Dicono di noi
16/01/2020

Le prime “tre” priorità per la sanità 2020.  Palermo: depauperamento delle dotazioni organiche, remunerazione dei professionisti, formazione. Il Forum di QUOTIDIANO SANITA'.

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Carlo Palermo, Segretario Nazionale Anaao Assomed

Il 2020 può realmente rappresentare l’anno della svolta per il nostro servizio sanitario, almeno per quanto riguarda tre delle criticità che da anni mettono in pericolo la qualità delle cure erogate e la sopravvivenza stessa del SSN: il depauperamento delle dotazioni organiche, la remunerazione dei professionisti e la formazione specialistica post lauream. Tutti fattori che  sono implicati,  direttamente o indirettamente, in quello che noi definiamo disagio lavorativo e quindi nella  scarsa attrattività  del lavoro in ospedale e nella fuga  verso il privato o verso l’estero che oggi osserviamo da parte di una quota consistente del nostro mondo professionale,  anche prima di raggiungere i limiti pensionistici.
Come invertire la rotta?

E’ importante sicuramente dare seguito alle promesse avanzate da parte del Presidente del Consiglio Conte in merito al finanziamento del SSN. Avere per almeno un arco temporale, che potrebbe essere un quinquennio (2020/2024), la certezza di un incremento annuale del FSN intorno ai 2 mld può rappresentare il primo passo verso la salvezza, il livello minimo di finanziamento per affrontare le criticità emergenti. Serve, soprattutto, per avviare un grande piano assunzionale il cui costo è valutabile in 2,5 mld di €  considerando  la riduzione di medici, dirigenti sanitari e infermieri avvenuta negli ultimi 10 anni, circa 46 mila unità. In questa ottica, è molto importante avere previsto nel Patto per la Salute e nel Decreto Fiscale per il 2020 il superamento del limite posto con l’articolo 11 del DL “Calabria” relativo alle risorse destinate all’incremento delle dotazioni organiche rispetto al 2018. Senza questa modifica, le Regioni in piano di rientro avrebbero impiegato decenni per recuperare il personale perso dal 2009 in avanti. In sostanza, si è deciso di portare la disponibilità economica dal 5% attuale al 15% dell’aumento del finanziamento del fondo sanitario regionale rispetto all’anno precedente.
 
Per essere realmente efficace, tale incremento percentuale deve associarsi ad un aumento della quota corrente del FSN  mantenuto nel tempo. In presenza di uno sblocco largo delle assunzioni, per far fronte alla carenza attuale e futura di specialisti deve essere rapidamente emanato il regolamento quadro inter-ministeriale che permetta una attuazione omogenea della norma contenuta nell’articolo 12 del DL “Calabria” favorendo, con le integrazioni introdotte nel Patto per la Salute,  l’assunzione a tempo determinato degli specializzandi del 3°, 4° e 5° anno con un contratto di lavoro a tempo parziale collegato a quello dell’Area della Dirigenza sanitaria. Ad oggi sono circa 13.000 i medici in formazione interessati e rappresentano, insieme con i circa 15.000 specializzati degli ultimi tre anni, una platea adeguata per tamponare la prima ondata pensionistica che avremo entro il 2022.
 
Il risparmio sui contratti di specializzazione, a seguito dell’assunzione degli specializzandi da parte delle Regioni, associato comunque ad un ulteriore finanziamento statale, permetterà di incrementarne il numero a partire dall’anno accademico 2020/2021  ad almeno 11.000/11.500, di cui 10.000/ 10.500 statali, tra contratti strutturali e non,  e 1000 regionali. Innescando tale circolo virtuoso si comincerebbe a rispondere alle attese dei medici intrappolati nell’imbuto formativo, circa 8 mila, destinati altrimenti ad incrementare nei prossimi anni per l’arrivo alla laurea degli studenti iscritti dalla magistratura amministrativa. L’aumento degli specializzandi e del numero dei futuri specialisti aiuterà ad affrontare la seconda ondata di pensionamenti che avremo dal 2023 in avanti. Se si vuole, questi provvedimenti rappresentano l’anticipo di una riforma della formazione post lauream   in cui lo specializzando si possa formare per la parte teorica nell’università (primo biennio) e per la parte pratica degli anni successivi negli Ospedali del SSN (Learning Hospital) con stipendi adeguati e tutele previdenziali e sindacali più ampie.

Se si vuole fermare la fuga verso l’estero dei giovani laureati, è fondamentale recuperare il gap oggi esistente tra le remunerazioni dei medici e dirigenti sanitari  nel nostro Paese e quelle del  resto dell’Europa occidentale, valutabile mediamente in oltre 40 mila € lordi per anno. Sotto il profilo della valorizzazione economica del nostro lavoro, dopo la firma del Ccnl 2016/18, può aiutare l’avvio in tempi rapidi della trattativa per la chiusura del contratto 19/21.  Chiediamo, inoltre,  a tutte le forze parlamentari l’approvazione dell’articolo 25 del “Milleproroghe” che agendo in deroga all’articolo  23, comma 2,  del D.lgs 75/2017,  permette il ritorno nei fondi accessori,  in un arco di tempo che va dal 2020 al 2026, della cosiddetta Retribuzione Individuale di Anzianità (RIA). 
 
Si tratta di una prima ricaduta positiva della firma avvenuta il 19 dicembre scorso del contratto  di lavoro dopo 10 anni di blocco. Finalmente si potranno utilizzare risorse aggiuntive  per poter completare l’armonizzazione dei fondi accessori, premiare il merito e remunerare il disagio. La defiscalizzazione della produttività aggiuntiva,  già concessa al lavoro privato e agli insegnanti pubblici, rappresenta una ulteriore leva per incrementare la remunerazione  dei professionisti, mettendo al servizio dell’abbattimento delle liste di attesa milioni di prestazioni in più certe e non aleatorie. Così come la rivalutazione dell’indennità di esclusività, ferma sostanzialmente ai suoi valori originari  del 2000 con uno svilimento del valore economico valutabile in oltre il 40%.
 
In definitiva, ci attendiamo  per il 2020  un insieme di misure per migliorare il lavoro negli ospedali e nel SSN,  per renderlo attrattivo per i giovani ed i meno giovani riducendone la precarizzazione e migliorandone la qualità e i suoi contenuti economici. Un processo già meritoriamente avviato dal Ministro Speranza per ridare valore al lavoro nel SSN.

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