Un dirigente medico, già reggente di una struttura complessa, partecipa alla selezione per l'incarico stabile, ottenendo punteggi superiori al concorrente sia nel colloquio che nel curriculum. Tuttavia, la direzione aziendale assegna il posto all’altro candidato, innescando una controversia sulla necessità di motivare analiticamente la scelta se in contrasto con le valutazioni tecniche della commissione. Emergono profili di diritto cruciali: l'obbligo di correttezza e buona fede nelle procedure selettive e i confini della discrezionalità manageriale nelle aziende sanitarie. Il fulcro giuridico risiede nella perdita di chance: il risarcimento richiede un'elevata probabilità di vittoria o basta il mero dato statistico dei partecipanti?