Comunicati stampa
03/07/2007

Vertenza sanità: la dirigenza del Ssn minaccia nuove agitazioni

3 luglio 2007 - Comunicato intersindacale

A due mesi di distanza dallo sciopero del 4 maggio dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale, nessuna delle criticità lamentate appare avviata a soluzione.

Le violazioni del contratto di lavoro e lo scippo dei fondi contrattuali operato da alcune Regioni, il silenzio sul tema del precariato medico e sanitario, il mancato avvio del rinnovo del contratto di lavoro, l'assenza di riferimenti nel Dpef alla necessità riconosciuta dallo stesso Ministro della salute di rivalutare l'indennità di esclusività di rapporto, rendono insostenibile la situazione dei dirigenti all'interno del Servizio sanitario nazionale.

Per di più se il Governo, il Parlamento e il Ministro della salute non riusciranno a garantire il diritto di esercitare la libera professione dopo il termine del 31 luglio stabilito dalla legge Bersani, i dirigenti medici, veterinari e sanitari del Ssn si vedranno costretti a proclamare nuove iniziative sindacali.

A poco meno di un mese dalla scadenza, l'Intersindacale - che riunisce trenta sigle in rappresentanza dei 130 mila dirigenti del Ssn – esprime profondo sconcerto e irritazione per la lentezza dell'iter legislativo del disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri che regolamenta la libera professione, all'esame della Commissione Igiene e Sanità del Senato.

A questo punto è necessaria una piena assunzione di responsabilità delle Istituzioni per approvare nei tempi utili un provvedimento legislativo che eviti vuoti normativi forieri di gravi danni materiali e professionali per la dirigenza del Ssn e garantisca l'esigibilità di un diritto degli operatori e dei cittadini. Su questo tema è in gioco la credibilità del Ministro della salute, chiamato a difendere con maggiore impegno un suo provvedimento e l'affidabilità della maggioranza di Governo.

Le organizzazioni sindacali della dirigenza del Ssn, consapevoli dello stato di insoddisfazione della categoria, affidano agli organismi direttivi l'individuazione di un piano di iniziative da adottare anche in deroga all'accordo sui servizi pubblici essenziali, preannunciando sin da ora il ricorso ad un contenzioso di massa in difesa delle condizioni di lavoro e di diritti normativi e contrattuali.

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