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25/07/2019

#Contratto: firmato il primo contratto di tutta la Dirigenza sanitaria. Un evento storico denso di prospettive positive - Il commento di Alberto Spanò, Responsabile Nazionale Dirigenza Sanitaria

La firma dell’intesa per il rinnovo del CCNL della dirigenza medica e sanitaria costituisce certamente un evento storico positivo nell’evoluzione del sistema delle professionalità dirigenziali che operano nell’SSN.

Non è stato un rinnovo sereno, perché complesso era il quadro dei rapporti tra Governo, Regioni e Sindacati, critico lo scenario economico, caratterizzato da risorse ridotte, messe altresì a rischio dalla situazione politica che il Paese attraversa, e difficile da armonizzare l’assetto del tavolo negoziale caratterizzato da uno scontro apparentemente corporativo generato da alcune Associazioni sindacali, lanciate in una stranissima crociata contro i cosiddetti “non medici”, colpevoli di partecipare ad un accordo di lavoro deciso come assetto fin dal 2016 con l’accordo quadro sui comparti di contrattazione e che improvvisamente loro avevano dimenticato.

Una situazione che ha reso difficilissimo il confronto sui temi reali, e ciò per il continuo fluire di “fake news” su presunte appropriazioni indebite che i dirigenti sanitari si sarebbero avviati a perpetrare a danno dei colleghi medici, ancorché portassero nel contratto risorse pro-capite pari o in alcuni casi superiori a quelle degli stessi medici. Eppure la dirigenza sanitaria tutta ha un unico stato giuridico da circa trent’anni, un unico sistema concorsuale, un trattamento economico sostanzialmente omogeneo, escludendo la specificità medica, una presenza lavorativa in équipe con i medici che è ormai consolidata ed armonica. Nonostante ciò i “guastatori” di qualche sindacato hanno dato il peggio di sé, cercando di evocare nella popolazione medica una sorta di rivalsa corporativa contro questi “aggressori” che tali ovviamente non erano. E’ stata necessaria un’azione di ricostruzione paziente e costante da parte della maggioranza delle associazioni presenti per riportare la discussione sui binari corretti, sino alla firma di un contratto che rappresenta una risposta seria alle attese dei medici e dei sanitari sia sulle parti fisse e pensionabili del salario, sia sulle indennità, sia sulle voci del disagio, ridando respiro e prospettiva al lavoro sanitario nelle aziende pubbliche.

Per i dirigenti sanitari sono presenti anche spunti di notevole rilievo sulla valorizzazione dei fisici sanitari e sul rilancio del sistema delle ARPA con il superamento della figura sperimentale del dirigente ambientale allo scopo di valorizzare nuovamente i dirigenti sanitari, di rilanciare la formazione specialistica in campo ambientale, di superare il sotto inquadramento che dilaga in ARPA. Rivalutata è stata altresì anche l’indennità di esclusività.

Un contratto di svolta quindi che crea prospettive positive e su cui l’impegno applicativo sarà complesso ed articolato.

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