Asl Rieti, una “clinicizzazione” oltre gli obiettivi regionali - Quotidiano Sanità
Gentile Direttore,
la riorganizzazione della ASL di Rieti sta assumendo i contorni di un paradosso organizzativo che nulla ha a che fare con il miglioramento delle cure per i cittadini. Mentre il Tribunale di Rieti ha già sanzionato l’Azienda per condotta antisindacale (ricorso Anaao Assomed), la Direzione prosegue in un disegno di “clinicizzazione” che solleva dubbi pesantissimi su legittimità e razionalità.
- Il caos della “Co-Gestione”: chi comanda?
L’Atto Aziendale prevede 11 Unità Operative clinicizzate in un assetto che definire anomalo è un eufemismo. Si introduce il principio della “co-gestione” tra Direttore Ospedaliero e Universitario: una formula che genera confusione nelle responsabilità e paralisi decisionale.
• Perché si interviene con urgenza sulla Chirurgia Generale, struttura che vanta ottimi volumi e una direzione stabile, mentre reparti critici come Pediatria e Trasfusionale restano senza guida?
• Perché si ignora la drammatica sofferenza del Pronto Soccorso, vera emergenza del territorio, per concentrarsi su duplicazioni apicali inutili?
- Bandi “su misura” e anomalie giuridiche
Il bando emanato dall’Università La Sapienza per un Professore Associato destinato alla Chirurgia di Rieti presenta profili di illegittimità che non possono passare sotto silenzio:
• Contraddizione giuridica: Il bando è rivolto esclusivamente a personale non universitario. Com’è possibile che una selezione per un posto accademico escluda i ricercatori universitari?
• Duplicazione dei costi e dei ruoli: Si crea una seconda figura apicale in una UOC che funziona bene, trasformando di fatto un reparto assistenziale in una palestra per carriere accademiche esterne, senza alcun valore aggiunto per l’utenza.
- Chirurgia Epato-Pancreatica a Rieti: un castello di carta
L’indirizzo specialistico richiesto dal bando (chirurgia epato-pancreatica) è in aperto contrasto con il DM 70 e con la programmazione regionale.
• I dati epidemiologici AGENAS parlano chiaro: Rieti non ha i volumi necessari per garantire gli standard di qualità e sicurezza richiesti per queste patologie.
• Promettere alta specializzazione dove mancano i numeri significa vendere fumo, esponendo i pazienti a rischi clinici e non risolvendo il problema della mobilità passiva verso Roma.
La nostra posizione: la sanità non è un ufficio di collocamento
Siamo di fronte a uno scollamento totale tra gli obiettivi dichiarati e la realtà dei fatti. Questa programmazione opaca non serve a curare i reatini, ma sembra rispondere esclusivamente a logiche di carriera e scambi di favore tra istituzioni.
Chiediamo formalmente:
- L’immediata sospensione delle procedure del bando in oggetto.
- Un confronto serio sulla reale sostenibilità della clinicizzazione.
- Priorità assoluta al potenziamento dei servizi di emergenza e delle aree prive di direzione, anziché la duplicazione di ruoli dove non serve.
Il Sindacato non resterà a guardare mentre la sanità pubblica di Rieti viene smantellata in favore di interessi particolari. La mobilitazione continua.
Pierino Di Silverio
Segretario Nazionale Anaao Assomed
Gerardo Anastasio
Responsabile Commissione Ssn-Università Anaao Assomed