Comunicati stampa
05/06/2008

Anaao al Ministro Sacconi: contratto subito, no agli ospedali spa

5 giugno 2008

“Aspettavamo con curiosità le prime dichiarazioni del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi e constatiamo favorevolmente che alcuni giudizi di carattere generale sono condivisibili”.

Questo il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed, Carlo Lusenti, al programma per la sanità illustrato oggi dal Ministro alla Commissione sanità del Senato.

“Apprezziamo l'idea che una Regione con un debito del tutto fuori controllo ed un SSR allo sfascio, con irrimediabili danni per la sicurezza dei cittadini e le condizioni di lavoro dei medici, sia esplicitamente condannato ad un fallimento politico del tutto simile a quello civile e che quindi i cattivi amministratori siano mandati a casa, e si spera per sempre. E registriamo con favore la sua convinzione che pure in uno scenario di federalismo fiscale “a pieno regime” sarà sempre e comunque garantita a tutti la copertura dei Lea, al di là della sede di nascita e di residenza.

Altre affermazioni le abbiamo già ascoltate tante volte in passato (fondi integrativi, cambiamento delle regole di nomina dei manager) e aspettiamo, con una certa dose di scetticismo, di vedere i fatti.

Al contrario non condividiamo l'idea che il privato in Sanità sia una risorsa spendibile nell'interesse generale della salute dei cittadini, in quanto vincolato a logiche di mercato che finiscono con il favorire inevitabilmente il manifestarsi di comportamenti opportunistici. Si pensi in tal proposito alla Regione Lazio dove la spesa del privato convenzionato è crescente ed incontrollabile ed è il componente più rilevante della struttura del debito.

Ma quello a cui siamo del tutto contrari e che respingiamo con forza è l'idea che gli ospedali possano diventare delle Spa, immaginiamo affidate, così come previsto dal diritto civile, ad un consiglio di amministrazione e ad un amministrare delegato, con pieni poteri. La salute non è un bene commerciale e non può mai e in nessun caso rispondere meccanicamente a regole di mercato. Assicurare la salute dei cittadini, sempre e comunque, non può essere una missione vincolata rigidamente ai bilanci di una spa. La visione economicistica delle aziende ospedaliere non può convivere con una visione solidaristica del SSN. Se il problema, come crediamo che sia, è quello della razionalizzazione e del contenimento dei costi, allora suggeriamo al Ministro che una formula che coniughi il rispetto dei vincoli economici ed il diritto dei cittadini esiste già ed è la programmazione, resa ancora più salda e vincente se associata ad assetti organizzativi dove il ruolo del medico e del governo clinico è prevalente nelle strategie aziendali.

Rivolgiamo infine un appello al Ministro ed anche un invito: avvii al più presto il tavolo contrattuale per il rinnovo del CCNL della dirigenza medica scaduto da 30 mesi e non confidi mai troppo nelle lune di miele”.

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