Corti d'Appello
14/01/2013

Corte d'Appello Torino - sentenza 14 gennaio 2013 Revisione sentenza - prova nuova

La conversazione tra il condannato e l'effettivo responsabile del delitto (già giudicato e assolto dal medesimo reato), registrata clandestinamente dal primo, ben può costituire prova nuova ai fini della revisione della sentenza di condanna. Siffatta rilevanza può sostenersi anche quando la conversazione sia indotta dal condannato stesso che nel corso della conversazione pone domande specifiche, mirate e suggestive. Nel caso di specie il medico ritenuto responsabile per la morte di un paziente a seguito di una trasfusione di sangue proveniente da una sacca sbagliata - poi condannato per omicidio colposo - aveva registrato una conversazione con il collega che ammetteva le proprie responsabilità in merito, scagionando indirettamente.  

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