Dicono di noi
20/12/2016

Altri articoli - Anno 2016

20 dicembre 2016
FABBISOGNI nel dimenticatoio - IL SOLE 24 ORE SANITÀ N. 47-48/2016
Inerzia e mancata programmazione centrano l'obiettivo di fiaccare il Ssn. Intervento di Giuseppe MONTANTE, Vice segretario Nazionale e responsabile nazionale politiche contrattuali Anaao Assomed leggi l'intervento

16 novembre 2016
Dalla Legge di Bilancio capiremo se il servizio pubblico ha un futuro - Giorgio Cavallero (COSMED) su QUOTIDIANO SANITA'
I provvedimenti di decurtazione del salario accessorio dei dipendenti pubblici dei precedenti governi anche in presenza di una riduzione del numero degli occupati devono essere revocati, sostiene il Segretario Generale COSMED, per restituire dignità a quanti con organici ridotti devono mantenere la produzione di beni e servizi. Queste assurde misure di austerità non solo non hanno prodotto alcun risparmio, ma hanno ulteriormente depresso la produttività. leggi l'intervento

15 novembre 2016
DDL responsabilità professionale: senza le risorse necessarie impossibile gestire il rischio, di Gabriele Gallone - Il Sole 24 ore Sanità n. 42/2016
"Temo - si legge nell'intervento del componente dell'Esecutivo Anaao e Presidente della Fondazione Pietro Paci - che la gestione del rischio clinico debba prima partire dagli errori della politica che continua a credere di potere innovare senza mai investire nulla. Così com’è il risk management sarà fallimentare. Sul recupero delle risorse necessarie si gioca un altro pezzo di credibilità del Ministero della Salute. leggi l'intervento

14 ottobre 2016
Cosa c’è veramente dietro quella morte al San Camillo - QUOTIDIANO SANITA'
Una sanità che cade a pezzi e che non ha la forza e la voglia di riparare e di curare le sue strutture, dentro e fuori. Una sanità che si limita a mandare ispettori alla ricerca di un facile capro espiatorio. Lettera al direttore del quotidiano online di Francesco Medici, Consigliere nazionale Anaao Assomed

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12 ottobre 2016

Troise (Anaao): “C’é ancora speranza per la sanità pubblica e per i suoi Medici?” - QUOTIDIANO SANITA'

Senza risorse per la sanità ed i contratti, mobilitazione e scioperi saranno inevitabili figli delle scelte politiche riguardanti il SSN ed i destini dei suoi Medici. Senza risposte al suo futuro, alla sanità toccherà votare al buio, con il rischio che a decidere sia la pancia più che la testa.

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10 ottobre 2016

Intramoenia. Dati Relazione al Parlamento spazzano via molte “leggende metropolitane” - QUOTIDIANO SANITA'

Confermato che non c’è alcuna relazione con le liste d’attesa. L’attività istituzionale resta ampiamente prevalente rispetto a quella libero professionale. Ma soprattutto l’intramoenia si conferma capace di intercettare prestazioni aggiuntive per l’azienda  che altrimenti andrebbe ad alimentare il settore privato. Intervento di Carlo PALERMO, Vice Segretario Nazionale VIcario

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06 ottobre 2016

I medici del San Camillo: “Sono anni che denunciamo una situazione intollerabile. Ma nessuno ha fatto nulla” - QUOTIDIANO SANITA'

Oggi la sofferenza di un figlio che ha dovuto assistere alla fine del proprio Padre nelle condizioni disumane del nostro Pronto Soccorso, che da anni denunciamo, mostrata senza veli, forse scuoterà qualcuna delle coscienze fino ad oggi sorde ad ogni nostro appello. Intervento di Sandro Petrolati (Segretario Anaao Assomed Azienda San Camillo Forlanini di Roma) su QUOTIDIANO SANITA'

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05 ottobre 2016

INTENSITA' DI CURE: il decollo è bloccato - ABOUTPHARMA

Nel numero di ottobre del magazine è pubblicata l'intervista a Carlo Palermo (Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed) che ribadisce la posizione dell'Associazione "La Idc così com’è – mal si adatta alle nostre strutture ospedaliere".

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28 settembre 2016

L’Intramoenia non è la causa delle liste d’attesa. E regioni come il Veneto o l’Emilia Romagna lo dimostrano - QUOTIDIANO SANITA'

La relazione negativa tra libera professione e tempi d’attesa esiste solo in una visione truffaldina dell’attività professionale medica. E se queste due linee si incontrano è solo per colpa del sistema di organizzazione ed erogazione delle prestazioni o di carenze del sistema di controllo. Intervento di Carlo PALERMO (Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed)

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14 settembre 2016

Il sistema sanitario Inglese è in crisi nera. Ma da noi è peggio - QUOTIDIANO SANITA'

Gabriele Gallone, componente Esecutivo Nazionale Anaao Assomed) sottolinea le inefficienze del sistema sanitario inglese evidenziandone 3 grandi problemi: sottofinanziamento, inefficienza organizzativa ed erogazione di prestazioni inappropriate. Una situazione non dissimile da quella italiana. Con la differenza che da noi certe statistiche sull'efficienza del SSN ce le sognamo e che proprio grazie a questo il progressivo affondamento del nostro sistema sanitario viene regolarmente parcellizzato in episodici reports giornalistici senza offrire mai una reale visione d’insieme.

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01 settembre 2016

Nuovi contratti, Cavallero (Cosmed): «L’Abc per sedersi al tavolo» - SANITA'24

Ripristino dei fondi aziendali, detassazione e decontribuzione del salario variabile e degli aumenti contrattuali come avviene nel privato, welfare aziendale. È questo l’Abc per un rinnovo contrattuale accettabile dei medici Ssn. Per recuperare, almeno in parte, il terreno perduto. Lo sottolinea Giorgio Cavallero, segretario generale della Cosmed, Confederazione sindacale medici e dirigenti

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26 agosto 2016

Il terremoto e la priorità della messa in sicurezza degli ospedali

Lettera al Direttore di QUOTIDIANO SANITA', di Concetta Liberatore, Medico Oncologo Montepulciano, Siena  (iscritta Anaao Assomed)

Gentile direttore,
un fiume di parole scorre dall'altra notte, dai media e dai social network. Il dolore, il terrore unito alla morte e lo sgomento che si percepisce sui volti di chi è stato colpito dal sisma, che piange i familiari e li cerca tra le pietre cadute, in uno scenario di polvere e di sangue che cancella la bellezza paesaggistica e architettonica di quei luoghi che ora sono nelle mani di tutti coloro che stanno operando incessantemente per offrire solidarietà e scavare tra le macerie,  nella speranza di contenere al minimo possibile il numero dei morti colpiti da questo immane disastro.

Lo sento particolarmente forte e intenso il sentimento di angoscia di una mamma che teme la perdita del proprio figlio. E ancor di più in qualità di medico, impotente di fronte ad un simile dramma, dal quale il proprio figlio per fatalità è stato risparmiato, insieme ad altri coetanei ospiti nella casa  vacanza di Santa Giusta, di proprietà della Diocesi di Montepulciano- Chiusi - Pienza, a pochi chilometri dal centro abitato di Amatrice, dove nei periodi estivi, i nostri ragazzi amano giocare liberi e sereni, immersi nella magica atmosfera della campagna reatina, sotto la guida di don Carlo Sensani, parroco della nota località termale di Chianciano Terme, in provincia di Siena.

In un ritmo incessante e a tratti caotico, le parole e le visioni che percepisco sembrano paradossalmente irreali al cospetto di un evento che, nostro malgrado, siamo costretti a subire come calamità naturali e cicliche della Terra.

Ecco che la splendida azione umanitaria della macchina dei soccorsi, messa su dalla nostra Regione ci riporta alla realtà, rendendoci partecipi energicamente di questo incubo, in cui la quotidianità sembra aver lasciato spazio ad uno scenario dove il pianto e il riso dei sopravvissuti sono separati da un labile confine.
 
Se da una parte è vero che i fenomeni sismici rientrano nell'ambito dell’imprevedibilità degli eventi, nonostante il qualificante intervento della tecnologia moderna che cerca in ogni modo di ridurne i margini, ritengo che sia indispensabile, perché questo sì può essere considerato fattore di prevenzione, che il governo intervenga più energicamente a favore delle località a elevato rischio sismico, al fine di stanziare i fondi necessari per consentire una vera riedificazione e messa in sicurezza di tutte le abitazioni esistenti e degli ospedali locali che devono essere in grado di fornire l'assistenza medica necessaria alle popolazioni colpite in questi drammatici frangenti.

Concetta Liberatore
Medico Oncologo Montepulciano, Siena 

05 agosto 2016

C’è del marcio in Danimarca. La relazione pericolosa tra Università e Regioni - Intervento di C. Troise su QUOTIDIANO SANITA'

Nella maggior parte dei Paesi Europei le facoltà di Medicina rappresentano scuole separate e distinte dal resto dell' Università. In Italia il condizionamento e il peso delle facoltà di Medicina sulla vita della Sanità, e delle Università, è diventato insostenibile, per cui è urgente e necessario ricollocare nel sistema sanitario, e nei suoi vincoli, anche economici, i policlinici a gestione diretta e le aziende integrate.  

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03 agosto 2016

Atto di indirizzo e rinnovo contratti. Il piatto piange ma stiamo al gioco - QUOTIDIANO SANITA'

Il rinnovo contrattuale è sul triennio, ci sono tre finanziarie di mezzo e ci sono soluzioni intelligenti per governarlo, a cominciare dalla modifica dell’impianto legislativo di spoliazione dei fondi e della RIA. La legge restituisca potere alla contrattazione, con atti di legge che lo prevedano. Ne guadagna un sistema di governance condiviso che resta la via maestra per puntare sulla motivazione del personale e ridare quello slancio al Servizio Sanitario Nazionale. Intervento di Gianfranco Rivellini Consigliere Nazionale Anaao Assomed.

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29 luglio 2016

Se rinasco faccio il dirigente Rai! - Lettera al Direttore di QUOTIDIANO SANITA'

di Gerardo Anastasio (Cardiochirurgo Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana - Segretario Aziendale e componente Direzione Nazionale Anaao Assomed)

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29 luglio 2016

Rinnovo del contratto della dirigenza del ruolo sanitario. Nei prossimi mesi si farà sul serio? QUOTIDIANO SANITA'

Giuseppe Montante (Vice Segretario Nazionale e responsabile politiche contrattuali Anaao Assomed): la “mission” attribuita dal Comitato di Settore a questo rinnovo contrattuale, secondo l’interpretazione esplicitata nell’articolo di Alessi e Proia su Quotidiano Sanità (ridare la giusta motivazione professionale al personale del Ssn), pare interessante e largamente condivisibile. Ma se alle parole seguiranno i fatti lo sapremo solo quando inizierà la trattativa vera

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27 luglio 2016

La "giusta" motivazione del personale. Lettera al direttore di QUOTIDIANO SANITA' di Fabio Florianello, Presidente Consiglio Nazionale Anaao Assomed

Nella lettera al direttore del quotidiano online, Florianello commenta la recente presa di posizione di due esponenti del Comitato di Settore Regioni- Sanità, Renzo Alessi e Saverio Proia, sull'atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale e in particolare sul personale del Ssn.

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21 luglio 2016

Assistenza in Pronto Soccorso: come in Acea - Lettera di Francesco Medici (Consigliere Nazionale Anaao Assomed) al Direttore di QUOTIDIANO SANITA'

Tutto quanto riportato e tanto altro ancora non è frutto di fantasia ma quanto realmente accaduto al Ospedale San Camillo Forlanini il giorno 28 giugno 2016 dalla ore 8 alle ore 20 ai codici verdi del Pronto soccorso.

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15 luglio 2016

Si curi chi può - QUOTIDIANO SANITA'

Le profonde diseguaglianze tra i cittadini italiani nella esigibilità del diritto alla salute garantito dalla Costituzione, effetto della crisi, ma anche di scelte politiche ed amministrative, sono in rapido incremento. Si intravedono nuove faglie di rottura non solo tra Nord e Sud del Paese, ma tra centro e periferia della stessa città metropolitana o dello stesso comprensorio regionale.
Intervento di Carlo Palermo (Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed) 

15 LUG - L’orario di lavoro UE e le assunzioni straordinarie di personale sanitario sono tornati al centro del dibattito politico per una interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle alla Camera alcuni giorni addietro. Alle contestazioni sui ritardi di quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2016 in tema di assunzioni straordinarie, ha risposto il Sottosegretario Vito De Filippo affermando che “Non ci sembrano ad oggi sussistere casi generalizzati di violazione delle disposizioni sull'orario di lavoro e, pertanto, eventuali ipotesi che si potrebbero accertare nel corso dei prossimi mesi di una non corretta applicazione sono verosimilmente circoscritte a casi isolati sul territorio nazionale".
 
Ci sia permesso di dissentire da tale affermazione. Dalle segnalazioni che riceviamo da tutta Italia possiamo affermare che nella maggioranza delle Aziende sanitarie la normativa UE sull’orario di lavoro è largamente disattesa e che le inadempienze si sono accentuate nelle ultime settimane per poter garantire le ferie estive al personale.

La deriva intrapresa dalle Aziende per cercare di rientrare nei parametri europei dell’organizzazione del lavoro è molto pericolosa consistendo in una decurtazione importante nella quantità di servizi sanitari offerti alle popolazioni di riferimento. Per evitare i turni mattino/notte, notte/mattino o notte/pomeriggio, tutti illegittimi, si tagliano gli ambulatori e altre attività ospedaliere che prima erano garantite con queste turnazioni e con il lavoro straordinario dei medici, spesso nemmeno retribuito.
 
Dopo il taglio dei posti letto (-26.000 negli ultimi 6 anni), del personale (-25.000 addetti tra medici e infermieri dal 2009) che già hanno determinato un deterioramento quali/quantitativo dei servizi erogati ai cittadini, ora si tagliano direttamente gli orari dedicati alle attività sanitarie invece di procedere alle assunzioni necessarie (almeno 6.000 medici secondo i nostri calcoli).
 
Nemmeno ci convince la proposta di applicare in tempi brevi e in modo stringente il Decreto del Ministero della Salute 70/2015 per eliminare “situazioni di ridondanza, di duplicazioni delle strutture e anche di non programmazione della rete ospedaliera”.
 
Come abbiamo sostenuto a suo tempo nel documento di analisi del decreto, pubblicato su QS e inviato al Ministero, per quanto riguarda gli ospedali sedi di Pronto Soccorso con una popolazione di riferimento posta tra 80.000 e 150.000 abitanti, gli standard indicati rappresentano, di fatto, un ritorno ad una organizzazione ospedaliera primordiale, riscontrabile in Italia negli anni 70’-80’.
 
Basta fare il confronto tra le funzioni garantite oggi negli ospedali zonali, per esempio della Toscana, e la scarna dotazione di UU.OO. che si propone nel Regolamento nonché valutare i riferimenti di popolazione esageratamente elevati per istituire una Unità Operativa specialistica (per esempio Cardiologia, Terapia intensiva, Malattie infettive, Geriatria).
 
E’ inimmaginabile oggi ipotizzare ospedali che abbiano un accesso al P.S. superiore a 25.000/30.000 utenti per anno senza una guardia cardiologica e rianimatoria h 24 e letti di terapia intensiva e sub-intensiva gestiti in modo multidisciplinare. Gli eventi cardiovascolari maggiori, le gravi insufficienze respiratorie, gli stati di shock, le sepsi rappresentano le principali urgenze mediche che un P.S. affronta (l’accesso di pazienti con patologia cardiovascolare rappresenta circa il 15-20% del totale).
 
Non avere uno specialista esperto nelle tecniche rianimatorie o nella clinica delle malattie cardiovascolari, e reparti adeguati per affrontare l’emergenza/urgenza, significa solamente condannare a morte un discreto numero di cittadini ogni anno, soprattutto se le distanze dai centri maggiori sono superiori ai 60 minuti! In un ospedale siffatto sarebbe praticamente impossibile curare persone con necessità di assistenza complessa, come potrebbe essere il caso di malati che richiedano di vicariare funzioni vitali compromesse.
 
Qualsiasi altro tipo di attività più impegnativa rispetto alla erogazione minimale di assistenza e cure prevista dal Regolamento, sarebbe, dal punto di vista qualitativo, al di sotto di standard assistenziali accettabili per cui non è chiara nemmeno la necessità di definire per “acuti” una simile funzione ospedaliera. Sarebbe un ulteriore passo verso la desertificazione delle strutture,  questa volta non solo nelle regioni in piano di rientro ma in quelle più avanzate in tema di organizzazione della rete ospedaliera.
 
E così, con impeto iconoclasta, si tagliano le Unità operative complesse, andando anche oltre i limiti previsti dal Decreto ministeriale 70/2015. Si dimentica che i reparti, come afferma Ivan Cavicchi, non sono catene di montaggio ma sistemi complessi dove etica, relazioni umane, tecnica, scienza, economia e organizzazione si mischiano per raggiungere faticosamente un equilibrio che va presidiato e mantenuto quotidianamente con un impegno costante.
 
Le profonde diseguaglianze tra i cittadini italiani nella esigibilità del diritto alla salute garantito dalla Costituzione, effetto della crisi, ma anche di scelte politiche ed amministrative, sono in rapido incremento. Si intravedono nuove faglie di rottura non solo tra Nord e Sud del Paese, ma tra centro e periferia della stessa città metropolitana o dello stesso comprensorio regionale. Esiste un gradiente economico evidente in tutte le regioni, per cui le classi sociali a basso reddito sono anche quelle che più frequentemente rinunciano alle cure. Con effetti che cominciano a vedersi nell’aspettativa di vita, nella mortalità e morbilità, nella iniquità di accesso ai servizi sanitari, nelle possibilità di tutela della salute.
 
Le diseguaglianze legate alla zona di residenza e al reddito contribuiscono a ridurre la coesione sociale, specie nei periodi di crisi. “Si curi chi può” sembra essere il motto di questi tempi economicamente disastrati. Mentre la spesa privata per la tutela della salute raggiunge i 33 miliardi di €, il 10% della popolazione non si cura ed il 7% si indebita per curarsi. Percentuali che aumentano con il diminuire del reddito, cioè nelle stesse regioni dove il finanziamento pro capite pubblico è più basso e nelle stesse fasce sociali dove più carente è il welfare. Nelle periferie urbane e nelle regioni sottoposte ai piani di rientro in cui il voto politico si alimenta di protesta e rabbia.
 
Il Movimento 5 Stelle cavalca legittimamente le ricadute pesanti sotto il profilo sociale degli errori nel campo delle politiche sanitarie. La Calabria rappresenta l’esempio attuale più eclatante. Inspiegabilmente nel dibattito politico odierno condotto sui media nazionali la sanità continua ad essere desaparecida, se non come costo da tagliare o cronaca giudiziaria, scomparsa dall’agenda del Governo o delle amministrazioni, perché scomparsa da quella dei partiti al governo, nazionale e locale.
 
Ma così facendo i partiti di governo rischiano di perdere il sostegno degli italiani. Con forza dirompente, uscita dalla porta, la salute rientra dalla finestra del voto di protesta e di richiesta di cambiamento.Il recente voto delle amministrative registra un arretramento del partito di governo, a Milano come a Roma e Napoli, nelle periferie urbane. Laddove, cioè, si segnala maggiore emarginazione sociale ed aumento delle diseguaglianze, anche per i servizi sanitari e gli indicatori di salute. Non è arrivato il momento di cambiare verso?
 
Carlo Palermo
Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed

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05 luglio 2016

LEA: l'Anaao commenta la bozza di DPCM. Aspettando Godot il nuovo diventa già vecchio - IL SOLE 24 ORE SANITA'

Sulle pagine del settimanale (n. 26/2016) Mario LAVECCHIA, Vice Segretario Nazionale dell'Associazione, chiarisce quali dovrebbero essere i tre requisiti per i nuovi Lea: appropriatezza, esigibilità e sostenibilità. Ma la novità di un aggiornamento che tenga conto del mutare delle condizioni sociali e sanitarie del Paese rischia di infrangersi contro le lentezze dei decisori. 

Febbraio 2015: il Ministro Lorenzin annuncia il varo dei nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea). Poi la Legge di stabilità 2016 apriva il tormentone sulla congruità del fondo sanitario per garantire gli oneri derivanti dalla loro applicazione. Passano i mesi e tutti sono convinti che oramai è fatta per nuovi Lea. Alcuni giorni fa, però, il Ministro Lorenzin sollecita le Regioni a dare la loro approvazione ai nuovi Lea. Immediata la risposta del Presidente della Conferenza delle Regioni che consiglia di aspettare l’ok del Mef.
Aspettando Godot, è lecito chiedersi quali dovrebbero essere le caratteristiche dei nuovi Lea. Riteniamo necessari almeno tre requisiti: appropriatezza, esigibilità e sostenibilità.
Appropriatezza vuol dire prevedere servizi e prestazioni efficaci, e non ridondanti, nel dare risposte ai reali ed essenziali bisogni di salute espressi dai cittadini. Già questo crea i primi problemi. I sistemi sanitari regionali offrono risposte diverse agli stessi bisogni espressi e possono, in forza delle modifiche del titolo V della Costituzione, dare, con fondi propri, prestazioni e servizi aggiuntivi ai Lea. A loro volta i cittadini esprimono nella richiesta di servizi e prestazioni priorità diverse. Queste differenze dovrebbe governare la Politica e, visto che la politica la fanno le persone, il Ministro di turno e gli Assessori Regionali. Magari in accordo tra di loro.
La seconda caratteristica è la garanzia che, una volta approvati, i Lea siano esigibili allo stesso modo in tutte le aree del Paese, indipendentemente dal luogo in cui il cittadino risieda o si trovi nel momento del bisogno. Ed indipendentemente dal reddito disponibile. Anche a questo deve dare risposte certe la politica.
Terzo ed ultimo, ma non in ordine di importanza, la sostenibilità dei nuovi Lea, declinata sotto due aspetti fra loro inscindibili, quello economico e quello organizzativo. Sull’aspetto economico, dopo 17 mesi dalla loro enunciazione, assistiamo impotenti a un balletto di responsabilità fra Ministro della salute, Mef, Regioni: una gara a chi rimane con il cerino in mano. Servono 2 miliardi di euro per finanziare i nuovi Lea? Sono sufficienti gli 800 milioni previsti nella Legge di stabilità? Forse bastano 416 milioni? E ancora una volta si potrebbe discutere la congruità del fondo sanitario previsto nella Legge di stabilità, senza dimenticare la corsa ad un livello di spesa che non superi il 6,5% del Pil. L' altro aspetto della sostenibilità è quello organizzativo, o, come oramai si dice, l'individuazione dei Leo (livelli essenziali organizzativi), cioè la quantità, e qualità, di personale, medici in primis, cui tocca garantire la erogazione dei Lea. Anche sul legame indissolubile fra Lea e Leo si è scritto molto e fatto poco, ed in varie parti anche male, assumendo come priorità le ragioni economiche, o di altro genere, piuttosto che quelle di salute. Alla faccia della centralità del cittadino!
Una revisione dei Lea è certo necessaria, essendo mutate le condizioni epidemiologiche, le esigenze dei cittadini, lo sviluppo dei servizi sanitari regionali, alcuni dei quali alle prese con piani di rientro, i parametri economici. La novità di un aggiornamento che tenga conto del mutare delle condizioni sociali e sanitarie del Paese rischia di infrangersi, però, contro le lentezze dei decisori. Cittadini e operatori hanno il diritto di avere risposte certe in tempi certi, prima che il nuovo diventi vecchio.

 

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05 luglio 2016

Formazione dei medici post laurea, chi ha paura della concorrenza? Intervento di Francesco Medici (Consiglio Nazionale Anaao Assomed) su SANITA'24

"Non voglio entrare nel dibattito su come sono fatte le selezioni, sul clientelismo, su parentopoli o altro, non scoprirei nulla e aggiungerei qualunquismo a qualunquismo.
Quello che risulta chiaro è che non è vero neanche lontanamente che i migliori, quelli più adatti a formare, quelli con maggiori titoli scientifici siano solo nelle Università. Li troveremo ovunque (spesso purtroppo anche all'estero)".

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04 luglio 2016

E se si votasse per la SSNexit? - QUOTIDIANO SANITA'

Come voterebbe il popolo italiano per un SSNexit? Le riflessioni di Francesco Medici (Consigliere Nazionale Anaao Assomed) nella lettera al Direttore del quotidiano online.

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30 giugno 2016

Fabbisogni, Anaao: “Ecco come superare l’impasse in quattro step” - SANITA’24

Nell'intervento di Giuseppe Montante, Vice Segretario Nazionale Anaao Assomed, le proposte per l'individuazione corretta del fabbisogno di personale sanitario e, in particolare, di medici dipendenti, per risolvere una delle criticità che maggiormente affligge negli ultimi anni il Ssn.

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30 giugno 2016

Un unico inquadramento per l’Emergenza territoriale - La posizione dell'Anaao su QUOTIDIANO SANITA'

Per Sandro Petrolati, Coordinatore commissione nazionale emergenza Anaao Assomed, il settore richiede un “gioco di squadra”, come insegnano le linee guida di tutte le società scientifiche, e per essere squadra occorre per prima cosa avere tutti la stessa maglia, seppur con ruoli differenti, cioè appartenere tutti ad un unico inquadramento giuridico: quello della dipendenza dal Ssn.

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24 giugno 2016

Precari Regione Lazio: la svolta voluta dall'Anaao - QUOTIDIANO SANITA'

Per Eleonora Albanese, membro dell'esecutivo nazionale, occorre ora che le Aziende elaborino con immediatezza i richiesti Piani di Stabilizzazione, che debbono contenere tutto il personale precario a prescindere dal tipo di rapporto, ed avviino, coordinati dalla regione, la fase concorsuale prevista dal DPCM, da concludere entro il 31 dicembre di questo anno, e dalla legge di stabilità, da concludere auspicabilmente entro il 31 dicembre 2017". 

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22 giugno 2016

Tutte le bufale sugli errori clinici. IL SOLE 24 ORE SANITA'

La spasmodica attenzione a numeri spesso di fantasia e la caccia al colpevole ostacolano i progressi. Intervento di Gabriele GALLONE (Esecutivo Nazionale Anaao Assomed e Presidente FPP)

La ricetta: stanare i difetti di sistema, creare checklist e promuovere segnalazioni anonime

Negli Stati Uniti gli eventi avversi conseguenti ad errori sanitari provocherebbero almeno 200.000 morti l’anno. Il recente articolo comparso sul British Medical Journal (BMJ 2016;353:i2139) rinfocola la ciclica attenzione che i media dedicano a tali statistiche. La spasmodica attenzione a tali numeri è gravate da numerose false assunzioni:
1) Nell’immaginario collettivo si ritiene erroneamente che gli tutti eventi avversi siano sinonimo di decessi o di gravissimi danni ai pazienti. La tipologia di errori sanitari di cui si occupano periodicamente i media sono solo una parte di essi. Un classico esempio di “availability bias” che distorce la percezione della realtà.
2) Gli eventi avversi sono ritenuti sempre conseguenza di errori del singolo medico, del singolo infermiere o al limite di una ristretta equìpe di sanitari. In realtà molti di questi aventi avversi sono correlati a patologie per le quali il cosiddetto “colpevole” non è individuabile neppure con uno straordinario sforzo dei magistrati. Stiamo parlando, ad esempio, delle infezioni ospedaliere, dalle complicazioni che emergono per problemi organizzativi (l’ambulanza che gira a vuoto senza trovare un posto letto), di eventi dovuti a cattiva manutenzione delle apparecchiature, di carenza di personale,  e via discorrendo. 
3) Gli eventi avversi sono ritenuti per definizione prevenibili. Niente di più sbagliato. Gli eventi avversi non possono essere sempre evitati. Gli esempi si sprecano: la reazione mortale ad un mezzo di contrasto, pur rara, è sempre possibile, la trombosi venosa profonda, pur con i giusti dosaggi dei giusti farmaci e con altre metodiche, non può essere sempre evitata, nella chirurgia del cancro del colon, pur seguendo alla perfezione le linee guida riconosciute, una percentuale non irrilevante dei pazienti contrae comunque una infezione.
4) Le pubblicazioni scientifiche che “sparano” numeri sul numero di morti per errori sanitari vengono ritenute sempre affidabili.  Ciò è falso. Nel 2013, era uscito un altro lavoro (James, J. T. Journal of Patient Safety, 9(3), 122–128. 2013) in cui si affermava che il numero di morti per eventi avversi in ospedale oscillava tra 210.000 e 440.000 ogni anno. La estrapolazione era basata sul numero di decessi emersi in 4 studi diversi. Ora un piccolo test: quanti erano i morti in questi 4 studi su cui si è basato questo calcolo? Risposte possibili: a) 38 b) 380 c) 3.800 d) 38.000 e) 380.000. Al fondo dell’articolo troverete la risposta.
5) Essendo già queste analisi deficitarie dal punto di vista del metodo è assolutamente “diabolico” ricavarne dati da dare in pasto alla opinione pubblica. Bisogna infine ricordare che le statistiche di questi due ultimi studi provengono dagli USA, dove una delle principali cause di morte,  non riportata dalle statistiche ufficiali, è la mancanza di una assicurazione sanitaria (circa 45.000 morti l’anno). Derivare il numero di morti per errori sanitari su base proporzionale al numero dei ricoveri effettuati in Italia è un abominio epidemiologico e statistico.  La bufala dei “90 morti al giorno in Italia”, comparsa a più riprese dal 2004 al 2006, ne è la dimostrazione peggiore.
Sgombrando il campo dalle zoppicanti approssimazioni e dalla furia giustizialista che ne consegue, nessuno può negare che il problema esista e sia rilevante. Ma non credo che l’aviazione civile mondiale si sia baloccata a lungo a contare il numero dei morti (quelli sì, verificabili e certi) se non per misurare nel tempo i progressi ottenuti in seguito ad una straordinaria dedizione a scovare i difetti del sistema, la creazione di checklist e lo stimolo a incrementare le segnalazioni anonime degli operatori. 
Esistono anche sistemi sanitari dove l’errore è una risorsa (l’NHS inglese è uno di questi). Dal 2003 il NRLS inglese (National Reporting Learning System) ha raccolto 4 milioni di “incident reports” avvenuti nel sistema sanitario inglese. Non affaticatevi a cercare tale numero in Italia. Non esiste. In Italia, per ogni caso “eclatante” di malasanità (o supposto tale), si muovono magistrati, carabinieri, medici legali, direzioni sanitarie, Ispettori ministeriali. Un esercito di persone il cui scopo preponderante e trovare “chi” ha sbagliato. Nel nostro Paese è preponderante il metodo della “mela marcia” ritenendo che eliminando il responsabile dell’errore si possano ridurre gli errori sanitari. Un metodo fallimentare come ribadito più volte dagli esperti del settore. Questo è il solo il modo migliore per sotterrare le falle organizzativo-relazionali sistemiche di cui non è mai responsabile nessuno e che continuano a favorire invece l’errore umano. 
La risposta al test è la lettera a). Erano 38 i decessi su cui si basava la estrapolazione di 210.000-400.000 morti l’anno per eventi avversi negli USA.

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20 giugno 2016

Lazio. Precari. Anaao a Regione: “Ora risposte conclusive ed azioni immediate per stabilizzazione“ - QUOTIDIANO SANITA'

Il sindacato torna a chiedere “un’intesa che definisca uno scenario che dia risposte definitive ed esaustive al problema del precariato dei medici e dei dirigenti sanitari nel Lazio“. Eleonora Albanese (Esecutivo Nazionale Anaao Assomed con delega alle questioni del precariato sanitario): “Andremo avanti con tutti gli strumenti a nostra disposizione sino a che non avremo vinto, nell’interesse dei cittadini e del sistema di tutela della salute“.

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07 giugno 2016

Quali prospettive per un nuovo Ccnl della dirigenza del ruolo sanitario - IL SOLE 24 ORE SANITA'

Sull'ultimo numero del settimanale (n. 22/2016) il vice segretario nazionale Giuseppe MONTANTE fa il punto sul prossimo rinnovo contrattuale presentando le proposte dell'Associazione.

leggi l'intervento pubblicato anche su DIRIGENZA MEDICA n. 5/2016

leggi l'intervento pubblicato su Il Sole 24 Ore Sanità (accesso riservato)

10 maggio 2016

Ricerca sanitaria e precari. Le luci e le ombre della proposta Lorenzin - QUOTIDIANO SANITA'

Primo incontro ieri tra Ministero e Sindacati per tentare di sciogliere il nodo del personale precario della ricerca sanitaria. Sul tavolo la proposta Lorenzin basata su uno schema di carriera piramidale per i ricercatori con contratti fino a 15 anni. Intervento di Eleonora Albanese (Esecutivo Nazionale Anaao Assomed)

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03 maggio 2016

Orario di lavoro europeo. Tempo massimo settimanale, libera professione, sicurezza delle cure. Ecco come regolarsi in attesa del contratto - QUOTIDIANO SANITA'

Con l’entrata in vigore delle disposizioni europee restano aperte alcune questioni importanti sulle quali è urgente fare chiarezza. Sia in vista del prossimo rinnovo contrattuale che in previsione di iniziative unilaterali di Regioni e Asl, soprattutto sui limiti orari che si vorrebbero imporre alla libera professione. Intervento di Carlo Palermo (Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed)

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27 aprile 2016

I medici e la riforma Fornero - QUOTIDIANO SANITA'

Poter uscire dal lavoro prima in quanto si sono esercitate attività che possiamo non definire usuranti da di maggiore complessità, prevedere un prepensionamento volontario superati i 62 anni di età con modiche penalizzazioni previdenziali, il part time con possibilità contestuale di assunzione di medici più giovani. Le riflessioni di Francesco Medici, Consigliere Nazionale Anaao Assomed

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22 aprile 2016

La formazione dei medici non è proprietà privata dell’Università: è un bene comune - SANITA'24

Il recente intervento del prof. Lenzi su Sole 24 ore-Sanità descrive un mondo sanitario perfetto - commenta Costantino Troise Segretario Nazionale Anaao Assomed, dal sistema formativo, a monopolio universitario, a quello assistenziale, di cui l'università è tanta parte, ed in continua espansione.

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11 aprile 2016

Ma l’intramoenia è di destra oppure... di sinistra? - SANITA'24

Intervento di Francesco Medici (Dea - Pronto soccorso Ospedale san Camillo Forlanini di Roma, consigliere nazionale Anaao Assomed)

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08 aprile 2016

La formazione specialistica e la sindrome del Gattopardo dell’Università italiana - QUOTIDIANO SANITA'

Imbuto formativo, età avanzata di ingresso nel mondo del lavoro, prodotto finale  grezzo, nemmeno semilavorato. Queste le tre principali criticità della formazione specialistica italiana. Contro le quali da parte delle Università prevale la logica del gattopardo. Raccontandoci che è già cambiato tutto per non cambiare niente, distribuendo demagogia e retorica  giovanilista a piene mani ed agitando spauracchi, per  mantenere un sistema che  oggi dà più lavoro a giudici ed avvocati di quanto ne dia ai medici, spinti alla fuga. Lettera del Segretario Nazionale Anaao Assomed COSTANTINO TROISE al Direttore del quotidiano online

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24 marzo 2016

ROSSI (Toscana): "La questione intramoenia si può risolvere nel prossimo contratto".
TROISE (Anaao): "E con quali soldi?"

Botta e risposta su QUOTIDIANO SANITA' tra il governatore della Toscana e il Segretario Nazionale dell'Anaao sul tema intramoenia.

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21 marzo 2016

Liste d’attesa e intramoenia. Ma di cosa stiamo parlando? Intervento di Carlo Palermo (Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao) su QUOTIDIANO SANITA'

La libera professione dei medici rappresenta meno dell’8% dell’attività ambulatoriale del Ssn e non supera lo 0,4% dell’attività di ricovero. Francamente, anche in termini di logica matematica,  non si capisce come la sua abrogazione possa determinare l’azzeramento delle attese dei pazienti

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08 marzo 2016

Responsabilità professionale. Ecco i tre punti ‘deboli’ del ddl Gelli. Ma la soluzione c’è - Intervento di Carlo Palermo (Vice Segretario Nazionale VIcario Anaao) su QUOTIDIANO SANITA'

Per arrivare ad una legge che rappresenti una vera svolta nel panorama tormentato della sanità italiana restano aperte tre questioni In particolare: il meccanismo della rivalsa; le disposizioni che aumentano la chiamata in causa del medico, con il rischio di un incremento delle spese assicurative; il ruolo delle linee guida. Le nostre proposte

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02 marzo 2016

I cinque errori da evitare per tagliare i costi in sanità? Se in Italia sono stati commessi tutti - QUOTIDIANO SANITA'

Intervento di Costantino Troise (Segretario Nazionale Anaao Assomed) e Domenico Montemurro (Responsabile Anaao Giovani) sullo studio della Harvard Business.

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29 febbraio 2016

In 30 anni costi triplicati, promesse non mantenute e lavori mai finiti. La storia dell’Ospedale San Marco di Catania.

Intervento di Pietro Pata, Segretario Anaao Regione Sicilia e Riccardo Rapisardi Consigliere Nazionale Anaao.
Quotidiano Sanità

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12 febbraio 2016

La forma è anche sostanza. La Fnomceo è una cosa, i sindacati un’altra - QUOTIDIANO SANITA'

Lettera al Direttore, di Costantino Troise, Segretario Nazionale Anaao Assomed

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08 febbraio 2016

QUEI TAGLI CHE FANNO AUMENTARE LA MORTALITÀ.

a cura di Andrea Rossi (responsabile Anaao giovani Veneto), Chiara Rivetti (segreteria Anaao Assomed Piemonte), Domenico Montemurro (resp. naz.le Anaao giovani), Costantino Troise (segretario naz.le Anaao Assomed), Carlo Palermo (vice segr. naz. vicario Anaao Assomed), Paola Gnerre (direttivo nazionale Anaao giovani) - SANITA' 24 e IL SOLE 24 ORE SANITA' N. 5/2016

L'analisi del fenomeno dopo i dati Istat: 68mila decessi nel 2015 (+11,3%). Incidono le iniquità, il calo dei posto letto, i carichi di lavoro e l’impoverimento. Il servizio completo di bibliografia su Il Sole-24Ore Sanità n. 5/2016

vai al servizio sul sito di Sanità24

il servizio pubblicato su IL SOLE 24 ORE SANITA' N. 5/2016

 

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