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DDL LORENZIN, ANAAO: passo verso doppio canale formativo e duemila specialisti/anno in più - Intervista al Segretario Nazionale su DOCTOR33

Responsive image «L'articolo 7 del disegno di legge Lorenzin è un passo avanti nella formazione dei futuri specialisti. Apre la strada a una soluzione del nodo tutto italiano del monopolio universitario sulle specializzazioni e, in prospettiva, prova a disinnescare la bomba sociale dei medici laureati che restano fuori dalle scuole di specializzazione. Ma richiede investimenti alle regioni, da contrattare al tavolo per la valorizzazione delle risorse».

In Italia abbiamo 10 mila matricole l'anno a fronte di 6 mila ammessi a specialità, cui si aggiungono 11 mila accessi decisi d'ufficio dai Tar negli ultimi 2 anni che hanno portato gli atenei italiani ad avere tra 2013-14 e 2014-15 ben 31 mila iscritti al primo biennio di medicina. Se si laurea l'85%, il tasso attuale, nel 2019-20 e nel 2020-21 avremo 25 mila laureati cui vanno aggiunti i laureati di precedenti annualità che non sono riusciti ad entrare nelle scuole di specializzazione: una marea di medici senza possibilità di passare ai ruoli Ssn, a meno che -oltre a chiudere gli accessi alle facoltà definendo un tetto di 7 mila immatricolati - non si porti a 9-10 mila il numero degli ammessi alle scuole di specialità e al tirocinio di medicina generale per i prossimi 5-6 anni». Come aumentare i posti per gli specializzandi? «Se immaginiamo che le Regioni paghino parte del lavoro insito nei processi formativi, lo Stato potrà indirizzare risorse che oggi investe per i contratti di formazione a nuovi contratti di specializzazione.

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