L'Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 156/2026, chiarisce che le somme corrisposte ai dipendenti pubblici a titolo di risarcimento per la mancata fruizione della pausa pranzo e dei buoni pasto non vanno tassate e le qualifica come danno emergente e non come reddito. Non sono imponibili nemmeno gli interessi e la rivalutazione monetaria collegati.