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15/04/2026

Liste d'attesa: "State guardando il sintomo, la malattia è altrove"

Responsive image Pierino Di Silverio all'evento Adnkronos "Salute, prevenzione e risorse: le sfide della sanità" 

Il Segretario Nazionale Anaao Assomed ha partecipato oggi all'evento promosso dall'Agenzia di stampa ADNKRONOS SALUTE.
Questa la domanda che gli è stata rivolta e sotto la sua risposta: Il sistema sanitario nazionale, tanto amato, non gode di ottima salute. Utilizzando una metafora medica le liste d'attesa cosa rappresentano? Sono la malattia o il sintomo? E dall'osservatorio del medico ospedaliero ci sono Regioni che stanno riuscendo meglio a ' curare il problema?

Le liste d’attesa rappresentano sicuramente non la malattia, bensì il sintomo. La vera malattia è non solo il definanziamento, ma anche la carenza legislativa e di adeguamento ai tempi di un Servizio sanitario nazionale che dopo 48 anni richiede inevitabilmente molto più che un maquillage.

Occorre un vero e proprio piano Marshall per dare risposte al cambiamento demografico, al cambiamento delle patologie, al progresso farmaceutico e all’innalzamento dell’età media di vita che porta con sé pazienti multipatologici. Soprattutto è necessario spostare attenzione e strategie rispetto ai luoghi di presa in carico del paziente: l’ospedale dovrebbe tornare a essere luogo di elezione per la cura delle patologie, mentre il territorio dovrebbe occuparsi della presa in carico di prima istanza. Ma perché questo assetto diventi sistema, occorre che il territorio venga implementato con infrastrutture, organizzazione, tecnologie e personale.

La risposta delle Regioni rispetto all’organizzazione delle case e degli ospedali di comunità non è omogenea sul territorio nazionale e questo rappresenta inevitabilmente un problema anche di discriminazione. L’autonomia differenziata completerà, ahimè, un quadro di sostanziale divario in termini di offerta sanitaria tra regioni del nord e Regioni del sud, regioni più ricche e regioni più povere.

Non basta, peraltro, soltanto creare un luogo o un contenitore, occorre che si stabiliscano le condizioni per curare il paziente nel posto giusto, con il professionista giusto, nei tempi giusti.

Noi continuiamo a sostenere che tra le cause della crisi del nostro Servizio Sanitario Nazionale oltre alla mancanza di leggi adeguate, ci sia quella di un personale sanitario sempre più demotivato, stanco e sempre meno disposto a chiudersi in ospedali che vengono percepiti e vissuti come una vera e propria gabbia professionale, schiacciati in una tipologia di contratto e di inquadramento che tende a sfruttare fino all'osso il lavoro. E nonostante questo i tanti colleghi dirigenti medici e sanitari continuano a profondere le proprie energie per garantire le cure.

Siamo vicini al punto di non ritorno, lo diciamo da tempo. Per questo sollecitiamo il Governo, il Parlamento, le istituzioni a rivedere l'organizzazione del nostro sistema di cura e il ruolo dei professionisti. Per consentire loro quel salto di qualità necessario, occorre fare scelte che non siano soltanto coraggiose, ma anche definitive e nette perché alla fine in gioco c'è la salute di tutti, anche dei professionisti stessi.

Promuovere gli stati generali della sanità è un punto di partenza ormai improcrastinabile, coinvolgerei professionisti un passo di civiltà sociale.

Per il lavoro di dirigenti medici e sanitari si potrebbe partire proprio dall'apertura della trattativa per il nuovo contratto di lavoro, per rendere più flessibile il lavoro, più meritocratiche, più veloci e meno clientelari le carriere, più flessibile il tempo da dedicare al lavoro nell’ottica di quella conciliazione tempo lavoro-tempo di vita che ormai ha acquisito un’importanza superiore all’aspetto economico. Il tempo, quello che è stato perso negli anni per adeguare il sistema alle necessità non può essere recuperato, quello invece che appartiene ancora ai singoli professionisti può invece ancora essere valorizzato.

Solo cosi gli ospedali potrebbero essere percepiti dai professionisti non più come gabbie ma come ‘normali luoghi di cura’.
La normalità a volte è quello che serve per far funzionare un sistema.

Pierino Di Silverio - Segretario Nazionale Anaao Assomed

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