell’azienda, a titolo di I.R.A.P., sui compensi dell’attività libero-professionale dai medesimi svolta in regime di esclusività (intramoenia).
Il Tribunale ha accolto tale domanda, nei limiti della prescrizione quinquennale.

L’azienda si è appellata alla Corte territoriale che ha accertato il diritto della stessa a trattenere l’imposta, pari all’8,50%, dalle somme spettanti agli appellati per l’attività libero professionale in regime di intramoenia, motivando tale decisione con il fatto che compete alle aziende ospedaliere determinare un tariffario idoneo ad assicurare l’integrale copertura di tutti i costi direttamente o indirettamente alla gestione dell’attività libero professionale intramuraria.

Avverso la sentenza della Corte d’Appello i sanitari hanno opposto ricorso in Cassazione evidenziando che la traslazione dell’imposta è stata una decisione unilaterale del direttore generale, senza alcun accordo, previsto dalle norme vigenti in materia.

La Corte di Cassazione ha sottolineato che la legge 3.8.2007, n. 120, art. 1, al comma 4, lett. c) prevede, tra le modalità di gestione dell’attività libero professionale intramuraria, la “determinazione, in accordo con i professionisti, di un tariffario idoneo ad assicurare l’integrale copertura di tutti i costi e indirettamente correlati a tale gestione, ivi compresi quelli connessi alle attività di prenotazione e di riscossione degli onorari”.
È pertanto necessario, ha chiarito la Cassazione, che il tariffario rifletta l’accordo con i professionisti coinvolti nell’attività libero professionale intramuraria, dovendosi ritenere – alla stregua della chiara formulazione della norma – che, in materia di remunerazione e trattamento economico di tale attività, non siano consentite determinazioni unilaterali da parte dell’azienda datrice di lavoro.
Ciò premesso la Corte di Cassazione ha rilevato che la Corte d’Appello non ha chiarito se i provvedimenti assunti dall’azienda in merito costituiscano un atto di unilaterale imposizione da parte dell’azienda, emanato in difetto di accordo con i singoli professionisti, ovvero se tali provvedimenti rappresentassero la base negoziale su cui pervenire alla determinazione del contenuto del futuro contratto.

Con Ordinanza del 17 marzo 2022, n. 8779 la Suprema Corte ha pertanto cassato la sentenza della Corte d’Appello, rinviando la causa ad altra Corte, al fine di provvedere ad un nuovo esame della fattispecie.
La predetta Ordinanza della Suprema Corte di Cassazione conferma quindi l’orientamento secondo cui in materia di remunerazione e trattamento economico dell’attività libero professionale intramoenia non sono consentite determinazioni unilaterali da parte dell’azienda datrice di lavoro, ma che le stesse debbano riflettere un accordo con i professionisti coinvolti in tale attività.

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