Piano Nazionale Salute mentale. Anaao: necessario un serrato confronto su finaziamento e personale
Il documento elaborato dalla Commissione Psichiatria Anaao Assomed
02 Febbraio 2026
Gianfranco Rivellini, Commissione Psichiatria Anaao Assomed
Fabiana Faiella, Esecutivo Nazionale e Commissione Psichiatria Anaao Assomed
Il 29 dicembre 2025 è stato approvato dalla Conferenza permanente Stato-Regioni e Province Autonome il Piano d’Azione Nazionale Salute Mentale 2025-2030 (PANSM). Il giorno successivo è stata approvata la legge di bilancio 2026, che al comma 344 prevede un finanziamento dedicato, vincolante per le Regioni, pari “a 80 milioni di euro per l’anno 2026, 85 milioni di euro per l’anno 2027, 90 milioni di euro per l’anno 2028 e 30 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2029”.
L’approvazione del PANSM e il contestuale finanziamento ad hoc per il triennio 2026–2028, poi strutturale dal 2029, segna finalmente una svolta. L’ultimo atto di programmazione nazionale, realmente cogente e di svolta in tema di salute mentale era stato il DPR 1° novembre 1999 ((Gazzetta Ufficiale n. 274 del 22.11.1999), denominato “PROGETTO OBIETTIVO “TUTELA SALUTE MENTALE 1998-2000".
Il PANSM 2025-2030 si pone su di un piano di concreta innovazione rispetto a precedenti paradigmi storici di riferimento per la salute mentale, facendo proprio il modello biopsicosociale e quello della One Health/One Mental Health, con espresso richiamo al Piano di Azione Globale per la Salute Mentale 2013-2030, approvato dalla settantaquattresima Assemblea mondiale della Salute (decisione-WHA74).
Dunque una visione integrata, che pone al centro la persona con l’attenzione all’insieme dei determinanti biologici e psicologici della salute mentale, necessari, ma non sufficienti, proprio perché mutuamente condizionati dai determinanti sociali, ambientali e culturali del contesto dove la persona vive, lungo tutto il ciclo della vita.
Corollario di questa impostazione di fondo è rappresentato dall’attenzione da un lato alla prevenzione, dall’altro all’integrazione dei servizi di tutela della salute mentale, per garantire interventi diagnostico – terapeutici e riabilitativi, dall’infanzia fino alla terza età. In che modo? Il PANSM, nel rispetto dell’autonomia organizzativa delle Regioni, prevede il graduale superamento della visione a silos delle agenzie di tutela della salute mentale, con PDTA condivisi, fino alla possibile messa a fattor comune sul piano organizzativo dei quattro pilastri della salute mentale:
Ulteriori strumenti di integrazione dei servizi sono previsti nel PANSM attraverso la formazione comune degli operatori, afferenti a servizi diversi, didattica universitaria e ricerca orientata a formare operatori più consapevoli ed aderenti alla visione One Health/One Mental Health. Operatori della salute mentale più consapevoli, motivati a valorizzare la collaborazione interistituzionale tra agenzie pubbliche sanitarie, enti locali e mondo della cooperazione, dentro politiche di welfare di prossimità, orientato a percorsi di inclusione sociale (casa, lavoro e tempo libero), che veda protagonisti pazienti e famigliari, nell’ambito di servizi pubblici ispirati da buone pratiche di intervento, orientate alla “recovery ed empowerment”.
Un PANSM che, oltre alla visione Health/One Mental Health, nel delineare coerenti linee progettuali ha previsto strumenti di monitoraggio e indicatori di esito. L’introduzione di indicatori, strumenti di verifica periodica e momenti di revisione intermedia rappresenta un passo importante verso una maggiore accountability delle politiche pubbliche.
Infine il PANSM analizza quanto è stato realizzato nel decennio 2015–2025 in tema di salute mentale per persone in esecuzione penale, alla luce della novella legislazione parlamentare (legge 17 febbraio 2012, n. 9 e successive modificazioni con la legge 30 maggio 2014, n. 81), dei successivi testi di accordo Stato–Regioni e P.A., infine della sentenza della Corte Costituzionale n. 22 del 27 gennaio 2022. Il PANSM, sul tema, individua un piano di azioni tanto fondato su evidenze epidemiologiche e scientifiche, quanto appropriato sul piano operativo, prevedendo equipe multidisciplinari di raccordo tra sistema salute e sistema giustizia, creazioni di nuove articolazioni di cura per i detenuti, rivisitazione del fabbisogno di posti letto comunitari per pazienti in esecuzione penale, all’interno della necessaria ed auspicata (si veda sentenza Corte Costituzionale) ridefinizione legislativa delle responsabilità/competenze tra il sistema giudiziario, l’ordine pubblico ed il sistema della tutela della salute mentale, affinché risulti definitivamente chiarito che il mandato di cura e di protezione dei pazienti, autori di reato e non, resta l’unico ed indefettibile mandato che la salute mentale può assumersi, senza “attrazione fatale” nel mandato di controllo e di gestione dell’ordine pubblico.
Il PANSM rappresenta una sfida di sanità pubblica per i prossimi anni.
La reale attuazione del PANSM dipenderà in modo decisivo dalla disponibilità di risorse adeguate e continuative. La disposizione di cui al comma 344 della legge di bilancio stanzia complessivi 285 milioni per il quinquennio 2026–2029 e va letta in combinato con il comma 347 che prevede, nell’ambito delle risorse di cui al comma 344, una quota fino a 30 milioni impiegabile per assumere personale nell’area della salute mentale. Il comma 344 si legge anche nel senso che dal 2029 lo stanziamento resterà stabile negli anni a seguire, a meno di diversa disposizione di finanza pubblica. La tabella a) illustra le condizioni di finanziamento statale del PANSM dal 2026 fino al 2030.
Tabella a)
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LEGGE 30 dicembre 2025, n. 199 |
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Anno |
Risorse (milioni) comma 344 |
Risorse (Milioni) di cui al comma 344, autorizzate dal comma 347 per assumere personale |
% Impegnabile per personale |
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2026 |
80 |
30 |
38% |
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2027 |
85 |
30 |
35% |
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2028 |
90 |
30 |
33% |
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2029 |
30 |
30 |
100% |
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2030 |
30 |
30 |
100% |
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315 |
150 |
48% |
Tutto bene? Dipende se la spesa per le assunzioni di ogni anno sarà sostenuta dai bilanci regionali per l’anno successivo al di fuori del budget vincolato al PANSM, dunque fatto rientrare nel complessivo dell’incremento del FSN, previsto al comma 333. Resta dunque una scelta regionale, anno per anno, se utilizzare per assunzioni in salute mentale i 30 milioni autorizzati nel comma 347, in quale quota e con quali criteri stabilire le priorità di assegnazione delle risorse, rispetto alle diverse articolazioni organizzative della salute mentale.
La tabella b) illustra la retribuzione media, anno 2023, e il costo con oneri al 37% dei dirigenti sanitari e del personale laureato afferente alle professioni sanitarie ed assistenti sociali, come certificata nel Conto Annuale - MEF.
Tabella b)
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Conto Annuale MEF |
Retribuzione media lorda 2023 |
Costo lordo con oneri previdenziali riflessi 37% |
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Dirigenti Sanitari |
87.127 € |
119.364 € |
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Personale laureato Prof. San. Riab. Assit. Sociali |
35.793 € |
49.036 € |
La tabella c) illustra il complessivo delle risorse professionali che possono essere assunte nel quinquennio 2026-2030, stanti i commi 333, 344 e 347, secondo la previsione sopra espressa, con il ribaltamento sul Fondo Sanitario di ciascuna Regione della spesa di personale per gli anni successivi all’anno di assunzione, nell’ambito dell’incremento di cui al comma 333, dunque al netto del finanziamento PANSM di cui ai commi 344.
Tabella c)
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Risorse Comma 347 nuove assunzioni |
Ribaltamento su Risorse Comma 333 assunzioni anni precedenti |
Totale risorse impiegate per nuove assunzioni |
Nuovo Personale assunto per anno |
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Anno 2026 |
30.000.000 € |
0 € |
30.000.000 € |
432 |
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Anno 2027 |
30.000.000 € |
30.000.000 € |
60.000.000 € |
432 |
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Anno 2028 |
30.000.000 € |
60.000.000 € |
90.000.000 € |
432 |
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Anno 2029 |
30.000.000 € |
90.000.000 € |
120.000.000 € |
432 |
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Anno 2030 |
30.000.000 € |
120.000.000 € |
150.000.000 € |
432 |
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Totale anni 2026 - 2030 |
150.000.000 € |
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2.158 |
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Nel totale delle risorse umane assumibili, pari a circa 2.150, si ipotizza il 50% di dirigenti medici e sanitari (650 circa) ed il 50% di personale laureato delle professioni sanitarie, della riabilitazione e servizio sociale (1.500 circa).
Nel quinquennio 2026–2030 la previsione di assunzioni di cui alla tabella c) sopra riportata, restituirebbe alla salute mentale, globalmente intesa (DSM, SER-D, Neuro psichiatria infantile) un ristoro parziale, ma essenziale, per tendere ad allineare gli organici al 2020, anno di inizio della pandemia COVID. Il costo totale per oltre 2.500 operatori assunti nella salute mentale nel quinquennio 2026-2030, risulta a regime, dal 31 dicembre 2030, pari a 150 milioni.
Un piano straordinario di assunzioni è necessario e trova la sua motivazione nei dati di personale in servizio al 31 dicembre 2023, presentati da AGENAS al FORUM RISK MANAGEMENT (AREZZO 25–28 Novembre 2025). Questi dati, sia in valore assoluto, sia standardizzati per 100 mila residenti, dimostrano due evidenze.
Alla luce dei dati sopra richiamati di carenza di personale e di vistose disomogeneità regionali, risulta evidente che il pieno dispiegamento delle linee programmatiche del PANSM necessita di una forte e costante azione di confronto, di coordinamento e di verifica tra i diversi livelli istituzionali coinvolti, a cominciare dai criteri di ripartizione delle risorse dedicate al PANSM (Commi 344 e 347 legge finanziaria). La semplice riproposizione dei criteri generali di ripartizione regionale del Fabbisogno Sanitario Nazionale Standard rischia di non affrontare il tema su come sostenere il miglioramento dei livelli organizzativi e di personale nelle Regioni che già esprimono dati di flusso di prestazioni sotto la media nazionale. Si veda la pubblicazione “Rapporto Salute Mentale” pubblicato nel 2025, relativo ai dati SISM anno 2023.
Ci sono tutte le premesse perché Il PANSM rappresenti il punto di svolta, in grado di modernizzare la concezione culturale di riferimento, nel rispetto della visione di una salute mentale di comunità, che resta ancorata alla legge 180/1978. Il verbo chiave usato nel PANSM è integrare. Integrare con gradualità visioni, pratiche cliniche, competenze e risorse. Integrazione quale fattore strategico di promozione e di tutela della salute mentale individuale durante il ciclo della vita, dunque volano di salute pubblica e di inclusione sociale. Gli operatori della salute mentale e le loro organizzazioni di rappresentanza sono pronti a dare gambe e idee al PANSM. Il convegno organizzato da Anaao Assomed a Roma il 6 febbraio 2026, dal titolo “Il ruolo della dirigenza medica e sanitaria per l’innovazione e lo sviluppo in salute mentale” testimonia il protagonismo propositivo con le istituzioni del governo nazionale e regionale della sanità.
Il documento è pubblicato su QUOTIDIANO SANITA'