Comunicati stampa
13/06/2007

Empoli: Anaao solidale con i colleghi licenziati

13 giugno 2007

La Segreteria Nazionale dell'Anaao Assomed esprime la propria solidarietà ai due colleghi dell'Azienda USL 11 di Empoli licenziati dal Direttore Generale nonostante il parere contrario del Comitato dei Garanti e approva e sostiene le iniziative adottate congiuntamente dalle rappresentanze sindacali regionali.

E' inaccettabile che un Direttore Generale adotti un provvedimento così pesante per la vita umana e professionale delle persone coinvolte, senza preavviso e per “giusta causa”, nel totale disprezzo delle conclusioni del Comitato dei Garanti regionale che sulla richiesta di recesso esprime, in base al CCNL, un parere vincolante per l'Azienda sanitaria.

E' segno di profonda arroganza che il Direttore Generale definisca, nel tentativo evidente di delegittimarlo,  “corporativo, di stampo medievale, che tutela gli appartenenti a una casta” oltre che causa di malasanità (??!!),  un organo nominato dalla Giunta regionale, espressione a maggioranza della Regione e degli stessi Direttori Generali, a garanzia, per la sua terzietà, non solo del dipendente, ma anche della correttezza amministrativa, come sostenuto anche dalla Corte Costituzionale.

In tale contesto, desta meraviglia e stupore la posizione “pilatesca” assunta dall'Assessore per il diritto alla Salute della Toscana che ha dichiarato alla stampa di non volere intervenire sul problema sollevato dalle OO.SS. della dirigenza medica se non dopo la pronuncia dei giudici.

Il puntuale rispetto dei patti contrattuali sottoscritti liberamente dal Governo nazionale, dalle Regioni attraverso il Comitato di Settore e dalle OO.SS. dell'area medica e veterinaria, rappresenta il terreno comune di condivisione dei principi e delle regole su cui si fondano corrette relazioni istituzionali. Il non riconoscimento di questo terreno da parte del Coordinatore degli Assessori regionali alla Sanità, che permette che nelle Aziende sanitarie della sua Regione gli accordi sottoscritti vengano disattesi, non può che aprire un problema generale, in vista delle trattative per il nuovo contratto nazionale.

Siamo di fronte ad una vicenda paradigmatica dei guasti apportati alla sanità da un aziendalismo tanto arrogante ed invadente quanto inefficiente, anche nel garantire gli obiettivi per cui è nato, come il disastro dei conti sta a dimostrare. E da un regionalismo miope che ormai mira al cuore della contrattazione nazionale. Unica stella polare tagliare tutto quello che costa, compresi i diritti delle persone, ed il rispetto dei contratti di lavoro.

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