La rassegna delle sentenze in sanità settimana dal 19 al 23

Questa settimana: Fine vita, congedo straordinario del lavoratore per convivente di fatto, responsabilità e risarcimento; danno “lungolatente”; consenso informato; danno alla salute a genesi multifattoriale; Responsabilità erariale dello specializzando inserito nell'equipe; tetto di spesa

20 Gennaio 2026

Corte Costituzionale - sentenza n. 204/2025 Fine vita: sì all’organizzazione regionale, no a scorciatoie sui diritti
La Corte costituzionale interviene sulla legge della Regione Toscana in materia di fine vita, tracciando con chiarezza i confini entro cui le Regioni possono muoversi in un ambito delicatissimo, che intreccia diritti fondamentali, competenze statali e organizzazione del Servizio sanitario. Con la sentenza n. 204 del 2025, depositata il 29 dicembre, la Consulta ha accolto solo in parte il ricorso del Governo: alcune disposizioni della legge toscana vengono dichiarate illegittime, ma l’impianto complessivo della normativa regionale viene ritenuto compatibile con la Costituzione.

Corte Costituzionale - sentenza n. 197/2025 Legittimo il congedo straordinario del lavoratore per l'assistenza al convivente di fatto
La Corte costituzionale con la sentenza n. 197/2025 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 2, 3 e 32 Cost., dell’art. 42, c. 5, del d.lgs. n. 151/2001, nella formulazione vigente anteriormente alle modifiche introdotte con l’art. 2, c. 1, lett. n), del d.lgs. n. 105/2022, nella parte in cui non include il convivente di fatto tra i soggetti legittimati a fruire del congedo straordinario per l’assistenza alla persona con necessità di sostegno intensivo, in posizione equiparata al coniuge convivente, poiché anche rispetto al convivente di fatto si instaura uno stabile legame affettivo di coppia, connotato dalla reciproca assistenza morale e materiale, avente giuridica rilevanza.

Cassazione Civile - Sez. III - ordinanza n. 34073/2025 Risarcimenti: senza nesso causale la domanda va respinta
La Cassazione ribadisce un principio destinato a pesare nei giudizi di responsabilità medica: anche in presenza di una condotta imperita dei sanitari, il risarcimento non è automatico se resta incerto il nesso causale con il danno subito dal paziente. Con l’ordinanza n. 34073, depositata il 24 dicembre 2025, la Terza sezione civile della Corte di Cassazione ha infatti chiarito che l’incertezza sulla riconducibilità causale dell’evento lesivo resta a carico di chi agisce in giudizio e conduce al rigetto della domanda risarcitoria.

Cassazione Civile - Sez. III - ordinanza n. 31842/2025 Danno lungolatente, il risarcimento decorre dalla comparsa dei sintomi
Il danno lungolatente è un tipo di danno biologico che si manifesta dopo un periodo di latenza, ovvero quando i sintomi o le conseguenze pregiudizievoli per la salute emergono solo a distanza di tempo rispetto all’evento che lo ha causato. In tale ipotesi il risarcimento deve essere liquidato solamente con riferimento al momento della manifestazione dei sintomi e non dalla contrazione dell’infezione.

Cassazione Civile - Sez. III - ordinanza n. 316/2026 Consenso informato, moduli prestampati non sufficienti se generici
Il medico deve fornire informazioni dettagliate in merito alle alternative possibili e a natura, portata ed estensione dell'intervento, dei suoi rischi, dei risultati conseguibili e delle possibili conseguenze negative, che ben possono essere contenute in un modulo prestampato, la cui idoneità tuttavia, ai fini della completezza ed effettività del consenso, va esclusa ove il contenuto del modulo sia generico.

Cassazione Civile - Sez. III - ordinanza n. 760/2026 Danno alla salute e concorso di cause umane e naturali
In caso di danno alla salute a genesi multifattoriale, e dunque causato dal concorso del comportamento umano con la causalità naturale, va affermata la responsabilità dell’autore del comportamento in base al principio dell’equivalenza delle cause di cui all’art. 41, primo comma, cod. pen., fermo restando che, in applicazione del principio della causalità giuridica di cui all’art. 1223 cod. civ., il danno andrà imputato a quest’ultimo in proporzione al contributo causale e, in caso di impossibilità di determinazione della stessa, dovrà farsi ricorso al criterio della sua determinazione in via equitativa, facendo riferimento alle concrete circostanze del caso. 

Corte dei Conti - Sezione I app. - sentenza n. 139/2025 Responsabilità erariale dello specializzando inserito nell'equipe
La prima sezione giurisdizionale centrale d'appello della Corte dei Conti ha confermato la decisione di primo grado che aveva affermato la sussistenza della responsabilità di un medico specializzando per il danno erariale indiretto determinato dal pagamento effettuato da un ospedale pubblico in favore degli eredi di un paziente deceduto a seguito di errori commessi dall’equipe operatoria di cui il sanitario era un componente. La sentenza resa l’11 settembre 2025, n. 139, offre lo spunto per ricostruire il ruolo e le responsabilità dello specializzando impegnato in compiti di assistenza ai pazienti.

Corte Appello Napoli - Sez. I - sentenza n. 6405/2025 Tetto di spesa, regressione tariffaria proporzionale allo sforamento di branca
Nel caso di sforamento a consuntivo in data anticipata rispetto alla data presunta comunicata di superamento del tetto di spesa, l’Asl opera la regressione tariffaria e procede a ridurre le remunerazioni delle singole prestazioni in misura corrispondente al contributo dato da ogni singola struttura al superamento del tetto di spesa di branca, e non al mancato pagamento integrale delle prestazioni.