MANOVRA DIBILANCIO 2022

Manovra 2022: le proposte Anaao Assomed per emendare il testo

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L'Anaao Assomed ha presentato alle Commissioni Bilancio e Igiene e Sanità del Senato le proposte di emendamento alla legge di bilancio 2022, AS 2448 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024”.

DEFISCALIZZAZIONE PRESTAZIONI AGGIUNTIVE .L’entità dell’impatto indiretto della pandemia da Sars-CoV-2 sulle prestazioni sanitarie “ordinarie” è stato pesante. Un recente report della Fondazione Gimbe fornisce un confronto del numero di prestazioni erogate in Italia nel 2020 rispetto al 2019, con un totale di 1,3 milioni di ricoveri e 144,5 milioni di prestazioni di specialistica ambulatoriale in meno, tra visite, indagini diagnostiche strumentali, esami di laboratorio, etc. Inevitabilmente tale impatto si è già tradotto, e potrebbe continuare a tradursi nei prossimi anni, in un peggioramento degli outcome di salute per la popolazione generale, a causa della rinuncia ad effettuare interventi chirurgici, visite di controllo o esami diagnostici o dell’incapacità del sistema sanitario di provvedere agli stessi. Basti ricordare che la mortalità aggiuntiva nel 2020 rispetto alla media dei 5 anni precedenti è stata di 100 mila unità. Di questa solo il 70% è attribuibile alla Covid-19, il 30% rimanente è legato a malattie “ordinarie”. Ovviamente le liste d’attesa oramai si misurano in anni.Una leva rapidamente disponibile per affrontare la criticità è quella della libera professione in favore dell’azienda, ex articolo 115, comma 2, del CCNL 2016/2018 Area sanità, che permette l’erogazione di prestazioni aggiuntive finalizzate alla riduzione dei tempi di attesa secondo programmi predisposti dall’azienda di intesa con le équipe interessate.

Rispetto alle previsioni contrattuali vigenti, al fine di incrementare l’adesione dei professionisti a questa modalità di lavoro, è opportuno introdurre due correttivi:

  1. fissare Il valore economico dell’ora in regime libero professionale ad 80 €;
  2. in considerazione del valore sociale dell’ulteriore impegno lavorativo, introdurre un trattamento fiscale sostitutivo con una aliquota fissa del 15% sui compensi derivanti dalla specifica tipologia di libera professione.

Considerato che l’aliquota media Irpef per i Dirigenti medici e sanitari dipendenti del SSN è del 38%, il minore introito per l’erario è valutabile sul 23% del reddito derivante dalla specifica attività.In sintesi, per ogni 100 milioni di € destinati alla remunerazione dei Dirigenti medici e sanitari, il minore introito per lo Stato è valutabile in 23 milioni.

RISCHIO BIOLOGICO.L’articolo 268 del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 prevede l’esistenza di attività lavorative nelle quali vi sia rischio di esposizione ad agenti biologici suddiviso in quattro gruppi per livello crescente.La descrizione fatta per i gruppi 2, 3 e 4 rende evidente che per tutti i dirigenti del ruolo sanitario sia prevedibile, per le caratteristiche della loro attività lavorativa, l’appartenenza ad uno dei tre gradi di rischio suddetti. La controprova di ciò è data dallo stesso Legislatore che all’articolo 274 del suddetto d.lgs. sente la necessità di individuare delle particolari misure specifiche per tentare di prevenire tale rischio in sanità mentre all’articolo 271 affida al datore di lavoro (nel caso del S. S. N., le aziende sanitarie) il dovere di valutare il rischio biologico di ciascun lavoratore con l’aiuto del Medico competente e del rappresentante della sicurezza all’interno dell’azienda, per decidere a quale grado di rischio assegnarlo e di conseguenza quali accorgimenti utilizzare per ridurlo. La legislazione vigente (Legge 734 del 1973, art. 1 e 4 e D.P.R. 146 DEL 1975, punto 9 del gruppo 5 dell’allegato A e loro s. m.) prevede l’indennità di rischio biologico solamente per gli operatori sanitari non dirigenti. Tale esclusione è perdurata fino ad oggi, malgrado il dettato del d.lgs. n. 626 del 1994 e del d.lgs. 81 del 2008 prevedesse la possibilità di un rischio biologico per tutte le categorie di operatori sanitari, senza escluderne alcuna. In conseguenza di ciò, tale indennità è stata prevista fino ad oggi nei Contratti Collettivi Nazionali degli operatori sanitari del comparto sanità e non in quelli dei dirigenti del ruolo sanitario. Tale vulnus legislativo ha determinato una palese iniquità di trattamento fra due categorie di lavoratori esposti a parità di condizioni agli stessi rischi resa ancor più palese dalla emergenza Covid 19. Scopo della proposta di emendamento è di correggere tale vulnus legislativo equiparando il valore di tale indennità per i suddetti dirigenti a quella del personale infermieristico correlandola ai gradi di rischio previsti dall’articolo 268 del d.lgs 9 aprile 2008 n. 81.

RICERCATORI IRCCS. L’approvazione delle disposizioni di cui all’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, commi 422 e seguenti hanno determinato una complessa situazione nell’ambito degli IRCCS ed IZS; in particolare è stata prevista una procedura di stabilizzazione del personale precario della ricerca biomedica costituito da medici, veterinari, biologi ed altre figure della dirigenza sanitaria e del comparto. Tale procedura ha previsto una impropria collocazione di figure della dirigenza sanitaria nell’area contrattuale del comparto. Ciò ha determinato oggettive problematiche per l’avvio e la conclusione delle procedure previste da tali norme, ma soprattutto ha fortemente demotivato i Ricercatori che si sono visti espulsi dall’area professionale e contrattuale di cui sono oggettivamente parte. Si tratta pertanto, con la proposta formulata, di ricollocare i ricercatori nel contesto omogeneo delle figure sanitarie, con oneri contrattuali ricompresi nel finanziamento già assegnato, a fronte della solo parziale attuazione della piramide. La proposta colloca le figure mediche e sanitarie in apposita sezione dell’area dirigenziale con attribuzione di trattamento economico iniziale della dirigenza del SSN, per il percorso decennale previsto e propedeutico all’accesso definitivo alle posizioni dirigenziali. In tal modo si restituirebbe alla ricerca biomedica italiana un assetto di stabilità coerente con i livelli qualitativi storici del settore e con il quadro internazionale. La ricollocazione delle figure mediche e sanitarie nell’area dirigenziale si riferisce attualmente a n. 621 unità per gli IRCCS e n. 174 unità per gli IZS, cui verrebbe attribuito il trattamento tabellare iniziale della dirigenza sanitaria, con esclusione dell’indennità di esclusività di rapporto. Gli oneri derivanti dal presente articolo sono calcolati in euro 5 milioni per l’anno 2022 ed in euro 10 milioni anno a decorrere dal 2023.

INDENNITA’ ESCLUSIVITA’ CCPL TRENTO E BOLZANO.Si richiede l’estensione dell’incremento del 27% dell’indennità di esclusività di rapporto prevista all’articolo 1, comma 407 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, anche ai contratti collettivi provinciali di lavoro vigenti nelle province autonome di Trento e Bolzano.

RINNOVO DEI CONTRATTI NEL PUBBLICO IMPIEGO: LA QUESTIONE DELL’ARTICOLO 1, COMMA 687 DELLA LEGGE 145/2018. La persistenza dell’articolo 1, comma 687 della legge 145/2018 sta bloccando in ARAN la trattativa per l’accordo quadro delle Aree dirigenziali, atto preliminare indispensabile per l’avvio di TUTTI I CONTRATTI DEL PUBBLICO IMPIEGO 2019-22 scaduti il 31.12.2018. Tale comma prevede che la dirigenza amministrativa, professione e tecnica del SSN, rimanga nei ruoli del personale del SSN, espropriando di rappresentatività una intera categoria (quella della dirigenza amministrativa professionale e tecnica- PTA - che è collocata in distinti ruoli professionali rispetto alla dirigenza sanitaria) e del conseguente diritto ad avere un proprio contratto di lavoro che tenga in debito conto delle specificità della categoria.Tale norma, è oggetto di numerose richieste di abrogazione perché rappresenta:

  • un’indebita ingerenza della politica nell’autonomo potere decisionale del tavolo sindacale;
  • una lesione della libertà sindacale in quanto la rappresentatività è stata determinata sulla base dell’attuale composizione (sarebbe come se dopo le elezioni venissero modificati i collegi elettorali);
  • un grave effetto retroattivo non solo sulla rappresentatività sindacale, ma anche su atti già deliberati come quelli sulle prerogative sindacali, con inevitabili contenziosi conseguenti;
  • non tiene conto della separazione dei fondi tra sanitari e TPA avvenuta negli ultimi contratti giustamente distinti tra sanitari e TPA;
  • un provvedimento che priva la dirigenza TPA di una rappresentanza costringendo le proprie associazioni a modificare i propri statuti e assetti organizzativi;
  • un elemento che non riconosce la specificità della dirigenza sanitaria normata dal D.lgs. 502/1992 e s.s.m.i., reintroducendo una commistione che allontana il riconoscimento della dirigenza medica e sanitaria come categoria con caratteristiche specifiche nell’ambito del pubblico impiego; −
  • una complicazione che produce in contrattazione decentrata una duplicazione disarmonica di tavoli tra vecchio e nuovo contratto.

Leggi le proposte emendative

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