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Ferie a rischio in corsia per carenza di personale. Ecco come difendersi - DOCTOR33 

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24 giugno 2021 -
Ferie estive a rischio negli ospedali italiani: quest'estate, a causa della carenza cronica di personale si prevedono giornate di lavoro no stop. A lanciare l'allarme Consulcesi, network legale a sostegno degli operatori sanitari. Sui turni massacranti oltre 10 anni fa l'Italia finì nel mirino Ue per il mancato rispetto della direttiva 2003/88 che stabilisce un orario settimanale massimo di 48 ore, compreso lo straordinario, e il riposo giornaliero per 11 ore consecutive. Dal 2008 al 2015 l'Italia ha vanificato la direttiva nel servizio pubblico, per adeguarsi dal 25 novembre 2015, ma nei fatti spesso restano violazioni. Il coronavirus ha stravolto ancor più le organizzazioni del lavoro, «ma nessuno di noi si è lamentato», afferma Ester Pasetti, segretaria Anaao Assomed Emilia Romagna.

«Lo tsunami andava gestito, schiena dritta, senza esitazioni o i morti sarebbero stati molti di più. Ma il Covid ha scoperchiato il vaso di Pandora. Già l'applicazione della Direttiva UE 2003/88 aveva evidenziato quanto in realtà le risorse umane fossero carenti. Le Aziende hanno cercato in tutti i modi escamotage per garantire la continuità assistenziale con gettoni pagati ai dipendenti o gettonisti non dipendenti e non sempre adeguatamente inseriti nel contesto per coprire i servizi di notte e nei weekend». «Passato il picco, e ne abbiamo già avuti 2 o 3, la pandemia ci lascia un numero irragionevole di prestazioni arretrate non più differibili, vaccinazioni da somministrare nel più breve tempo possibile, tempi rallentati di esecuzione a causa delle necessarie misure di contenimento dell'infezione, un sistema territoriale allo sfascio che ha ulteriormente rallentato i suoi tempi di azione, attività ieri ordinarie che hanno acquisito le caratteristiche dell'urgenza. Tutto questo - sottolinea Pasetti - gestito da personale numericamente insufficiente, stanco, in parte non adeguatamente preparato- in mancanza di specialisti si contrattualizzano anche neo-abilitati. Questo negli ospedali meglio funzionanti. Là dove vi erano le così dette "cattive abitudini" non è immaginabile cosa stia avvenendo».

Sulle turnazioni, il Covid ha portato, insieme a quanto sopra esposto, a una netta contrazione della possibilità di recuperare non solo l'extra-orario, ma anche i festivi, e una scarsa possibilità di fruire delle ferie, salvo, nelle realtà più fortunate, godere almeno dei 15 giorni del periodo estivo. Le presenze in servizio per turno, sono caratterizzate ormai da tempi difficilmente rispettabili e un turno di 6 ore diventa ormai quasi di routine di 7-8 ore almeno. I cartellini di molti colleghi relativi al 2020 portano extra-orari inimmaginabili, anche per chi, in virtù della tipologia del lavoro svolto, non si era mai trovato ad avere questo problema. Si consideri inoltre che nel 2020, in virtù dei cosiddetti "premi" riservati agli eroi della pandemia, un certo numero di ore era stato riconosciuto in pagamento». Che cosa si prevede quest'estate? «Se lo scorso anno nessuno ha avuto il coraggio di negare le ferie estive agli eroi e anche tutta la popolazione era compatta nel riconoscere il nostro diritto al riposo, ora le cose sono di molto cambiate. Le montagne di arretrato stanno lasciando il segno, non c'è più disponibilità all'attesa e da eroi siamo diventati capri espiatori», dice Pasetti. «Ancora una volta gli ospedali sono stati presi d'assalto alla ricerca di una risposta che il territorio non sembra in grado di fornire, se non in minima parte. In molti ospedali dell'Emilia Romagna si sta mettendo in dubbio la possibilità di garantire le ferie o si dichiara pubblicamente che "si cercherà di concedere le ferie". Specie in alcune realtà, si porrà il problema se continuare a garantire i servizi o garantire le ferie. Dove se ne potrà fruire lo si farà al prezzo di gravi sacrifici da parte di chi rimane e dell'utenza che otterrà per forza di cose prestazioni meno qualificate e più dilazionate. Ancora una volta si lavorerà solo sull'urgenza e sull'emergenza».

Come difendersi dai soprusi? «Occorre esigere la presenza di un piano di lavoro stilato entro il 20 del mese precedente che definisca bene attori e tempi dell'organizzazione della Unità Operativa. Per le ferie, i 15 giorni feriali continuativi nel periodo giugno/settembre sono un diritto. Ma come tutti sappiamo, in questa persistente pandemia, molti diritti sono stati calpestati, per esempio il tempo massimo di lavoro settimanale e il riposo notturno e settimanale, per far fronte al boom dei carichi di lavoro, in un contesto di personale carente da noi denunciato da almeno un decennio e dimostrato dai recenti dati statistici del Ministero della Salute. Un ruolo fondamentale nella difesa dei Colleghi lo svolge il rappresentante sindacale aziendale. Tutte le criticità vanno portate in superficie aprendo un confronto sull'organizzazione del lavoro in sede di Organismo paritetico, previsto dal CCNL 2016/2018. Si può anche valutare insieme al Dirigente medico o sanitario l'opportunità di avviare una segnalazione alla Direzione provinciale del lavoro. Nei casi che non trovassero soluzione con i percorsi precedenti, sarà inevitabile avviare il contenzioso legale».

Mauro Miserendino

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