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02/03/2021

Regioni in ordine sparso e il Governo tace. Lettera degli specializzandi su Quotidiano Sanità

Gentile Direttore,
da alcuni mesi si discute della partecipazione alla campagna vaccinale dei Medici in Formazione Specialistica. Ad oggi, il coinvolgimento degli Specializzandi è stato inquadrato, ai sensi della legge di Bilancio 2021, come attività formativa professionalizzante riconosciuta in CFU. Nelle ultime settimane, alcune Regioni, alla luce del suddetto comma, hanno richiesto alle Università di fornire gli elenchi dei Medici Specializzandi da reclutare come vaccinatori, su base per lo più obbligatoria.
 
Abbiamo sin da subito voluto esprimere la nostra più completa disponibilità, in quanto medici abilitati alla professione, non solo a prendere parte attivamente alla campagna vaccinale, ma anche a collaborare alla definizione delle più adeguate modalità per coinvolgere i Medici in Formazione Specialistica.
 
Tuttavia ci siamo opposti con fermezza alla decisione di considerare la nostra partecipazione alla campagna vaccinale come parte integrante del percorso formativo. Tale scelta, non solo ci risulta incomprensibile, ma siamo convinti che sia pericolosa e che porti ad un ulteriore svilimento della nostra condizione e della nostra formazione, che è già stata fortemente compromessa nei mesi scorsi, durante i quali, indipendentemente dalla Scuola di afferenza, abbiamo prestato, al pari degli altri operatori sanitari, la nostra opera a supporto di tutto il Sistema nelle azioni di contrasto alla pandemia.
 
È necessario infatti portare all’attenzione sia degli addetti ai lavori che dell’opinione pubblica quanto la tutela della formazione dei futuri specialisti non possa essere ritenuta secondaria alle esigenze contingenti dei singoli SSR: un Medico Specializzando meno formato oggi, sarà uno specialista meno preparato a rispondere ai bisogni di salute della popolazione domani.
 
Parimenti, una campagna vaccinale di così grandi dimensioni, su cui si sta sostanzialmente fondando la principale azione di contrasto alla pandemia, non può basarsi né sull’impiego dei medici in formazione specialistica né sulla disponibilità spontanea di volontari non retribuiti. È importante ricordare infatti che l’attività dei Medici Specializzandi non può essere considerata sostitutiva del personale di ruolo e che necessita, per legge, della presenza continuativa di un tutor. Ribadiamo quindi che non possa essere ritenuta corretta l’idea di utilizzare una categoria professionale come manodopera a costo zero.
 
Se la campagna vaccinale anti SARS-CoV-2 rappresentasse realmente una priorità per Governo e Regioni, sarebbe necessario e dovuto, da parte delle Istituzioni, un impegno concreto in termini di arruolamento di personale adeguatamente formato, tutelato e retribuito.
 
Questi punti devono essere estesi a tutto il personale arruolato per la campagna di vaccinazione: gli stessi sono stati portati all’attenzione del Ministero della Salute e del Ministero dell’Università e della Ricerca durante un incontro tenutosi lunedì scorso 22 febbraio. Durante l’incontro abbiamo illustrato ai Ministeri il nostro punto di vista, ossia che il Medico in Formazione Specialistica debba essere coinvolto su base volontaria, prevedendo un’adeguata contrattualizzazione e comunque tutelando la formazione.
 
Entrambi i Ministeri si sono mostrati disponibili ad accogliere le nostre richieste e stilare un protocollo di intesa ad hoc per i Medici Specializzandi nonché a rendere noto ad Università e Regioni che l’attività degli Specializzandi in supporto alla campagna vaccinale non potrà essere in alcun modo obbligatoria.
 
Tuttavia, a distanza di una settimana, tale impegno verbale non ha ancora portato alla definizione di un protocollo d’intesa formale o comunque di documenti ufficiali e le Regioni e le Università hanno continuato a rivendicare il loro diritto a disporre degli Specializzandi come manodopera gratuita per la campagna vaccinale, forti del comma 459 della legge di bilancio.
 
In Toscana il 26 febbraio era fissato il termine per l'invio alla Regione delle liste dei Medici Specializzandi da parte degli Atenei: non avendo ricevuto indicazioni ufficiali di alcun tipo, le Università stanno quindi adempiendo all’obbligo imposto dalla Regione. In Lombardia è stata diffusa una Manifestazione di Interesse per il coinvolgimento dei Medici Specializzandi nella campagna vaccinale, che non prevede però alcuna contrattualizzazione o retribuzione. In Puglia, in una nota del 23 febbraio la Regione valutava la previsione normativa come “immediatamente prescrittiva”, in antitesi con quanto dichiarato dal Capo di Gabinetto del MUR nel corso della riunione stessa.
 
Sottolineiamo come la volontarietà in molti casi non sia rispettata e, laddove prevista, si accompagni spesso a vari tipi di pressioni da parte di Direzioni Sanitarie e Università.
Questi infatti sono solo alcuni esempi di una situazione che si sta diffondendo sempre di più.
 
Riteniamo quindi prioritario dare delle indicazioni precise, in modo da evitare spinte in avanti da parte di Istituzioni locali atte a sopperire delle carenze non imputabili al contingente di Medici in Formazione Specialistica, che invece risulteranno i primi ad esserne penalizzati. Per tali motivi abbiamo inviato un secondo sollecito ai Ministeri e ci auguriamo di ricevere risposta al più presto, sia per tutelare il lavoro e la formazione di colleghe e colleghi, sia per permettere, a chi vorrà, su base volontaria e con un regolare contratto, di mettersi a disposizione della popolazione per la campagna vaccinale.
 
Noi Medici in Formazione Specialistica siamo pronti a rispondere alle esigenze di un Paese che sappiamo essere stato messo in ginocchio della pandemia: ancora una volta non ci tireremo indietro e risponderemo alla chiamata. Tuttavia è necessario che ci vengano garantite le stesse condizioni riservate agli altri professionisti e non accettiamo di essere considerati mera manodopera da utilizzare.
 
Su questi punti, come associazioni e insieme con le colleghe e i colleghi in tutta Italia, siamo pronti con ogni mezzo a far rispettare i nostri diritti, sia a livello locale che nazionale. E’ urgente occuparsi al più presto di questo tema, riconoscendo a noi Medici Specializzandi la dignità professionale che meritiamo. Il lavoro va tutelato, e la formazione va difesa, altrimenti il prezzo che l’intera società pagherà in futuro sarà altissimo.
 
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