Il comunicato stampa Anaao Assomed a seguito della relazione della Corte dei conti
Roma, 20 ottobre 2026 - “La relazione della Corte dei conti - dichiara il Segretario Nazionale Anaao Assomed Pierino Di Silverio- mette nero su bianco una verità che i medici ospedalieri ripetono da tempo nell'indifferenza generale: le liste d'attesa non sono un incidente post-pandemico, ma una criticità strutturale del Servizio sanitario nazionale. E la causa principale ha un nome preciso: la carenza di personale specialistico”.
“I numeri parlano da soli” prosegue Di Silverio”. “Su 1,845 miliardi stanziati nel quadriennio 2022-2025, ne sono stati spesi 1,58. Circa 265 milioni, quasi un euro su sette, non si sono trasformati in visite ed esami. Non per mancanza di bisogno, ma perché mancano le mani e le teste per erogarli. Si continua a pensare che le prestazioni sanitarie si producano a comando, come in una catena di montaggio, chiedendo a colleghi già stremati da ore aggiuntive, turni extra, rinunce a ferie e riposi. Il risultato è un sistema che si regge sul sacrificio individuale e sulla buona volontà, fino a quando anche quella si esaurisce”.
“La Corte certifica anche l'altra faccia del problema: pur con risorse adeguate, l'offerta non cresce, perché i professionisti non ci sono o fuggono. Fuggono verso il privato, verso l'estero, verso la pensione anticipata . Fuggono da retribuzioni non allineate all'Europa, da carichi di lavoro insostenibili, da aggressioni sempre più frequenti, da un contenzioso medico-legale che trasforma ogni atto clinico in un rischio personale”.
“Bene la nuova governance, bene la digitalizzazione, bene il monitoraggio e le sanzioni alle Regioni inadempienti. Ma nessuna piattaforma informatica visita un paziente e nessun Cup esegue una colonscopia. Senza il superamento definitivo del tetto di spesa sul personale, senza la valorizzazione economica e professionale del lavoro ospedaliero, ogni nuovo stanziamento rischia di fare la fine dei precedenti: annunciato, ripartito, e in parte restituito”.
“Lo diciamo con chiarezza, ribadisce Di Silverio: “Le liste d'attesa non si abbattono per decreto. Si abbattono restituendo attrattività al Servizio sanitario pubblico e dignità a chi ci lavora. Altrimenti continueremo a contare i miliardi stanziati, mentre i cittadini contano i mesi di attesa”.
“Chiediamo al governo in questa manovra economica - conclude Di Silverio- di continuare quel percorso di investimento sui professionisti iniziato con la firma del Ccnl per restituire dignità a una intera classe di lavoratori che nonostante tutto regge sulle proprie spalle un Ssn che ancora resiste seppur bisognoso di revisioni e cure”.