Ennesima aggressione in corsia. Anaao denuncia, "La sicurezza non è un optional"

Ci aspetta un autunno di protesta perchè non possiamo più reggere la pressione. O si agisce, o saremo costretti a fermarci.

03 Agosto 2026

“Un altro medico aggredito, un altro professionista che, invece di curare, si è dovuto difendere. È accaduto ancora una volta e questa volta al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Aou Federico II di Napoli, dove un collega è stato aggredito verbalmente e fisicamente da un parente di una paziente in attesa di cure. Un episodio che si aggiunge a una lista sempre più lunga, e che l’Anaao Assomed denuncia con la massima fermezza.

"Non è più tollerabile", è la posizione della Segreteria Nazionale Anaao Assomed. "Ogni settimana riceviamo segnalazioni di colleghi minacciati, spintonati, insultati, colpiti. Medici e infermieri sono chiamati a lavorare sotto assedio, in corsie e pronto soccorso trasformati in zone di pericolo. Questa non è più emergenza: è normalità criminale, ed è inaccettabile."

I dati confermano un trend che il sindacato denuncia da anni, destinato a peggiorare in assenza di misure realmente efficaci: organici ridotti all'osso, tempi di attesa che esasperano gli utenti, pronto soccorso sotto pressione cronica e, sullo sfondo, un progressivo logoramento del rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario. In questo contesto, il camice bianco è diventato troppo spesso un bersaglio.

"Chiediamo da tempo telecamere di sicurezza attive h24, personale di polizia stabile nei pronto soccorso, percorsi giudiziari più rapidi per chi aggredisce un operatore sanitario — continua la Segreteria Nazionale —. Le leggi ci sono. Quello che manca è l'applicazione concreta, ospedale per ospedale, turno per turno."

"Ci aspetta un autunno di protesta perchè non possiamo più reggere la pressione, mediatica e fisica. O si agisce, o saremo costretti a fermarci." "Non chiediamo privilegi, chiediamo di poter lavorare in sicurezza — conclude la Segreteria Nazionale Anaao Assomed —. Chi cura non può continuare a farlo con la paura. Se le istituzioni non agiscono subito, ci fermeremo."