La rassegna delle sentenze in sanità settimana dal 6 al 10 luglio
Questa settimana: assicurazioni; aspettativa, demansionamento
02 Luglio 2026
Cassazione Civile - Sez. III - sentenza n. 18559/2026 Insussistenza di azione diretta tra assicuratori in ambito sanitario
A seguito di un intervento chirurgico, un paziente ha riportato una gravissima complicanza clinica consistente nella paraplegia degli arti inferiori. La responsabilità dell’evento è stata ascritta in solido a una struttura sanitaria e all'équipe medica operante. L’assicuratore della struttura ha provveduto al risarcimento integrale del danno, versando anche la quota spettante a uno dei chirurghi coinvolti. Successivamente, tale compagnia ha intrapreso un'azione legale contro l'assicuratore personale del medico per ottenere la restituzione della somma anticipata.
Cassazione Sezione lavoro - ordinanza n. 18657/2026 Dirigenti sanitari e incarichi a termine: l'aspettativa è un diritto
La Corte di Cassazione interviene, a quel che consta per la prima volta, riconoscendo il diritto pieno e incondizionato all’aspettativa del dirigente sanitario che, nel corso del rapporto di lavoro, ottenga un incarico a tempo determinato in altro ente.
La pronuncia, seppure resa con riferimento all’ambito della disciplina della contrattazione collettiva relativa agli anni 1996/2018, mantiene una sua rilevanza visto che la materia non è stata incisa dai contratti collettivi più recenti intervenuti negli anni 2019-2026 che l’hanno fatta espressamente salva.
Cassazione Sezione lavoro - ordinanza n. 17304/2026 Il dirigente medico deve restituire i compensi per lo screening del carcinoma uterino
Un dirigente medico operante in anatomia patologica ha subito il recupero di oltre 113.000 euro erogati per attività di screening del carcinoma uterino. Tali somme, inizialmente corrisposte come attività progettuali finanziate dal Fondo Sanitario Nazionale, sono state qualificate come indebite. Il sanitario ha eccepito, senza successo, che si trattasse di prestazioni aggiuntive (ALPI) o lavoro straordinario reso necessario da gravi carenze di organico. La decisione finale ha confermato l'obbligo di restituzione, stabilendo che la prevenzione oncologica rientra pienamente nei doveri istituzionali della dirigenza medica.
Cassazione Civile - sezione lavoro - sentenza n. 18848 10 giugno 2026 Nella dirigenza medica pubblica non esiste un diritto soggettivo a mantenere inalterati volumi o tipologie di interventi.
Cinque medici specialisti hanno contestato una presunta dequalificazione professionale derivante da scelte riorganizzative aziendali. Le circostanze di fatto riguardano l’istituzione di una seconda unità operativa di cardiochirurgia, percepita come "concorrente", che avrebbe determinato una deviazione del flusso di pazienti e il sovvertimento dell'ordine degli interventi chirurgici.