CCNL 2016-2018
24/03/2022

Lavoro notturno. Quali sono i diritti dei medici e dirigenti? Le Video-FAQ Anaao

[Progetto a cura dell'Ufficio Stampa Anaao Assomed
Testi di Mario Lavecchia, Componente Delegazione trattante Anaao Assomed
In video Alessandra Spedicato, delegata Anaao in Fems]


La materia relativa al lavoro notturno trova la sua fonte primaria in norme legislative in particolare nel decreto legge 532 del 26 novembre 1999 e negli articoli 11 – 15 del decreto legislativo 66/03.

Alcuni elementi di rilievo.
Primo: svolgono lavoro notturno i dirigenti che debbono coprire attività nelle 24 ore giornaliere
Secondo: la normativa europea (art. 13 dlg. svo 66/ ) stabilisce che l’orario del lavoro notturno non può superare le otto ore in media nelle 24 ore salvo diversa disposizione contrattuale. Il nostro contratto di lavoro prevede, da sempre, un turno di guardia notturno nella fascia 20.00 fino alle ore 08.00 del giorno successivo.
Terzo: Le esenzioni dal lavoro notturno sono definite da norme di legge e non sono discrezionali.
Quarto: A chi svolge orario notturno compete una indennità prevista dal Ccnl ma elevabile, nel limite della capienza del fondo per la retribuzione delle condizioni di lavoro, nell’ambito della contrattazione integrativa aziendale.

Infine leggendo nell’art. della legge 532/99 troviamo queste utili definizioni che è opportuno memorizzare e ricordare
“… si intende per:
a) lavoro notturno: l'attività svolta nel corso di un periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti l'intervallo fra la mezzanotte e le cinque del mattino;
b) lavoratore notturno:
1) qualsiasi lavoratore che durante il periodo notturno svolga, in via non eccezionale, almeno tre ore del suo tempo di lavoro giornaliero;
2) qualsiasi lavoratore che svolga, in via non eccezionale, durante il periodo notturno almeno una parte del suo orario di lavoro normale secondo le norme definite dal contratto collettivo nazionale di lavoro. In difetto di disciplina collettiva e' considerato lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga lavoro notturno per un minimo di ottanta giorni lavorativi all'anno; il suddetto limite minimo e' riproporzionato in caso di lavoro a tempo parziale.”


LE FAQ

La dirigente in gravidanza è esentata dal lavoro notturno e per quanto tempo?

Nel periodo che inizia con l’accertamento della gravidanza e fino al compimento del primo anno di età del bambino, è vietato adibire a lavoro notturno, dalle ore 24 alle ore 06.00, le donne in stato di gravidanza. In questo caso nell’individuare le ore notturne si fa riferimento alla normativa europea e non a quella contrattuale.

Oltre al divieto di cui sopra segnalo che non sono obbligati a prestare lavoro notturno la madre o in alternativa il padre, purchè convivente con la madre, con un figlio di età inferiore a tre anni;

Altri soggetti non obbligati a prestazioni di lavoro notturno sono il padre o la madre unico genitore affidatario di figli convivente fino alla età di dodici anni e chi abbia a proprio carico un soggetto disabile, come definito dalla legge 104/92.

Di recente mi è stato diagnosticato una patologia che impedisce, a mio parere, il lavoro di notte: quale procedura devo seguire? Devo segnalarlo al mio direttore di UOC, alla direzione sanitaria o al collega che fa i turni di presenza?
La tua inidoneità al lavoro notturno deve essere accertata dal medico competente che può essere attivato da te direttamente, o dal tuo responsabile di UOC. Qualora tu venga esonerato dal lavoro notturno devi essere assegnato ad altre attività o altri turni di servizio diurni, ma sempre nella disciplina di appartenenza.

A tal proposito è opportuno ricordare le norme previste dalla già citate legge 532 del ‘99 a proposito della tutela della salute di chi svolge lavoro notturno.

“Art. 5. Tutela della salute
1. I lavoratori notturni devono essere sottoposti a cura e a spese del datore di lavoro, per il tramite del medico competente di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, come modificato dal decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242:
a) ad accertamenti preventivi volti a constatare l'assenza di controindicazioni al lavoro notturno a cui sono adibiti;
b) ad accertamenti periodici almeno ogni due anni per controllare il loro stato di salute;
c) ad accertamenti in caso di evidenti condizioni di salute incompatibili con il lavoro notturno.”

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