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09/04/2026

Asl Rieti, una “clinicizzazione” oltre gli obiettivi regionali - Quotidiano Sanità

Gentile Direttore,
la riorganizzazione della ASL di Rieti sta assumendo i contorni di un paradosso organizzativo che nulla ha a che fare con il miglioramento delle cure per i cittadini. Mentre il Tribunale di Rieti ha già sanzionato l’Azienda per condotta antisindacale (ricorso Anaao Assomed), la Direzione prosegue in un disegno di “clinicizzazione” che solleva dubbi pesantissimi su legittimità e razionalità.

  1. Il caos della “Co-Gestione”: chi comanda?
    L’Atto Aziendale prevede 11 Unità Operative clinicizzate in un assetto che definire anomalo è un eufemismo. Si introduce il principio della “co-gestione” tra Direttore Ospedaliero e Universitario: una formula che genera confusione nelle responsabilità e paralisi decisionale.
    • Perché si interviene con urgenza sulla Chirurgia Generale, struttura che vanta ottimi volumi e una direzione stabile, mentre reparti critici come Pediatria e Trasfusionale restano senza guida?
    • Perché si ignora la drammatica sofferenza del Pronto Soccorso, vera emergenza del territorio, per concentrarsi su duplicazioni apicali inutili?
  2. Bandi “su misura” e anomalie giuridiche
    Il bando emanato dall’Università La Sapienza per un Professore Associato destinato alla Chirurgia di Rieti presenta profili di illegittimità che non possono passare sotto silenzio:
    • Contraddizione giuridica: Il bando è rivolto esclusivamente a personale non universitario. Com’è possibile che una selezione per un posto accademico escluda i ricercatori universitari?
    • Duplicazione dei costi e dei ruoli: Si crea una seconda figura apicale in una UOC che funziona bene, trasformando di fatto un reparto assistenziale in una palestra per carriere accademiche esterne, senza alcun valore aggiunto per l’utenza.
  3. Chirurgia Epato-Pancreatica a Rieti: un castello di carta
    L’indirizzo specialistico richiesto dal bando (chirurgia epato-pancreatica) è in aperto contrasto con il DM 70 e con la programmazione regionale.
    • I dati epidemiologici AGENAS parlano chiaro: Rieti non ha i volumi necessari per garantire gli standard di qualità e sicurezza richiesti per queste patologie.
    • Promettere alta specializzazione dove mancano i numeri significa vendere fumo, esponendo i pazienti a rischi clinici e non risolvendo il problema della mobilità passiva verso Roma.
    La nostra posizione: la sanità non è un ufficio di collocamento
    Siamo di fronte a uno scollamento totale tra gli obiettivi dichiarati e la realtà dei fatti. Questa programmazione opaca non serve a curare i reatini, ma sembra rispondere esclusivamente a logiche di carriera e scambi di favore tra istituzioni.

Chiediamo formalmente:

  1. L’immediata sospensione delle procedure del bando in oggetto.
  2. Un confronto serio sulla reale sostenibilità della clinicizzazione.
  3. Priorità assoluta al potenziamento dei servizi di emergenza e delle aree prive di direzione, anziché la duplicazione di ruoli dove non serve.

Il Sindacato non resterà a guardare mentre la sanità pubblica di Rieti viene smantellata in favore di interessi particolari. La mobilitazione continua.

Pierino Di Silverio
Segretario Nazionale Anaao Assomed

Gerardo Anastasio
Responsabile Commissione Ssn-Università Anaao Assomed

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