Comunicati stampa
23/06/2011

Retribuzioni dei dipendenti pubblici: informazioni incomplete e sbagliate pretesto per giustificare nuove stangate!

comunicato stampa - 23 giugno

RETRIBUZIONI DEI DIPENDENTI PUBBLICI: INFORMAZIONI INCOMPLETE E SBAGLIATE PRETESTO PER GIUSTIFICARE NUOVE STANGATE!

“In prossimità della nuova manovra economica è ripartita la campagna mediatica tesa a identificare i dipen-denti pubblici come soggetti privilegiati, e quindi da colpire, fondata su dati incompleti e sbagliati”.
Questo il commento dell'Anaao Assomed ai dati divulgati sulle retribuzioni nel Pubblico Impiego.

L'indice ISTAT delle retribuzioni orarie comunicato il 27 maggio scorso indica un aumento tendenziale delle retribuzioni nella pubblica amministrazione inferiore a quello di tutti gli altri comparti. In particolare Servizio sanitario nazionale, Scuola e Ministeri hanno avuto nell'ultimo anno con lo 0,3% l'incremento più basso.
Quando all'andamento delle retribuzioni negli ultimi anni le pubblicazioni dell'ARAN chiariscono il loro reale andamento a partire dal 2005:
­ le retribuzioni contrattuali del settore privato sono aumentate del 16%;
­ le retribuzioni contrattuali della pubblica amministrazione sono aumentate del 15%;
­ le retribuzioni contrattuali della dirigenza pubblica contrattualizzata sono aumentate del 14%;
­ le retribuzioni contrattuali della dirigenza pubblica non contrattualizzata sono aumentate del 16%
I maggiori aumenti si registrano nel settore non contrattualizzato per dirette iniziative del governo a vantag-gio delle categorie speciali.

Del tutto fuorvianti sono, quindi, i dati pubblicati che evidentemente non tengono conto degli arretrati contrattuali stante il cronico ritardo con cui vengono sottoscritti i contratti di lavoro della pubblica amministrazione.
Capziosa appare anche l'affermazione di un minor impegno orario del dipendente pubblico visto che della pubblica amministrazione fanno parte i dipendenti e i dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale che notoria-mente svolgono orari di lavoro di almeno 38 ore, spesso con migliaia di ore in più lavorate e non retribuite.

Infine, ricordiamo che in questi anni i dipendenti pubblici hanno subito numerosi “provvedimenti speciali”, ovvero penalizzazioni riservate solo a loro e non ai dipendenti del settore privato:
• blocco contrattuale fino a tutto il 2013;
• soppressione delle risorse aggiuntive contrattuali;
• prelievo supplementare del 5% sopra i 90.000 euro lordi di reddito e del 10% sopra i 130.000;
• penalizzazioni economiche in caso di malattia;
• differimento della pensione di vecchiaia delle donne a 65 anni;
• rateizzazione in tre anni della liquidazione;
• assenza di incentivi per raggiungimento risultato e straordinari;
• blocco del turnover con aumento dei carichi di lavoro.

Per quanto i pubblici dipendenti costituiscano il capro espiatorio ideale, l'Anaao Assomed ritiene che deve cessare una campagna di disinformazione e di denigrazione di questi lavoratori, in Italia in numero ridotto rispetto alla media europea, che assolvono compiti fondamentali per i servizi pubblici ed il cittadino, compresa la tutela di un bene prezioso come la salute.

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