Di Silverio: "Ministro ci convochi con medici di famiglia e specialisti ambulatoriali"
(ANSA) - ROMA, 16 GIU - "Disponibili al dialogo e a lavorare negli ospedali e nelle case di comunità, ma con un ruolo e non come tappabuchi". Così il segretario nazionale Anaao Assomed, il sindacato più rappresentativo dei medici del servizio sanitario, Pierino Di Silverio, commenta all'ANSA le dichiarazione del ministro della Salute Orazio Schillaci che in mattinata aveva aperto alla possibilità di rimuovere l'incompatibilità tra l'attività ospedaliera e il servizio nelle nuove strutture, su base volontaria e al di fuori dell'orario di lavoro. "Noi abbiamo le idee molto chiare", dice. "Pensiamo che determinati colleghi, specie dopo una certa età, possano lavorare nelle Case e ancor più negli Ospedali di Comunità, che sono caratterizzati da bassa intensità di cura. L'importante è che non siamo considerati l'ultima spiaggia", aggiunge Di Silverio. "Da questo punto di vista, il ministro è stato sempre molto corretto. Quello che non accettiamo è che si speri di coartare gli specialisti costringendoli ad andare nelle Case di Comunità come hanno proposto alcune Regioni".
La questione è comunque una priorità in vista della scadenza del prossimo 30 giugno, entro la quale le Case di Comunità dovrebbero essere operative. "È urgente una convocazione da parte del ministro", ha affermato De Silverio. "Anzi, riteniamo auspicabile che il ministro convochi contestualmente le tre professionalità coinvolte: i medici ospedalieri, gli specialisti ambulatoriali e i medici di medicina generale. Il confronto di tutte le parti è l'unica strada per giungere a una soluzione", ha concluso.