Basta disinformazione: tutte le fake news sull'intramoenia smontate in 4 passaggi

Nelle ultime settimane si sono susseguiti numerosi attacchi all’ALPI che l'Anaao Assomed ha cercato puntualmente, dati alla mano, di respingere ai mittenti. 

21 Luglio 2025

L’attività libero professionale intramoenia è sempre più spesso bersaglio di narrazioni semplicistiche e strumentali. Nelle ultime settimane si sono susseguiti, infatti, numerosi attacchi che l'Anaao Assomed ha cercato puntualmente, dati alla mano, di respingere ai mittenti. 
Ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Nessuna spiegazione, neppure quella certificata da fonti autorevoli, sembra scalfire la convinzione che l'alpi sia la fonte di quasi tutti i mali della sanità pubblica. Viene accusata di essere la causa delle liste d’attesa, di arricchire i medici, di sottrarre risorse al servizio sanitario pubblico.
Non ci stancheremo mai di smontare il cumulo di fake news che girano intorno all'argomento e qui lo facciamo in 4 semplici passaggi.

1. "Con l'intramoenia il medico si arricchisce?" FALSO
Solo il 30% della tariffa LPI va al professionista.Il resto della tariffa è divisa tra Aziende e Stato.
Il medico guadagna meno di quanto si pensi. E lo fa fuori dall’orario di lavoro istituzionale.

2. “L’ALPI toglie risorse al sistema pubblico?” FALSO
Ogni prestazione in libera professione genera entrate dirette per le aziende sanitarie.
La quota trattenuta serve a:
- Coprire i costi di gestione
- Finanziare strumenti e tecnologie
- Alimentare fondi strategici per l’intero sistema
L’ALPI sostiene il sistema, non lo impoverisce.

3. “In libera professione si fanno troppi ricoveri?” FALSO
I dati parlano chiaro: solo lo 0,65% dei ricoveri totali avviene in ALPI.
Il 99,35% continua ad avvenire nell’ambito del SSN.
La libera professione è residuale. Non può essere la causa delle liste d’attesa.
Solo il 38% dei medici esercita attività libero professionale intramuraria e sempre dopo l’attività ordinaria. Le prestazioni in ALPI si svolgono solo dopo l’orario di lavoro istituzionale.
La LPI non è un privilegio per pochi, né una scorciatoia.

4.“In ALPI si fanno troppe visite?” FALSO
Solo il 2,5% delle prestazioni ambulatoriali complessive è effettuato in libera professione.
Il restante 97,5% è totalmente gestito nel canale istituzionale.
La vera causa delle liste d’attesa non è la libera professione, ma la mancanza di personale, il sottofinanziamento cronico, e l’assenza di una strategia organizzativa nazionale.

Fonte: Relazione del Ministero della Salute al Parlamento – luglio 2025