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Sospensione no-vax: organico dei medici già insufficiente, servono assunzioni - AGI

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(AGI) – Roma, 5 lug. – “La sospensione dei medici novax è sicuramente in grado di creare dei problemi di organico,malgrado ammontino a non piu di 2-300 unità. . Il personale sanitario è sul filo dell’insufficienza numerica già da molti anni e la pandemia ha accentuato una difficoltà già esistente che si può risolvere solo con nuove assunzioni”. Lo spiega all’AGI Costantino Troise, presidente dell’Associazione nazionale aiuti assistenti ospedalieri Associazione Medici Dirigenti (Anaao Assomed), commentando i possibili effetti della sospensione dei medici che rifiutano la vaccinazione contro Covid-19. “Il personale sanitario attualmente conta ogni anno centinaia di migliaia di ore di lavoro eccedenti il dovuto contrattuale a livello nazionale – continua Troise – la pandemia ha esacerbato questa situazione, a causa dell’aumento della intensità e della complessita assistenziale determinato, aumentando anche il carico psicologico e fisico Attualmente anche una malattia prolungata o i giorni di ferie dei medici possono creare problemi di organico, amplificando la sofferenza di interi reparti fino alla loro chiusura. Per quanto si tratti di poche unità, la sospensione dei due o trecento medici novax potrebbe determinare delle serie difficoltà nell’attività assistenziale”. “Per i cittadini sarà più complicato accedere alle cure, mentre i medici vedranno aumentare ulteriormente il carico di lavoro – prosegue il presidente Anaao – credo che il Governo debba intervenire al più presto con misure straordinarie che non possono prescindere dall’assunzione di unità operative. In assenza di specialisti, sarà necessario contrattualizzare gli specializzandi nei loro ultimi due anni di studio”. L’esperto precisa poi che ogni realtà andrebbe considerata separatamente: l’assenza di un singolo medico ospedaliero all’interno di una delle tante strutture di una grande metropoli comporta un disagio sicuramente inferiore rispetto alla sospensione di uno specialista che opera in un piccolo ospedale di provincia. “La domanda da parte dei cittadini tende a crescere per via di una serie di condizioni, non ultima la pandemia – osserva Troise – la quantità di medici tende invece a calare ogni anno. A questo quadro già pericolante si aggiunge la fuga di circa tremila medici a livello nazionale che ogni anno abbandonano la professione sanitaria per un’occupazione più gratificante e meno stressante”. “Siamo in una situazione davvero drammatica – conclude – da cui dipende il futuro della sanità pubblica. Se non verranno concretizzate assunzioni nei prossimi anni ragioneremo sulle macerie. È davvero indispensabile rimpolpare le fila del personale sanitario, i prossimi cinque anni potrebbero essere davvero tragici”. (AGI)

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