(ANSA) - ROMA, 07 SET - Per incentivare i medici a restare nella sanità pubblica serve detassare il lavoro ordinario, più che quello straordinario, altrimenti si "mette una toppa senza
risolvere il problema". I principali sindacati medici accolgono così l'ipotesi di una detassazione degli straordinari per i professionisti sanitari da introdurre in manovra, lanciata oggi
dal vicepremier Antonio Tajani. "Per abbattere le liste d'attesa - spiega all'ANSA Perino di Silverio, il segretario di Anaao Assomed, il principale sindacato dei dirigenti medici - bisogna cambiare il modello organizzativo e aumentare il personale, prima di tutto eliminando il tetto di spesa, poi investendo sui professionisti. E investire su medici e infermieri - prosegue - significa applicare una detassazione, non solo del lavoro extra, ma soprattutto del lavoro ordinario. Deve prevalere la logica della gratificazione ordinaria, e non straordinaria, del lavoro dei medici".
Incalza anche il sindacato Cimo-Fesmed. La detassazione degli straordinari, precisa il presidente Guido Quici, "può essere una toppa utile forse a coprire il buco, ma di certo non a risolvere
in modo strutturale il problema delle liste d'attesa, causato dalla carenza di personale e di strutture. Senza una riforma onnicomprensiva della sanità e un investimento straordinario che preveda in primis il superamento del tetto di spesa sul personale, il dramma delle liste d'attesa sarà destinato a ripresentarsi presto". Ovviamente, prosegue Quici, "siamo favorevoli alla detassazione che può incentivare ulteriormente il personale sanitario, tuttavia se permane il problema della carenza di organico, e quindi la necessità di lavorare per centinaia di ore extra orario per coprire i turni, questo
intervento mal si concilierebbe con la tutela della qualità della vita dei professionisti". (ANSA).
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