Cassazione Penale - Sez. IV – sentenza n. 25518/2026
Responsabilità medica, altera la cartella dopo gli errori chirurgici: primario condannato

10 Settembre 2026

Un primario urologo è stato condannato per aver alterato la documentazione sanitaria a seguito di gravissimi errori chirurgici. Nel primo caso, dopo aver asportato erroneamente la milza anziché il rene sinistro in un paziente affetto da idro-pionefrosi, il chirurgo ha inserito in cartella un secondo verbale operatorio che descriveva l'intervento come rimozione di una generica massa retroperitoneale, definendo il precedente atto "provvisorio" al fine di giustificare ex post l'esito infausto. In altri episodi, il sanitario indicava come assistenti in sala operatoria colleghi che in quel momento erano impegnati in attività ambulatoriali, per celare la presenza di un medico privo di copertura assicurativa. Il giudizio penale mirava ad accertare la falsità di tali atti pubblici; il ricorrente chiedeva l'assoluzione sostenendo la legittimità delle integrazioni basate su protocolli di sicurezza. La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna per falso ideologico.