Questa settimana: TFS; obiettori di coscienza; monetizzazione ferie; retribuzione di risultato, procedimento disciplinare; responsabilità; clausole claims made; incarichi DSC, giurisdizione; responsabilità farmacista.
Corte Costituzionale - ordinanza n. 25 - 5 marzo 2026 TFS dipendenti pubblici: rinviata decisione
La Corte Costituzionale sulla questione del sequestro del TFS dei dipendenti pubblici. Rinvia la decisione al 14 gennaio 2027. Sollecita il governo ad agire per rimuovere il vulnus costituzionale. Cassa tutte le osservazioni Inps. Dichiara insufficiente il provvedimento di riduzione da 12 a 9 mesi il pagamento della prima rata.
Corte Costituzionale - sent. n. 42 del 27 marzo 2026 Aborto: le Regioni non possono escludere gli obiettori dai concorsi pubblici
La Corte costituzionale stabilisce che l'accesso ai concorsi pubblici non può essere condizionato dalle convinzioni morali dei candidati, bocciando i tentativi regionali di riservare i posti ai soli medici non obiettori. Un principio che ridefinisce i confini tra libertà di coscienza e organizzazione dei servizi IVG.
Corte Appello Ancona - Sez. lavoro - sentenza 73/2026 Monetizzazione delle ferie non godute
La Corte d’Appello di Ancona conferma il diritto alla monetizzazione delle ferie non godute di una dirigente medica e ribadisce che la perdita dell’indennità è possibile solo se il datore di lavoro prova di aver messo il dipendente nelle condizioni di fruirne.Il tema delle ferie non godute rappresenta sempre un punto piuttosto delicato nel diritto del lavoro, soprattutto quando il rapporto si conclude e il lavoratore rivendica la monetizzazione dei giorni di riposo maturati, ma non fruiti. La questione diventa più complessa nel pubblico impiego, ove il divieto di trasformare le ferie in compenso economico dev’essere contemperato con il principio costituzionale dell’irrinunciabilità del diritto al riposo, di cui all’art. 36 Cost., comma 3.
Cassazione Sez. lavoro - sentenza n. 3114/2026 Retribuzione di risultato
Il principio di parità di trattamento di cui all'art. 45 del d.lgs. n. 165 del 2001 deve essere rispettato nei sistemi di attribuzione delle voci retributive accessorie, come la retribuzione di risultato nel settore sanitario, determinati sulla base di fondi stabiliti anno per anno. I fondi devono essere uguali per tutti i lavoratori che concorrono al loro riparto, senza differenziazioni in base a particolari giudicati tra talune delle parti.
Cassazione Sez. lavoro - sentenza n. 3857/2026 Omissione contestazione disciplinare
In tema di procedimento disciplinare nel pubblico impiego, l'art. 55-bis, comma 9-ter, d.lgs. n. 165/2001, nel fare salva l'ipotesi in cui dalla violazione procedimentale risulti irrimediabilmente compromesso il diritto di difesa del dipendente, impone di considerare il radicale difetto di contestazione dell'addebito come causa di inesistenza della procedura disciplinare e di invalidità della sanzione, costituendo l'omessa contestazione un vizio non emendabile da successivi atti conoscitivi degli addebiti.
Cassazione Penale - Sez. IV - sentenza n. 39813/2025 Responsabilità medica, l'errore diagnostico e la complicanza imprevedibile
Un paziente con ittero marcato e dolori addominali acuti viene sottoposto a una procedura invasiva di colangio-pancreatografia endoscopica (ERCP) per sospetta ostruzione biliare. Durante le fasi iniziali dell'intervento insorge una gravissima bradicardia che conduce il soggetto a un coma irreversibile e al decesso dopo due mesi. Il nodo giuridico centrale riguarda la correttezza dell'iter diagnostico: l'equipe medica avrebbe dovuto privilegiare accertamenti meno invasivi, come TAC o risonanza magnetica, prima di procedere all'intervento?
Tribunale Brescia - Sez. I civile - ord. 10066/2025 Quando la clinica può rivalersi sul chirurgo estetico?
Il Tribunale di Brescia ha condannato in solido al risarcimento danni la struttura sanitaria e il chirurgo estetico cui una paziente si era rivolta per un intervento di riduzione del naso, ripartendo il danno nella misura del 50% ciascuno. Il Giudice ha altresì rigettato la do-manda di rivalsa formulata dalla struttura sanitaria nei confronti del medico, ritenendo che la stessa possa essere accolta soltanto quando la condotta del medico è del tutto dissonante rispetto all'ordinaria prestazione che egli avrebbe dovuto fornire e la struttura non abbia attuato trascuratezze nell'adempimento del contratto di spedalità.
Cassazione Civile - Sez. III - ordinanza n. 28642/2024 Limiti alla responsabilità civile del medico
C’è un aspetto che talvolta sorprende molti professionisti: la regola si applica anche quando è il paziente stesso a scegliere il chirurgo. La responsabilità contrattuale della struttura resta ferma anche quando il danno deriva dall’operato di un medico scelto direttamente dalla paziente, purché l’intervento sia avvenuto avvalendosi della struttura e della sua organizzazione.
Cassazione Civile - Sez. III - ordinanza n. 6926/2026 Nascita di feto malformato: è risarcibile anche il danno da lesione dell'autodeterminazione procreativa
Nell'ipotesi di erronea esecuzione dell'intervento d'interruzione della gravidanza che abbia dato luogo ad una nascita indesiderata, deve essere, dunque, riconosciuto non soltanto il danno alla salute psico-fisica della donna ma anche quello sofferto da entrambi i genitori per la lesione della loro libertà di autodeterminazione, da riconoscersi in relazione alle negative ricadute esistenziali derivanti dalla violazione del diritto a non dar seguito alla gestazione nell'ambito dei tempi e delle modalità stabilite dalla legge e prescindendo totalmente dalle condizioni di salute del nato.
Cassazione Civile - Sez. III - ordinanza n. 888/2026 Clausole claims made e interessi compensativi sul danno non patrimoniale
Un paziente decede a seguito di ricoveri presso due diverse strutture ospedaliere, spingendo i congiunti ad agire per il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali. Il contenzioso vede contrapposte le aziende sanitarie e una compagnia assicuratrice, la quale nega la manleva eccependo la tardività della denuncia rispetto alla scadenza della polizza. Emergono complessi profili di diritto circa l'interpretazione delle clausole contrattuali che regolano l'operatività della garanzia nel tempo e la validità delle stesse in assenza di periodi di ultrattività.
Tar Veneto - Sezione IV - sentenza n. 193/2026 Incarichi DSC: giurisdizione amministrativa?
È illegittima l’attribuzione, in sede concorsuale per il conferimento di incarico di direttore di unità operativa complessa, del punteggio aggiuntivo previsto per la titolarità di incarico di direttore facente funzione, qualora tale incarico sia stato conferito o rinnovato in violazione dei limiti temporali e delle procedure selettive previste dalla normativa vigente e dal CCNL di settore; ne consegue l’annullamento della graduatoria e degli atti presupposti, con obbligo per la commissione di rivalutare i titoli espungendo il servizio irregolarmente valorizzato."
Cassazione Penale - Sez. V - sentenza n. 9012/2026 Farmacista, funzioni certificative e rischi nella somministrazione vaccinale
Un professionista sanitario, operante durante l'emergenza da SARS-COV-2, viene chiamato a rispondere di gravi irregolarità nella gestione dei flussi informativi nazionali. Le condotte riguardano l'inserimento di dati falsi circa l'esito di tamponi e l'avvenuta inoculazione di vaccini nelle piattaforme ministeriali. Emerge inoltre un profilo di rischio tecnico: l'aver effettuato decine di vaccinazioni utilizzando una singola siringa per più soggetti, limitandosi alla sostituzione del solo ago. Il caso solleva questioni di diritto fondamentali: l'attività di inserimento dati nei database pubblici trasforma il farmacista in un "pubblico ufficiale" investito di poteri certificativi delegati dallo Stato?