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24/04/2020

COVID-19: mozione dei consigli delle associazioni mediche europee FEMS e AEMH

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I consigli delle associazioni mediche europee FEMS e AEMH hanno tenuto una riunione web congiunta il 20 marzo 2020.
Dopo aver ricevuto i rapporti sulla situazione attuale della pandemia SARS-CoV-2 (COVID-19) in diversi paesi dell'UE e
sulla situazione dei medici e degli altri operatori sanitari, i consigli delle associazioni sono profondamente preoccupati e
rilevano che:
- la pandemia non ha ancora raggiunto l'apice;
- l’Europa è, al momento, l’epicentro della pandemia;
- l’Unione Europea e la maggior parte dei governi europei mancano di unastrategia efficace e di un’azione coordinata;
- gli anziani, i pazienti con malattie croniche preesistenti e gli operatori sanitari sono categorie particolarmente a rischio;
- c’è una preesistente carenza a livello europeo di operatori sanitari;
- c’è una carenza a livello europeo di dispositivi di protezione individuali (DPI);
- nel corso degli anni il numero di posti in terapia intensiva è stato significativamente ridotto, causando stress etico e medico
ora divenuti critici.
AEMH e FEMS hanno adottato il seguente invito a tutti gli interessati e, soprattutto, a tutti i responsabili delle decisioni e
delle strategie europee:
1. Un medico o un altro operatore sanitario esausti non possono aiutare efficacemente
• Pur comprendendo la necessità di una deroga temporanea alla normativa sull'orario di lavoro, le regole fisiologiche di base
non possono essere modificate nemmeno durante le pandemie. È necessario garantire un riposo adeguato a tutti gli
operatori sanitari che devono essere in servizio e che l'orario di lavoro e le condizioni di lavoro in tutti i loro aspetti (orari,
carico di lavoro, periodi di riposo, indennità) siano regolate di comune accordo.
2. Un medico o un altro operatore sanitario infetti non possono aiutare efficacemente
• Gli operatori sanitari infetti da Covid-19 sono pazienti essi stessi e devono essere trattati con la dovuta cura e rispetto,
quindi i test dovrebbero essere disponibili per tutti gli operatori sanitari e le loro famiglie e dovrebbero essere usati tutte le
volte che è necessario. Se positivi, non possono essere inclusi nelle squadre mentre sono malati, anche se il decorso della
loro malattia è lieve e perfino non nei reparti specializzati in SARS-CoV-2 (COVID-19).
3. Un medico o un altro operatore sanitario senza dispositivi di protezione individuali (DPI) non possono aiutare in
modo efficace
• È obbligatorio che siano disponibili quantità sufficienti di DPI, specialmente nei reparti in cui vengono curati i pazienti infetti.
Oltre ad essere altamente non etico, rappresenta anche uno spreco di risorse preziose esporre qualsiasi operatore sanitario
al rischio di infezione, perché tale lavoratore non può essere in grado di aiutare più pazienti nel momento critico della
pandemia.
4. Il numero di unità di terapie intensive dovrebbe essere sufficiente
• Dovrebbero essere disponibili sufficienti unità di terapia intensiva con un numero sufficiente di posti letto, in termini di
attrezzature, capacità di formazione e di personale.

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