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09/12/2020

Quel pasticciaccio brutto sulle specializzazioni. Quotidiano Sanità

Gentile Direttore,
spiegare in maniera chiara il caos creatosi attorno al concorso per l’accesso alle specializzazioni mediche tenutosi il 22 settembre è impresa tanto ardua quanto necessaria. Il bando di quest’anno ha introdotto due modifiche di rilievo rispetto ai precedenti: il divieto di partecipazione al concorso da parte dei medici già iscritti al Corso di Formazione in Medicina Generale e il mancato riconoscimento dei punti curricolari ai candidati già in possesso di un contratto di formazione specialistica; nell’intento del legislatore tali accorgimenti normativi avevano lo scopo di evitare quello che potremmo definire “il salto della borsa”, ossia lasciare un contratto già in essere, di fatto sprecandolo, per uno migliore.
 
Tutto ciò per ridurre il numero di candidati che si sarebbero presentati al concorso, e nonostante sia noto che i fabbisogni di medici specialisti sono da anni sottostimati, per questo concorso sono stati messi a disposizione solamente 13.400 contratti statali a fronte di una pletora di oltre 23.700 candidati, impedendo di fatto l’accesso alla formazione specialistica ad oltre 9.000 medici.

Tale bando prevedeva inizialmente la pubblicazione della graduatoria per il giorno 5 ottobre con assegnazione dei candidati Lunedì 12 ottobre. Alle ore 12.00 del 5 ottobre, tuttavia, al posto della graduatoria viene pubblicata una nota ministeriale che riferisce testualmente:
…dovendo dare esecuzione ai provvedimenti cautelari che sono pervenuti, e continuano a pervenire nelle ultime ore presso il Ministero - sentita anche l’Avvocatura dello Stato - si dispone un rinvio della data di pubblicazione della graduatoria prevista in data odierna lunedì 5 ottobre… Eventuali ulteriori aggiornamenti saranno comunicati ai candidati lunedì 26 ottobre 2020 nella presente pagina riservata”.
 
Il numero consistente di ricorsi, peraltro del tutto prevedibili poiché riguardanti le parti del bando sopracitate che l’Avvocatura Generale dello Stato, consultata preventivamente dal ministero in sede di stesura del bando, aveva già definito “attaccabili”, ha costretto il MUR a temporeggiare sulla pubblicazione della graduatoria.
 
Con grande sorpresa dei candidati gli “ulteriori aggiornamenti” del 26 Ottobre si sono rivelati una pasticciata graduatoria provvisoria che non contemplava i medici corsisti in medicina generale 2 e 3 anno, e che vedeva evidenziati in giallo gli specializzandi con ricorso in atto per l’assegnazione dei punti curriculum.
 
In data 9 novembre poi, dopo un assordante silenzio di 14 giorni, un altro decreto direttoriale fissa l’apertura delle fasi di scelta Da lunedì 23 novembre 2020 a venerdì 27 novembre 2020. Il 23 stesso però il MUR si rimangia nuovamente la parola data, prorogando le scelte al 30 novembre 2020, dapprima a alle ore 12:00, posticipata poi senza alcun preavviso alle 23:59.
 
In questo susseguirsi di ritardi la graduatoria provvisoria ha subito, dal 26 ottobre al 30 novembre, numerose modifiche, l’ultima delle quali si è verificata proprio il 30 novembre intorno alle 19 di sera, con l’inserimento in graduatoria di ulteriori candidati (circa un centinaio) proprio qualche ora prima della chiusura delle fasi di scelta, senza alcun preavviso ne tantomeno delucidazioni sulla natura di tali rimaneggiamenti da parte del MUR.
 
Le assegnazioni come dichiarato dall’ultimo decreto direttoriale erano previste per il 3 dicembre, giorno in cui avviene però l’ennesimo smacco, il MUR rimanda inaspettatamente le assegnazioni, dichiarando di fornire ulteriori comunicazioni ufficiali il 15 dicembre, solamente 15 giorni prima della data della presa di servizio ufficiale prevista per il 30 dicembre.
 
In tutto questo caos di ricorsi e rinvii 3 cose assumono grande rilevanza:
1) Il MUR non ha rispettato nulla di quanto riportato dal bando ufficiale, né per quanto riguarda le tempistiche né per le modalità con cui è stata stilata la graduatoria, con totale assenza di trasparenza per quanto concerne il rimaneggiamento reiterato della graduatoria, con inserimento di candidati e variazioni di punteggio non accompagnati da alcuna comunicazione ufficiale, nonché la temporanea scomparsa di un’intera pagina della graduatoria.
 
2) La tenuta in ostaggio di migliaia di medici che in attesa di conoscere la loro eventuale assegnazione ha determinato una rinuncia in via preventiva ad incarichi di lavoro o il licenziarsi da incarichi in essere a causa delle incompatibilità con il contratto di formazione specialistica, sottraendo personale al servizio sanitario nazionale a tutti i livelli (continuità assistenziale, USCA, COVID hospital, RSA). Il MUR ha sostanzialmente provocato una interruzione di pubblico servizio mentre tutto il paese fronteggia il picco della seconda ondata della pandemia da SARS-CoV-2. In aggiunta, è ancora poco chiara la compatibilità del percorso di specializzazione con l’impegno nelle USCA.
 
3) Non si ravvedono, a causa dei ritardi, tempistiche valide per recuperare le borse che rimarrano libere, come ogni anno, nella prima tornata di immatricolazioni che risulta troppo prossima alla presa di servizio (termine ultimo per riassegnare borse libere) prevista per il 30 dicembre. Questo comporterà un numero di borse perse addirittura superiore agli anni scorsi, con spreco di fondi pubblici e disservizi presenti e futuri per gli ospedali.
 
Come è possibile, in piena pandemia, rimandare all’infinito i termini di un concorso che dovrebbe infondere nuove energie agli ospedali italiani, non rispettando nulla del bando stabilito dal Ministero stesso? I ricorsi non sono certo una novità di quest’anno nell’ambito dell’SSM, ma non avevano mai arrecato queste problematiche.
 
Di certo aver introdotto nuove regole, noncuranti persino del parere dell‘ Avvocatura generale dello stato, ha favorito un numero maggiore di ricorsi rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, il ministero avrebbe potuto quantomeno limitare i danni di un bando fallace rispettando i termini dello stesso, assegnando le borse secondo il cronoprogramma e solo in un secondo momento aggiungendone eventuali in sovrannumero nel caso in cui i ricorsi fossero stati accolti, come avvenuto negli ultimi anni.
 
È forse nell’ottica di evitare l’assegnazione di specializzandi in sovrannumero (di cui il nostro Sistema Sanitario Nazionale ha disperato bisogno) che il Ministero dell’Università sta tenendo 23mila medici in ostaggio durante una pandemia, provocando incomprensibili danni alla salute pubblica?
 
Dott. Marco Evangelista
Responsabile specializzandi ANAAO Giovani
 
Dott.ssa Claudia Maccarrone
ANAAO Giovani
 
Dott. Marco Occari
ANAAO Giovani

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